di Elena Migotto,
Il Giornale d’Italia, 15 giugno 2026.
È in corso la causa depositata da 7 associazioni contro Leonardo per chiedere la nullità di tutti i contratti attivi con Israele, colpevole di azioni genocide a Gaza e responsabile di sistematiche violenze in Libano, Siria e Cisgiordania. Al Giornale d’Italia l’avvocato Luca Saltalamacchia rivendica il ruolo del diritto: “Non un ‘semplice’ contenzioso, ma un appello al dovere costituzionale che vieta la guerra nel nostro paese”

È in corso la causa civile mossa da 7 ONG e da privati cittadini contro Leonardo SpA e Governo Italiano per denunciare la complicità dello stato nel genocidio a Gaza attraverso il rapporto di cooperazione militare, di vendita ed esportazione armi a Tel Aviv. Al centro della controversia, dichiarata “inedita” dagli stessi ricorrenti, vi sono due obiettivi chiave, di cui Il Giornale d’Italia ha discusso con l’avvocato Luca Saltalamacchia, legale del team difensivo Associazioni ricorrenti contro la Leonardo SpA insieme ai legali Veronica Dini, Michele Carducci e Antonello Ciervo.
Da un lato, “Dichiarare nulli tutti i contratti che Leonardo SpA, e le sue controllate o intermediarie, hanno stipulato o mantengono in vigore con lo stato di Israele e le sue imprese per la fornitura di materiali bellici, compresi beni e servizi ‘dual use’“, ovvero ‘a scopo civile-militare’ (etichetta-ombrello fuorviante perché crea una convergenza ambigua tra finalità belliche e “benefici” collettivi). Dall’altro, chiedere un “provvedimento (…) che vieti a Leonardo di stipulare in futuro contratti analoghi“. Della Leonardo SpA il MEF (Ministero Economia e Finanze) è principale azionista col 30,2% delle quote.
Capire di quali armamenti parliamo, e la natura della controversia permette così di cogliere la portata di questa causa legale ostativa e inibitoria, presentata anche da Hala Abulebdeh – cittadina palestinese sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia dopo il 7 ottobre e fuggita in Scozia per trovare riparo.
I contratti con Israele che state chiedendo vengano annullati, a quando risalgono?
Le domande giudiziali riguardano i contratti in corso al momento dell’instaurazione del giudizio. Sulla base della documentazione acquisita e degli atti pubblicamente disponibili, i rapporti contrattuali tra Leonardo e le autorità israeliane risalgono a date di molto anteriori all’ottobre 2023. L’esatta perimetrazione temporale è oggetto di istruttoria.
Quanti contratti in essere ci sono al momento tra l’azienda (e varie sedi dislocate, come la sussidiaria Leonardo DRS) e Israele?
La quantificazione precisa dei contratti attivi – incluse le società controllate o collegate, come Leonardo DRS negli Stati Uniti – è uno degli oggetti dell’istruttoria in corso. Posso dire che la documentazione disponibile indica una pluralità di rapporti contrattuali che coprono ambiti
diversi: fornitura di sistemi d’arma, componentistica, tecnologie dual-use, servizi di manutenzione e formazione. Non mi è possibile, né sarebbe corretto, indicare un numero definitivo prima che l’istruttoria sia completata.
Quali sono tutte le tipologie di armi, componenti bellici, munizioni … vendute/fornite direttamente o indirettamente dall’azienda Leonardo a Israele?
