Il leader di Fatah in carcere Marwan Barghouti è risultato il più votato alle elezioni preliminari del Comitato Centrale, in un contesto di continue tensioni sulla successione palestinese.
della Redazione di The New Arab,
The New Arab, 17 maggio 2026.
Marwan Barghouti, attualmente in carcere, ha vinto con ampio margine le elezioni preliminari per il Comitato Centrale di Fatah, secondo i primi risultati non ufficiali diffusi a seguito dell’ottava conferenza del movimento.
I risultati rafforzano la duratura popolarità all’interno di Fatah del leader incarcerato, mentre continuano le questioni sulla successione che circondano l’attuale presidente palestinese Mahmoud Abbas.
Barghouti, una delle figure più di spicco di Fatah e leader politico palestinese molto popolare, incarcerato da Israele sin dalla Seconda Intifada, si è assicurato il maggior numero di voti nel conteggio preliminare.
Molti analisti palestinesi considerano Barghouti l’unica figura politica palestinese di rilievo in grado di forgiare una vera unità tra Fatah e Hamas e di ricostruire un più ampio consenso nazionale palestinese.
I primi risultati hanno anche rivelato la crescente influenza di Majed Faraj, capo dei servizi segreti palestinesi e stretto alleato di Abbas, che si è classificato secondo nelle votazioni davanti a Jibril Rajoub, una figura veterana di Fatah.
Nel frattempo, Yasser Abbas, figlio dell’attuale presidente palestinese, si è assicurato un seggio nel Comitato Centrale, consolidando ulteriormente la sua posizione all’interno del movimento tra le ricorrenti speculazioni sulla politica di successione all’interno di Fatah.
Diverse figure veterane associate alla vecchia guardia pro-Abbas di Fatah hanno mantenuto i loro seggi nel Comitato, tra cui Jibril Rajoub, Tawfiq Tirawi, Mahmoud al-Aloul, Mohammad al-Madani e l’ex primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh, che secondo quanto riferito si sarebbe classificato quasi in fondo alla lista.
Tuttavia, noti personaggi di Fatah come Azzam al-Ahmad e Abbas Zaki hanno perso i loro seggi nel Comitato.
I risultati includono per la prima volta anche i nomi di ex detenuti, tra cui Zakaria Zubeidi, l’ex comandante delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa di Jenin, noto a livello internazionale per la sua fuga nel 2021 dalla prigione israeliana di Gilboa, insieme a Taysir al-Bardini di Gaza.
Gaza si è assicurata quattro seggi nel Comitato Centrale, anche se solo uno dei quattro – Ahmed Helles, noto anche come Abu Maher – aveva già fatto parte del Comitato in seguito al settimo congresso del movimento.
Altri tre sono entrati a far parte del Comitato per la prima volta: Ahmed Abu Holi, che supervisiona il portafoglio degli affari dei rifugiati palestinesi all’interno dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), insieme a Iyad Safi e Taysir al-Bardini.
Per quanto riguarda la rappresentanza femminile, Dalal Salameh ha mantenuto il suo seggio nel Comitato, mentre la governatrice di Ramallah e al-Bireh, Laila Ghannam, è entrata a far parte dell’organismo per la prima volta.
In base al regolamento interno di Fatah, il Comitato Centrale può ancora nominare tre membri aggiuntivi, a condizione che non si tratti di candidati che si sono presentati alle elezioni e non sono risultati tra gli eletti.
L’analista politico Hani al-Masri ha dichiarato a The New Arab che “il problema risiede nell’assenza di qualsiasi discussione su un programma politico, e l’intero sforzo della conferenza si è concentrato sulla competizione per i seggi, come si è visto in ciò che è accaduto”.
Al-Masri ha aggiunto che «c’è stata una certa manipolazione delle elezioni, ma la sua astuzia sta nel fatto che non è stata al 100 per cento, poiché alcuni nomi sono stati esclusi mentre ad altri sono state date opportunità».
Parlando della rappresentanza di Gaza, Al-Masri ha commentato: «I membri della conferenza provenienti da Gaza hanno chiesto che ci fossero sette membri della Striscia nel Comitato Centrale, ma il presidente Mahmoud Abbas ha respinto questa richiesta e ha detto che sarebbero state le urne a decidere».
In un’intervista alla Palestine TV ufficiale, sabato16 maggio l’ex primo ministro Mohammad Shtayyeh ha affermato che Fatah è riuscita a creare “alternative organizzative”, con le elezioni tenutesi contemporaneamente in quattro sedi, Ramallah, Gaza, Il Cairo e il Libano, nonostante quelle che ha descritto come complesse condizioni politiche e di sicurezza.
Ha affermato che il successo della conferenza non dovrebbe essere misurato esclusivamente in base alle elezioni o alle nomine della leadership, ma alla sua capacità di produrre «una chiara visione politica» in grado di ricostruire la legittimità nazionale palestinese e di affrontare le crescenti sfide.
L’ottava conferenza di Fatah si è tenuta per tre giorni, da giovedì 14 a sabato 16 sera, presso la sede presidenziale palestinese a Ramallah, e i risultati ufficiali dovrebbero essere annunciati in seguito dal Comitato Centrale e dal Consiglio Rivoluzionario del movimento.
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Traduzione a cura di AssopacePalestina
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