di Caolán Magee,
Al Jazeera, 28 agosto 2026.
Un’inchiesta di Al Jazeera rivela che fondi pubblici britannici finiscono nelle casse di aziende legate agli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.

Almeno 17 aziende legate agli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata detengono appalti del settore pubblico britannico per un valore superiore a 2,1 miliardi di sterline (2,85 miliardi di dollari), come rivela un’inchiesta di Al Jazeera.
Questi risultati emergono mentre oltre 140 deputati laburisti britannici chiedono al governo di vietare gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani illegali, una misura che il primo ministro Andy Burnham sta valutando.
La nostra analisi dei registri degli appalti, dei documenti societari e delle informazioni divulgate dalle aziende ha rilevato che le imprese segnalate dalle Nazioni Unite per il loro coinvolgimento negli insediamenti israeliani illegali – nonché le società che tali imprese possiedono o controllano in ultima istanza come sussidiarie – si sono aggiudicate appalti in tutto il settore pubblico britannico, anche in settori quali la manutenzione stradale, i trasporti, i servizi di emergenza e il rilascio delle patenti di guida.
«Esistono prove sempre più evidenti che il Regno Unito possa violare i propri obblighi internazionali… continuando a stipulare contratti con entità identificate dall’ONU come fornitrici di questo tipo di assistenza», ha dichiarato ad Al Jazeera Stephen Humphreys, professore di diritto internazionale alla London School of Economics.
I dati raccolti dagli analisti di appalti pubblici di Tussell, e condivisi con Al Jazeera, mostrano che le 17 società ed entità detengono 125 contratti nel settore pubblico per un valore complessivo di 2,129 miliardi di sterline (2,89 miliardi di dollari).
Le società di proprietà di Motorola Solutions, il colosso statunitense della tecnologia e delle comunicazioni, rappresentano oltre 1,7 miliardi di sterline (2,3 miliardi di dollari) del totale – la stragrande maggioranza attraverso la sua controllata britannica Airwave Solutions. Altri contratti da noi esaminati sono detenuti da aziende appartenenti ad altri quattro gruppi societari, tra cui Heidelberg Materials, una multinazionale tedesca produttrice di materiali da costruzione; il gruppo ingegneristico francese Egis; il produttore ferroviario spagnolo CAF e il conglomerato cinese Fosun.
Un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani identifica questi cinque gruppi aziendali come coinvolti in attività commerciali legate agli insediamenti israeliani illegali.
Le 17 aziende collegate agli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania

La filiale israeliana di Heidelberg Materials possiede una cava su territorio palestinese nella Cisgiordania occupata, mentre Motorola è parte integrante dell’infrastruttura di sicurezza degli insediamenti illegali. Egis e CAF sono coinvolte nell’espansione della rete di metropolitana leggera di Gerusalemme – un progetto che, secondo gli attivisti, rafforza il controllo di Israele, integrando gli insediamenti nella città e frammentando ulteriormente i quartieri palestinesi.
Fosun International, la cui controllata Breas Medical riceve fondi pubblici britannici, possiede anche la controversa azienda cosmetica israeliana Ahava, che opera nell’insediamento illegale di Mitzpe Shalem nella Cisgiordania occupata. I gruppi per i diritti civili, tra cui la Palestinian Solidarity Campaign nel Regno Unito, denunciano Ahava come un’azienda «complice» del furto di terra e mezzi di sussistenza palestinesi.
Nel frattempo, la violenza si sta intensificando nella Cisgiordania occupata.
Nel luglio 2024, la Corte Internazionale di Giustizia ha giudicato illegale la presenza continuativa di Israele nei territori palestinesi occupati e ha affermato che essa deve cessare «il più rapidamente possibile». La Corte ha inoltre imposto ad altri stati l’obbligo di «non fornire aiuto o assistenza nel mantenere la situazione creata dalla presenza illegale di Israele nei territori palestinesi occupati».
Ciò solleva interrogativi sulle continue relazioni commerciali della Gran Bretagna con le aziende individuate nell’inchiesta di Al Jazeera, hanno osservato gli analisti.