Sulla base di quanto emerso da atti pubblici, relazioni parlamentari, dati UAMA (Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento) e documentazione acquisita nel procedimento, i rapporti tra Leonardo e Israele includono:
- Componenti per aerei F-35 prodotti principalmente tramite la controllata Leonardo UK;
- Aerei Aermacchi M-346, Leonardo continuerà a effettuare riparazioni e a fornire pezzi di
ricambio per la flotta di aerei M-346; - Radar di difesa a corto raggio e anti-droni: nel luglio 2022, Leonardo ha acquisito la società
israeliana RADA Electronic Industries che ha partecipato allo sviluppo di ‘Iron Fist’, un sistema di protezione attiva montato sui nuovi veicoli corazzati da combattimento (AFV) delle IDF, l’Eitan a otto ruote; - Camion a due assi: il Leonardo Group – tramite le sue controllate statunitensi – supporta la mobilità dei veicoli pesanti dell’IDF fornendo gli speciali camion a due assi, un nuovo modello di rimorchio cisterna pesante (HDTT) prodotto da DRS Sustainment Systems Inc., con sede a Bridgeton, Missouri, una società del gruppo Leonardo;
- Cannoni navali Super Rapido MF: sono prodotti negli stabilimenti della filiale OTO Melara a La Spezia, Italia, e sono stati utilizzati per armare le nuove corvette classe “Sa’ar 6”;
- Elicotteri AW119K: Leonardo ha iniziato a inviare elicotteri AW119Kx ‘Koala-Ofer’ di ultima generazione Agusta Westland per addestrare piloti dell’Aeronautica Israeliana (IAF) presso la base aerea di Hatzerim nel deserto del Negev;
- Componenti per bombe GBU-39: Leonardo fa parte di MBDA, il principale consorzio europeo per la costruzione di missili e tecnologie di difesa per i settori aeronautico, navale e delle forze di terra, al quale contribuisce con il 25%. Il consorzio MBDA sta vendendo allo stato di Israele alcuni componenti chiave per le bombe GBU-39, ovvero le ali che si dispiegano dopo il lancio, permettendo così alla bomba GBU-39 di essere guidata con estrema precisione verso il suo bersaglio.
Ci sono anche altre tipologie di armamenti.
A quali altri paesi sta fornendo armi Leonardo, coinvolti in ulteriori conflitti e/o potenziali genocidi nel mondo?
Dal punto di vista strettamente giuridico, la Legge 185/1990 impone limitazioni all’export bellico verso qualsiasi paese in conflitto armato o responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, indipendentemente dalla specifica area geografica. Nel contesto del presente giudizio, la nostra attenzione è focalizzata sui contratti con Israele. L’eventuale estensione del ragionamento giuridico ad altri contesti è una valutazione che potrà emergere in sede di dibattito pubblico, ma che non è oggetto di questo procedimento.
Cos’è stato ottenuto finora dal ricorso?
Il procedimento è attualmente pendente dinanzi al Tribunale civile di Roma (R.G. n. 43486/2025). È stata già celebrata una udienza (il 27 marzo); la prossima udienza è stata fissata per il 16/10/2026. A livello di merito, alcuna decisione è stata sinora adottata dal Tribunale.
Che significato ha questa battaglia legale? Cosa vi aspettate?
Questa causa ha un significato che va oltre il singolo contenzioso. Si tratta del primo tentativo sistematico, in Italia, di utilizzare lo strumento della nullità contrattuale per bloccare, sul piano civilistico, forniture d’armi destinate a un conflitto che organismi internazionali – a partire dalla Corte internazionale di Giustizia – hanno qualificato come potenzialmente genocidario. Il diritto, in questa vicenda, non è solo uno strumento tecnico: è l’unico presidio rimasto quando le istituzioni politiche si sottraggono alle proprie responsabilità. Cosa ci aspettiamo? Che il Tribunale faccia il suo lavoro. Noi abbiamo fatto il nostro.
Mentre le valutazioni del Tribunale civile capitolino procedono, e in attesa della successiva udienza, dalle parti resistenti (il Governo Meloni e la Leonardo SpA) sono arrivate le argomentazioni per la linea difensiva. Se, da un lato, l’esecutivo si appella all’estraneità ai fatti citando i contratti come stipulati da un soggetto privato autonomo (l’azienda appunto), e ad argomentazioni volte a testimoniare l’aiuto fornito ai palestinesi e il sostegno alla dirimente soluzione “due popoli e due stati”, Leonardo sfodera altre cinque obiezioni. Tra tutte, quella dell’inapplicabilità della Legge 185/90 alle sue controllate estere dal momento che le stesse non sono sottoposte a legislazione italiana. Le Associazioni però puntano i piedi contro il boom dei ricavi di guerra: “I contratti sono autorizzati, ma non è detto che quanto viene autorizzato non possa essere annullato da un magistrato, specie se vengono violati i diritti soggettivi” denuncia l’avvocato Saltalamacchia.
GRAZIE di cuore per questa lodevole iniziativa.
Se amassimo i bambini non ci sarebbero le guerre (Cit). ️