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“La tenda è una fornace”: gli sfollati di Gaza stanno affrontando un’estate brutale

di Shaimaa Eid

The Palestine Chronicle, 25 agosto 2026.  

Le famiglie sfollate in tutta Gaza devono affrontare un caldo estivo insopportabile, acqua contaminata e malattie in corso di diffusione, mentre i campi sovraffollati diventano sempre più invivibili.

In uno dei campi profughi nel sud di Gaza, Hala Hani, madre sfollata, è seduta stringendo un pezzo di cartone che sventola nel disperato tentativo di sfuggire al caldo implacabile. All’interno della tenda, dove non c’è né elettricità né ventilazione, le temperature estive sono diventate quasi invivibili.

Mentre il sudore le cola sul viso, Hala racconta di aver sviluppato gravi allergie cutanee ed eruzioni dolorose, che si manifestano come protuberanze rosse su tutto il corpo. I sintomi peggiorano dopo che ha trascorso lunghe ore a cucinare direttamente su un fuoco libero, il che rende ancora più intenso il calore già soffocante all’interno della tenda.

Hala sta crescendo da sola le sue due figlie piccole dopo essersi separata dal marito. Si fa carico di ogni aspetto della loro vita quotidiana, dall’andare a prendere l’acqua e procurarsi il cibo al fare tutto il possibile per proteggere le sue figlie dal caldo torrido dell’estate, il tutto mentre sopporta le crescenti difficoltà dell’esilio.

Con l’avanzare dell’estate, le tende di plastica sparse nei campi profughi di Gaza si sono trasformate in forni sotto il sole implacabile. I bambini cercano rifugio nei più piccoli angoli d’ombra che trovano o si spruzzano acqua sul viso, scene che riflettono la sofferenza quotidiana di centinaia di migliaia di palestinesi sfollati.

«La tenda non è adatta alla vita umana. Il caldo è insopportabile», ha detto Hala a Palestine Chronicle. «Faccio tutto il possibile per rinfrescare le mie figlie con l’acqua, ma non c’è nemmeno l’acqua».

Trascorre lunghe ore alla ricerca di qualsiasi angolo d’ombra, per quanto piccolo, sperando che possa offrire a lei e alle sue figlie qualche breve momento di sollievo dal sole cocente.

Centinaia di migliaia di palestinesi vivono in campi profughi temporanei e tende montate su terreni liberi, cortili scolastici e campi sportivi dopo che le loro case sono state distrutte o danneggiate durante la guerra. Questi campi sono privi persino delle infrastrutture più elementari necessarie per proteggere le famiglie dal caldo estivo estremo.

Le condizioni stanno peggiorando a causa della grave carenza d’acqua, della totale mancanza di elettricità e della proliferazione di insetti e roditori. I medici hanno inoltre segnalato un aumento dei casi di malattie della pelle e allergie, in particolare tra i bambini e gli anziani.

«Un forno rovente»

In una tenda vicina, Shahira al-Astal, un’anziana sfollata, ha deciso di sedersi fuori dal suo logoro rifugio perché il caldo all’interno è diventato insopportabile. Paragona la tenda a «un forno ardente», affermando che rimanere all’interno durante il giorno è semplicemente impossibile.

«La vita nelle tende è incredibilmente estenuante», ha dichiarato a Palestine Chronicle. «Non riceviamo acqua regolarmente nel campo, il caldo è soffocante e nemmeno le notti portano sollievo. Zanzare, insetti e roditori invadono le nostre tende, impedendoci di dormire.”

“Persino il poco cibo che abbiamo non è più sicuro”, ha continuato. “O si rovina con il caldo o se lo mangiano i roditori. Abbiamo perso i nostri figli e le nostre case, e non abbiamo altro posto dove andare. Tutto ciò che vogliamo è che questa sofferenza finisca.”

“La tenda non offre alcuna protezione reale in nessuna stagione”, ha detto Shahira. «Non ci ripara né dal caldo torrido dell’estate né dal freddo gelido dell’inverno. Cucinare direttamente su un fuoco libero rende la tenda ancora più soffocante, mentre l’acqua scarseggia e mancano persino i beni di prima necessità».

«Un tempo avevo una casa che mi dava riparo», ha aggiunto. «Oggi vivo in una tenda che non riesce a proteggerci dal sole estivo né a garantire nemmeno le condizioni minime per una vita dignitosa».

Al calar del sole, le difficoltà dell’esilio non finiscono. Assumono semplicemente un’altra forma.

Sciami di zanzare e altri insetti invadono rapidamente le tende, costringendo molti bambini a coprirsi il viso mentre dormono o a rimanere svegli per ore nel tentativo di evitare le loro punture. Per le famiglie già sfinite dal caldo diurno, la notte offre ben poco conforto o riposo.

Le malattie si diffondono a causa dell’acqua contaminata

Il dottor Mohammed Abu Afash, direttore di Medical Relief nella Striscia di Gaza, ha messo in guardia da un deterioramento senza precedenti delle condizioni sanitarie e ambientali, poiché le cliniche devono affrontare un afflusso quotidiano di pazienti affetti da gravi malattie cutanee e gastrointestinali.

Ha affermato che le cliniche e i centri medici sono sempre meno in grado di fornire cure adeguate a chi cerca assistenza, a causa della grave carenza di medicinali essenziali, antibiotici e altre forniture mediche necessarie per curare i pazienti e alleviare le loro sofferenze.

In una dichiarazione alla stampa, Abu Afash ha spiegato che la mancanza di acqua potabile e per uso quotidiano in tutta Gaza è uno dei principali fattori all’origine dell’attuale ondata di malattie gastrointestinali acute, che sta colpendo un gran numero di civili, in particolare bambini, donne e anziani.

L’acqua contaminata, unita al deterioramento dei sistemi fognari, ha creato le condizioni in cui le malattie possono diffondersi rapidamente e diventare sempre più difficili da contenere.

Un sistema sanitario devastato

Abu Afash ha sottolineato che l’arrivo dell’estate e il forte aumento delle temperature hanno coinciso con una diffusione capillare di gravi malattie cutanee contagiose, tra cui la scabbia, nonché infestazioni da pulci.

Ha attribuito tali focolai direttamente alla proliferazione di insetti e roditori e all’accumulo di acqua stagnante e rifiuti intorno alle tende e ai rifugi degli sfollati in tutta la Striscia di Gaza.

L’aggravarsi della crisi ambientale, ha avvertito, ha esercitato un’enorme pressione su un sistema sanitario già devastato, privo persino delle forniture mediche di base, dei farmaci e dei trattamenti preventivi necessari per contenere le epidemie e impedirne l’ulteriore diffusione.

Per le famiglie sfollate come quelle di Hala e Shahira, tuttavia, vi sono poche possibilità di sfuggire alle condizioni che le stanno facendo ammalare. Senza una casa in cui tornare, con acqua potabile insufficiente e senza protezione dal caldo estivo, rimangono intrappolate in tende che non offrono né riparo né sollievo.

https://palestinechronicle.substack.com/p/the-tent-is-a-blazing-oven-gazas?utm_source=post-email-title&publication_id=4128877&post_id=212743350&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=false&r=2xiwfl&triedRedirect=true&utm_medium=email

Traduzione a cura di AssopacePalestina

Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.

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