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«Raggiungete il 70%»: Netanyahu ordina al suo esercito genocida di allargare l’occupazione di Gaza

dalla Redazione di Palestine Will Be Free

Palestine Will Be Free, 29 maggio 2026.  

Sin dall’inizio del loro assalto genocida a Gaza dopo il 7 ottobre 2023, gli israeliani sono stati inequivocabili riguardo alla loro intenzione di uccidere ogni palestinese o di cacciarli tutti da Gaza.

Gli israeliani stanno procedendo a tutta velocità nel loro tentativo di portare a termine l’assalto genocida a Gaza e occuparla completamente. All’inizio del presunto cessate il fuoco dello scorso ottobre, occupavano circa il 53% del territorio palestinese assediato. Nei mesi successivi, si sono spostati a ovest della cosiddetta linea gialla per consolidare la loro presenza in quasi il 65% della Striscia di Gaza.

E non hanno ancora finito.

Giovedì, Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato al suo esercito terroristico di estendere l’occupazione di Gaza al 70%. «A questo punto, abbiamo il pieno controllo del 60% del territorio della Striscia di Gaza… e la mia direttiva è di arrivare al… 70%», ha dichiarato Netanyahu secondo quanto riportato da The Times of Israel.

Netanyahu ha assicurato al suo pubblico di suprematisti ebrei che il 70% è solo il passo successivo, non quello finale. The Times of Israel:

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, criminale di guerra ricercato dalla Corte Penale Internazionale: «Ora siamo nel 60% della Striscia di Gaza, più o meno. Eravamo al 50%; ora siamo al 60%. Sotto i miei ordini, arriveremo al 70%. Inizieremo da quello».

Recentemente, Netanyahu ha ammesso che gli israeliani occupavano il 60% della Striscia di Gaza. «Oggi controlliamo il 60%; domani vedremo», ha detto.

Il criminale di guerra si è vantato della devastazione che le sue truppe genocidarie hanno causato a Gaza, che prima del genocidio contava 2,3 milioni di abitanti: «Negli ultimi due anni abbiamo mostrato al mondo intero quali forze potenti siano insite nel nostro popolo, nel nostro stato, nel nostro esercito, nel nostro patrimonio».

Dall’inizio del loro selvaggio assalto a Gaza nell’ottobre 2023, gli israeliani sono stati inequivocabili riguardo alla loro intenzione di uccidere ogni palestinese o di cacciarli tutti dalla loro terra. Israel Katz, il ministro della guerra israeliano, ha recentemente ribadito il loro desiderio di compiere una pulizia etnica dei suoi abitanti nell’enclave assediata.

«Ci siamo impegnati affinché Hamas non governi Gaza né civilmente né militarmente, e così sarà; inoltre, verrà attuato il piano di emigrazione volontaria da Gaza», ha detto Katz. «Tutto al momento giusto e nel modo giusto».

Mentre l’occupazione si sposta verso ovest, i sopravvissuti palestinesi alla barbarie israeliana sostenuta dall’Occidente vengono schiacciati in uno spazio che si restringe rapidamente, con mezzi di sopravvivenza sempre più scarsi, mentre sono costantemente esposti alle bombe israeliane, al fuoco dei cecchini, ai teppisti sostenuti dall’occupazione e a un blocco schiacciante che li ha lasciati malati ed indeboliti.

Nelle ultime settimane, gli israeliani hanno intensificato i loro bombardamenti, uccidendo decine di persone. Gli occupanti ebrei hanno concesso solo una minima parte degli aiuti promessi ai palestinesi nel “cessate il fuoco” guidato da Trump lo scorso ottobre, aggravando le condizioni catastrofiche nella Striscia di Gaza dopo oltre 30 mesi di genocidio in corso.

Dal 7 ottobre, gli israeliani hanno cancellato ogni traccia di insediamento umano nella Striscia di Gaza. Hanno distrutto quasi tutte le scuole, le università, gli ospedali, le strade e più dell’80 per cento delle abitazioni.

I sopravvissuti sono stati costretti a rifugiarsi in tende fatiscenti che non proteggono né dal sole né dalla pioggia. In assenza di servizi igienici adeguati — a causa del blocco — le loro abitazioni sono invase dai roditori, causando loro gravi problemi di salute.

Questa situazione è stata normalizzata.

Questo è diventato il destino di un popolo che ha costruito una splendida cultura nella sua minuscola enclave assediata, nonostante fosse tagliato fuori dal resto del mondo. Fino al 6 ottobre, la loro sofferenza, lontana dai riflettori delle telecamere, era troppo distante per turbare il resto del mondo. Gli ultimi due anni e mezzo, tuttavia, hanno dimostrato che anche quando i loro bambini vengono decapitati, fatti a pezzi da un’esplosione, ridotti in cenere dopo essere stati gettati nelle fosse infuocate dell’inferno, e hanno le dita dei piedi denutrite rosicchiate da ratti famelici — in diretta televisiva — è come se non esistessero. Gli uccelli cinguettano, i pesci nuotano, i palestinesi soffrono. È così che funziona il mondo.

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Traduzione a cura di AssopacePalestina

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