di Redazione Palestine Chronicle,
Palestine Chronicle, 30 aprile 2026.
Le forze israeliane intercettano la flottiglia diretta a Gaza nei pressi di Creta, arrestando gli attivisti, mentre i governi condannano l’intercettazione in acque internazionali.

La Marina Israeliana intercetta la Flottiglia
Secondo quanto riferito dagli attivisti e dai media israeliani, mercoledì sera le forze navali israeliane hanno intercettato le imbarcazioni della flottiglia Global Sumud diretta a Gaza in acque internazionali vicino all’isola greca di Creta.
La Flottiglia ha riferito che le imbarcazioni militari israeliane hanno circondato il convoglio mentre dei droni sorvegliavano l’area e i sistemi di comunicazione venivano disturbati. Gli organizzatori hanno dichiarato di aver perso il contatto con diverse imbarcazioni durante l’operazione.
Gli attivisti a bordo delle navi hanno riferito che il personale della marina israeliana ha puntato le armi contro i partecipanti durante l’intercettazione, descrivendo l’operazione come un atto di intimidazione contro una missione umanitaria.
L’emittente radiofonica dell’esercito israeliano ha confermato che le forze navali avevano iniziato a prendere il controllo delle imbarcazioni della flottiglia lontano dalla costa israeliana, definendola l’operazione di intercettazione più lontana mai effettuata finora contro i tentativi di rompere il blocco su Gaza.
Decine di navi prese di mira
I primi rapporti israeliani affermavano che sette navi erano state sequestrate vicino a Creta, anche se successive dichiarazioni degli organizzatori hanno indicato che le forze israeliane hanno intercettato 21 imbarcazioni durante l’operazione notturna.
Secondo gli attivisti della flottiglia, 17 navi sono riuscite a sfuggire all’intercettazione ed entrare nelle acque greche.
Il convoglio sarebbe stato composto da decine di imbarcazioni che trasportavano quasi 1.000 attivisti provenienti da diversi paesi, oltre agli aiuti umanitari destinati a Gaza.
Funzionari israeliani hanno dichiarato che circa 175 attivisti sono stati arrestati e trasferiti in territorio controllato da Israele a seguito dell’operazione.
“Atto di pirateria” in acque internazionali
Youssef Ajisa, capo del Comitato Internazionale per rompere l’assedio a Gaza, ha condannato il raid come “un vero e proprio atto di pirateria” compiuto in acque internazionali a circa 500 miglia nautiche da Gaza.
Ha accusato Israele di aver lanciato l’operazione di notte per ridurre la visibilità mediatica dell’incidente.
Gli attivisti hanno sottolineato che la flottiglia era diretta verso la Palestina, non verso Israele, sostenendo che le autorità israeliane non avevano giurisdizione per sequestrare le imbarcazioni o arrestare chi si trovava a bordo.
L’attivista irlandese Mikey Cullen ha detto che una nave è riuscita a raggiungere le acque greche dopo quella che ha descritto come “una lunga notte di topo e gatto” con le forze israeliane.
«Non stiamo andando in Israele, stiamo andando in Palestina», ha detto Cullen in una dichiarazione video condivisa online.
Reazioni internazionali
L’Italia ha condannato l’intercettazione e ha chiesto l’immediato rilascio degli attivisti italiani arrestati durante l’operazione.
Il governo italiano ha esortato Israele a rispettare il diritto internazionale e a garantire la sicurezza delle persone a bordo della flottiglia. I media italiani hanno riferito che tra le persone arrestate c’erano circa 24 cittadini italiani.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che Roma ha incaricato le proprie missioni diplomatiche a Tel Aviv e Atene di chiedere chiarimenti alle autorità israeliane e greche e di assistere i cittadini italiani coinvolti.
Nel frattempo, anche la Svizzera ha esortato Israele a rispettare il diritto internazionale e il diritto del mare.
I funzionari svizzeri hanno confermato di essere in contatto con le autorità israeliane e hanno sottolineato che qualsiasi azione contro la flottiglia deve rispettare il principio di proporzionalità e i diritti fondamentali dei partecipanti.
Missione per rompere il blocco di Gaza
La flottiglia è partita nelle ultime settimane da porti quali Marsiglia, Barcellona e la Sicilia, trasportando aiuti umanitari destinati a Gaza.
Gli organizzatori hanno affermato che la missione mirava a sfidare il blocco navale di lunga data imposto da Israele e a stabilire un corridoio marittimo umanitario verso l’enclave assediata.
Israele mantiene un blocco su Gaza dal 2007. Le organizzazioni umanitarie hanno ripetutamente avvertito che la popolazione del territorio si trova ad affrontare condizioni catastrofiche a seguito di anni di assedio e guerra.
L’ultima intercettazione fa seguito a una precedente missione della flottiglia nel 2025, conclusasi anch’essa con il sequestro delle imbarcazioni da parte delle forze israeliane in acque internazionali e l’espulsione di centinaia di attivisti.
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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