«Il governo britannico sta sostenendo l’apartheid»
Stephen Humphreys ritiene che la Gran Bretagna possa anche non adempiere ai propri obblighi giuridici «omettendo di avviare una propria indagine sulle loro attività, al fine di impedirle se necessario».
Il Regno Unito ha inoltre messo in guardia le imprese dal partecipare a gare d’appalto per lavori edili negli insediamenti illegali.
«Le imprese non dovrebbero prendere in considerazione la partecipazione a gare d’appalto per lavori edili», recita una dichiarazione del governo rilasciata questo mese, che mette in guardia dalle «conseguenze legali e reputazionali» e dal rischio di essere coinvolti in «gravi violazioni del diritto internazionale».
L’ex leader laburista Jeremy Corbyn ha affermato che le scoperte di Al Jazeera mettono in luce una contraddizione tra la posizione dichiarata del Regno Unito e i suoi legami economici.
«Molto semplicemente, il governo britannico sta sostenendo l’apartheid», ha dichiarato Corbyn ad Al Jazeera. «Ogni giorno, il Regno Unito approfondisce la propria complicità nell’economia di occupazione di Israele e, di conseguenza, nell’economia di genocidio di Israele».
L’Ufficio di Gabinetto ha dichiarato ad Al Jazeera che le singole autorità pubbliche decidono di escludere i fornitori caso per caso per ogni appalto. Ha affermato che gli appalti pubblici nel Regno Unito non dovrebbero essere utilizzati per boicottare fornitori legati ad altri paesi, a meno che non siano in vigore sanzioni, embarghi o restrizioni formali da parte del Regno Unito.
Ecco cosa abbiamo scoperto su alcune delle aziende coinvolte nel commercio con gli insediamenti:
Motorola Solutions: tecnologia integrata negli insediamenti illegali
L’ONU identifica Motorola in relazione a due attività legate agli insediamenti: la «fornitura di servizi di sicurezza, attrezzature e materiali alle imprese che operano negli insediamenti» e la «fornitura di servizi e infrastrutture a sostegno della manutenzione e dell’esistenza degli insediamenti, compresi i trasporti».
Al Jazeera ha contattato il gruppo Motorola Solutions per un commento, ma non ha ricevuto alcuna risposta.
Si tratta del principale beneficiario di fondi pubblici britannici tra quelli da noi esaminati.
Alle controllate di Motorola è affidata la fornitura di apparecchiature di comunicazione ai servizi di emergenza nel Regno Unito. Il contratto più consistente individuato da Al Jazeera è detenuto da Airwave Solutions, una controllata di Motorola. Il Ministero dell’Interno ha assegnato ad Airwave un’estensione del contratto del valore di 1,562 miliardi di sterline (2,13 miliardi di dollari) per la fornitura della rete di comunicazioni sicure utilizzata dai servizi di polizia, vigili del fuoco e ambulanze in Inghilterra, Scozia e Galles.
Motorola Solutions UK detiene separatamente contratti per un valore di 123,9 milioni di sterline (170 milioni di dollari), tra cui un contratto con il Ministero della Difesa del valore di 36,5 milioni di sterline (49,8 milioni di dollari) per radio Airwave, accessori e tempo di trasmissione.
Cinque società ora controllate in ultima istanza da Motorola Solutions Inc – Airwave Solutions Ltd, Motorola Solutions UK Ltd, CRFS Ltd, 3TC Software Ltd e Noggin IT Ltd – detengono 91 contratti attivi nel settore pubblico britannico per un valore di 1,726 miliardi di sterline (2,3 miliardi di dollari), secondo gli ultimi dati di Tussell.
Motorola Solutions Inc e la sua controllata israeliana, Motorola Solutions Israel Ltd, erano state incluse quando l’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha pubblicato per la prima volta, nel 2020, la sua banca dati delle imprese coinvolte in specifiche attività legate agli insediamenti. Entrambe figurano ancora nell’ultima versione.
I documenti ufficiali offrono un quadro di come la tecnologia dell’azienda sia stata integrata negli insediamenti.
I bandi di gara del Consiglio Regionale di Mateh Binyamin e del comune di Ariel, entrambi insediamenti illegali, mostrano che la tecnologia di comando e controllo di Motorola viene utilizzata nelle infrastrutture di sicurezza e sorveglianza.
