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Ecco come si presenta il cessate il fuoco a Gaza

della Dr. Samah Jabr,

Alquds Newspaper, 22 agosto 2026.  

La Dr. Samah Jabr, consulente psichiatra ed editorialista

Circa 23 gru militari sono state erette all’interno della Striscia di Gaza lungo la cosiddetta Linea Gialla. Non si tratta però di gru edili, bensì di piattaforme di osservazione sopraelevate, dotate di telecamere e mitragliatrici a controllo remoto, che consentono di monitorare vaste aree e di sparare da un’altezza considerevole. Diverse fonti hanno documentato episodi in cui queste postazioni hanno aperto il fuoco contro zone civili, provocando morti e feriti.

Non si tratta di un’idea del tutto nuova; Israele ha già utilizzato sistemi simili in passato, combinando la videosorveglianza con armi azionabili a distanza.

Purtroppo, le armi non sono scomparse con il cessate il fuoco.

Sono arrivate in cima.

Da lassù, sopra alle macerie, alle tende e alle case, questo sistema può vedere ben più di quanto un essere umano possa vedere da terra. La telecamera osserva, l’arma è in agguato e la persona che la manovra si trova ben lontana dal punto in cui il proiettile colpirà.

Qui vediamo qualcosa che va oltre l’arma stessa: l’ingegneria dell’omicidio.

Uccidere non è più necessariamente uno scontro tra un soldato e una persona che gli sta di fronte. È diventato un sistema di telecamere, sensori, piattaforme sopraelevate, armi automatiche e controllo remoto. Un sistema che rende la violenza organizzata e ripetibile, e separa la mano che spara dal corpo che riceve il colpo.

Così non sembra un omicidio.

Forse l’impatto più profondo di queste gru è quello che esercitano sulla mente di chiunque viva al di sotto di esse.

Mi viene in mente Michel Foucault e la sua idea di panopticon, la prigione proposta dal filosofo inglese Jeremy Bentham alla fine del XVIII secolo, incentrata su una torre di guardia centrale. Il suo potere non risiedeva nel fatto che la guardia sorvegliava costantemente ogni prigioniero, ma nel fatto che il prigioniero non era consapevole di essere osservato. Col tempo, la semplice possibilità di essere osservato è diventata sufficiente perché l’individuo interiorizzasse la sorveglianza e adattasse di conseguenza i propri movimenti e comportamenti.

A Gaza, questa scena assume una forma ben più cruda.

La torre di guardia non è nascosta nel cuore della prigione.

È visibile sopra la città.

Tu puoi vederla, ma non sai quando lei vedrà te.

Sai che c’è un’arma sopra di te, ma non sai quando sparerà.

Questo è sufficiente a cambiare il significato della vita quotidiana.

Dovrei uscire adesso?

Dovrei salire sul tetto?

Devo rimanere seduto qui o spostarmi?

Posso lasciare che mio figlio giochi fuori?

La sorveglianza si insinua anche nelle piccole decisioni che non dovrebbero richiedere riflessione. Una persona inizia a valutare la distanza, la direzione dello sguardo, la posizione del corpo e il tempo che può trascorrere in strada.

Pertanto, la paura non è più semplicemente un sentimento che sopraffà una persona dopo un atto di violenza. Piuttosto, diventa parte integrante dell’organizzazione della vita prima che l’evento si verifichi.

E questo, a mio parere, è l’aspetto più crudele di queste gru.

Non è necessario che si attivi continuamente per svolgere il suo lavoro.

È sufficiente che la gente sappia che il sistema ne è capace.

È sufficiente che sia lì, sospeso sopra di loro, perché l’occhio armato diventi parte della scena quotidiana; perché una persona diventi più cauta nei suoi movimenti, più attenta a dove si trova e meno capace di sentire che il suo corpo e il suo spazio le appartengono.

Il controllo non si instaura solo quando un proiettile colpisce un corpo. Inizia molto prima, quando il corpo impara a temere di essere visto.

Pertanto, le gru non sono solo piattaforme per armi. Sono anche strumenti per produrre uno stato psicologico generale: vivere sapendo di poter essere osservati, di poter essere presi di mira, senza sapere quando o perché.

Questo è l’aspetto più amaro del cessate il fuoco:

La violenza non si è fermata. Ha cambiato forma, si è elevata al di sopra delle teste delle persone ed è diventata parte integrante dell’architettura dei luoghi, delle menti e della vita quotidiana.

https://alquds.com/ar/posts/254988

3 commenti su “Ecco come si presenta il cessate il fuoco a Gaza”

  1. Allucinante: siete riusciti a verificarne la veridicità e a farlo avere agli organi mainstream, a politici e opinionisti di spicco? Perchè che io sappia siete gli unici in Italia che lo hanno riportato, invece a me sembra una notizia enorme!

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  2. Noi popoli occidentali siamo in piena decadenza o semplicemente già in trappola di altre gru che ci osservano e manipolano, il coraggio è sparito con la stima di sè e il senso della vita

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