Le apparecchiature Motorola sono state acquistate anche dall’Amministrazione Civile Israeliana, l’organismo militare attraverso il quale Israele amministra gli affari civili nella Cisgiordania occupata.
Nel 2005, l’ONU riferì che Motorola forniva sistemi di sorveglianza a insediamenti tra cui Hebron, Karmei Tzur e Bracha.
Il rapporto di Motorola con le autorità israeliane continua ancora oggi. Un documento sugli appalti del governo israeliano ottenuto da Al Jazeera mostra che a maggio 2026 è stato assegnato a Motorola Solutions Israel un contratto da 25,5 milioni di shekel (8,7 milioni di dollari) per la manutenzione di circa 19.000 radio della polizia e la fornitura di licenze di crittografia fino ad aprile 2028.
Heidelberg Materials: una cava controversa in territorio occupato
L’ONU ha inserito Heidelberg Materials nell’elenco per lo sfruttamento commerciale delle risorse naturali nei territori palestinesi occupati.
In Gran Bretagna, cinque società di Heidelberg Materials detengono 25 appalti nel settore pubblico per un valore di 184,79 milioni di sterline (252 milioni di dollari). Quasi l’intero importo – 179,03 milioni di sterline (244 milioni di dollari) – è detenuto da Hanson Quarry Products Europe Ltd. Tra i suoi contratti figurano 60 milioni di sterline (81,9 milioni di dollari) dal Westmorland and Furness Councilper lavori di pavimentazione stradale e autostradali tra il 2024 e il 2027, e un contratto di manutenzione stradale da 50 milioni di sterline (68,3 milioni di dollari) con il Somerset Council.
La sua controllata israeliana, Hanson Israel, possiede la cava di Nahal Raba, a sud di Qalqilya in Cisgiordania. Secondo Who Profits, la cava sorge su terreni appartenenti ai villaggi palestinesi di az-Zawiya e Rafat.
Un avviso ufficiale di pianificazione dell’Amministrazione Civile esaminato da Al Jazeera mostra che è stata approvata una proposta per ampliare il sito.
Who Profits, un gruppo che indaga sui legami tra il settore privato e l’economia nei territori occupati da Israele, ha affermato che l’approvazione è stata concessa il 28 maggio 2025.
Heidelberg ha dichiarato ad Al Jazeera che nel 2023 Hanson Israel «ha cessato tutte le attività presso la cava di Nahal Raba e i relativi impianti di asfalto e calcestruzzo preconfezionato», aggiungendo che sul sito è presente solo il personale di sicurezza.
Egis: vendita di infrastrutture di trasporto a sostegno degli insediamenti
Il gruppo ingegneristico francese Egis fornisce un altro tipo di collegamento tramite infrastrutture di trasporto che uniscono gli insediamenti israeliani illegali nella Gerusalemme Est occupata al resto della città.
L’ONU cita Egis in relazione alla «fornitura di servizi e infrastrutture a sostegno della manutenzione e dell’esistenza degli insediamenti, compresi i trasporti».
Il materiale fornito dalla stessa Egis dimostra che il suo coinvolgimento nella rete di metropolitana leggera di Gerusalemme, in espansione, continua ancora oggi: il sito web dell’azienda pubblicizza infatti un’offerta di lavoro per un ingegnere esperto con sede a Gerusalemme, da impiegare nei progetti relativi alla metropolitana leggera.

I documenti di appalto del Piano Generale dei Trasporti di Gerusalemme del 2017 identificano inoltre Egis Rail come consulente generale, responsabile della supervisione e del coordinamento dei lavori di pianificazione e progettazione delle linee Blu e Verde.
La metropolitana leggera di Gerusalemme attraversa la Gerusalemme Est occupata e collega gli insediamenti israeliani illegali presenti in quella zona con Gerusalemme Ovest. I rapporti delle Nazioni Unite hanno descritto la ferrovia come «un’ulteriore infrastruttura al servizio della rete di insediamenti illegali» e hanno affermato che essa isola ulteriormente la Gerusalemme Est occupata dal resto della Cisgiordania occupata.
Egis ha dichiarato ad Al Jazeera di aver «espresso formalmente il proprio disaccordo riguardo a tale inclusione» nella banca dati delle Nazioni Unite.
In Gran Bretagna, cinque società ed entità controllate da Egis detengono sei appalti nel settore pubblico per un valore di 133,60 milioni di sterline (182,4 milioni di dollari). Quasi l’intero importo proviene da un unico contratto: la Driver and Vehicle Licensing Agency ha infatti assegnato a Egis Projects UK Ltd un appalto da 133,23 milioni di sterline (181,9 milioni di dollari) per servizi di controllo in tutta la Gran Bretagna. Anche altre società del gruppo Egis detengono appalti pubblici nel Regno Unito, tra cui Galson Sciences, Helios Technology, Egis Transport Solutions e lo studio di architettura WestonWilliamson+Partners.
CAF: il progetto di costruzione proseguirà fino al 2027
Anche il produttore ferroviario spagnolo CAF è coinvolto nella rete di metropolitana leggera di Gerusalemme. L’azienda ha reso noto che il progetto di Gerusalemme, del valore di 1,8 miliardi di euro (2,10 miliardi di dollari), è stato aggiudicato nel 2019 a TransJerusalem J-Net Ltd, una società controllata al 50% da CAF e al 50% dall’impresa edile israeliana Shapir.
CAF ha affermato che il progetto comprende la costruzione della Linea Verde e l’estensione dell’attuale Linea Rossa, «che attraversano parzialmente Gerusalemme Est». La fase di costruzione dovrebbe protrarsi fino al 2027.
L’ONU cita CAF in relazione alla «fornitura di attrezzature e materiali che facilitano la costruzione e l’espansione degli insediamenti» e all’«uso di risorse naturali, in particolare acqua e terra, per scopi commerciali».
Al Jazeera ha contattato la CAF per un commento, ma non ha ricevuto alcuna risposta.
Nel frattempo, la CAF intrattiene rapporti estesi con il settore pubblico britannico, compresa la fornitura di tram per una delle principali reti urbane del Paese. La West Midlands Combined Authority ha assegnato alla CAF un contratto da 83,5 milioni di sterline (114 milioni di dollari) per una nuova generazione di tram destinati alla West Midlands Metro. Il contratto è valido fino a dicembre 2027, secondo i dati di Tussell.
Fosun: proprietaria di un’azienda cosmetica accusata di estrarre fango dal Mar Morto nei territori occupati
Il conglomerato cinese Fosun International è stato identificato dall’ONU nella categoria relativa all’uso commerciale delle risorse naturali, in particolare acqua e terra.
Il suo legame con la Cisgiordania occupata ruota attorno al produttore israeliano di cosmetici Ahava Dead Sea Laboratories. La stessa Fosun ha annunciato nell’aprile 2016 di aver concordato l’acquisizione di Ahava per 290 milioni di shekel (76,8 milioni di dollari).
La successiva rendicontazione obbligatoria di Fosun ha indicato che Ahava era controllata al 99,46%.
Una dichiarazione della Commissione Europea del 2018 affermava che Ahava «svolge effettivamente attività nell’insediamento di Mitzpeh Shalem, situato nei Territori Occupati».
Secondo l’organizzazione fondata dai Quaccheri, l’American Friends Service Committee (AFSC), ripetute visite in loco hanno confermato che l’ex stabilimento di Ahava nell’insediamento illegale di Mitzpe Shalem era ancora operativo nel 2026.
Il gruppo ha affermato che il fango del Mar Morto veniva estratto nei territori palestinesi occupati e inizialmente lavorato in loco prima di essere trasferito a Ein Gedi per l’ulteriore produzione.
In Gran Bretagna, Breas Medical, di cui Fosun International detiene il controllo indiretto tramite Shanghai Fosun Pharmaceutical, detiene due contratti con il settore pubblico per un valore di 1,29 milioni di sterline (1,76 milioni di dollari). Fosun International è l’azionista di controllo di Shanghai Fosun Pharmaceutical.
Al Jazeera ha contattato Fosun per un commento, ma non ha ricevuto alcuna risposta.
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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