Ai Paesi Membri dell’Unione Europea
Data: 31 marzo 2026
Oggetto: Dopo l’approvazione della legge sulla pena di morte, l’UE deve sospendere l’accordo di associazione UE-Israele e agire immediatamente
Eccellenze,
Prendiamo atto e accogliamo con favore la recente dichiarazione rilasciata da diversi paesi europei che esprimono preoccupazione per la proposta di estensione della pena di morte in Israele, e la vostra riaffermazione che la pena capitale è una pratica disumana e degradante che deve essere contrastata in ogni circostanza.
Tuttavia, vi scriviamo per sottolineare che la situazione è ormai andata oltre la fase di proposta di legge. La legge è stata approvata.
Questo sviluppo rappresenta una grave escalation. Per decenni, i palestinesi sono stati soggetti a esecuzioni extragiudiziali, eppure questo momento rappresenta un passaggio verso la formalizzazione e la legalizzazione dell’esecuzione come strumento di repressione politica. La legge consente l’esecuzione di prigionieri politici palestinesi, trasformando carceri e centri di detenzione in luoghi di morte autorizzati.
In particolare, questa legge è intrinsecamente discriminatoria ed è concepita per essere applicata esclusivamente contro i palestinesi. Essa consolida un sistema di disparità di trattamento di fronte alla legge e rafforza un più ampio regime di controllo e punizione a sfondo razziale. Inoltre, i sistemi giudiziari israeliani, in particolare i tribunali militari utilizzati per processare i palestinesi, non godono delle garanzie fondamentali di un giusto processo, tra cui l’indipendenza, l’imparzialità e il giusto processo. In questo contesto, l’introduzione della pena di morte equivale all’istituzionalizzazione di un’ingiustizia irreversibile.
È imperativo sottolineare che la Knesset israeliana non ha l’autorità di legiferare sui palestinesi in quanto persone protette dal diritto internazionale umanitario. Qualsiasi tentativo in tal senso costituisce un crimine di guerra e rappresenta una flagrante e innegabile violazione del diritto internazionale.
Sebbene la vostra dichiarazione evidenzi il “rischio” di minare i principi democratici e sollevi preoccupazioni sulla natura discriminatoria del disegno di legge, la realtà è che questa legge costituisce una violazione diretta e profonda dei diritti umani fondamentali. Non si tratta semplicemente di un rischio; si tratta di una politica attuata che codifica l’uccisione sanzionata dallo Stato.
Siamo inoltre costretti a constatare che le espressioni di preoccupazione, pur importanti, non sono più sufficienti di fronte a una tale escalation. L’approvazione di questa legge, nonostante ripetuti avvertimenti e appelli, riflette un modello di inazione internazionale che rischia di consentire ulteriori danni irreversibili.
Alla luce di ciò, esortiamo l’Unione Europea ad andare oltre le dichiarazioni e ad adottare azioni concrete e di principio:
– Sospendere immediatamente l’accordo di associazione UE-Israele, quale misura necessaria per sostenere gli obblighi giuridici internazionali e gli impegni in materia di diritti umani.
– Imporre sanzioni mirate allo Stato occupante israeliano in risposta alle continue violazioni del diritto internazionale e alla codificazione delle politiche di esecuzione.
– Sospendere ogni forma di cooperazione diplomatica, militare ed economica fino a quando non sarà garantito il pieno rispetto del diritto internazionale.
– Adoperarsi per isolare la Knesset e il sistema giudiziario militare israeliano negli organi parlamentari e nelle unioni internazionali, dato il loro ruolo nella codificazione della discriminazione e della violenza sistemiche.
Sottolineiamo che il continuo ricorso a un linguaggio di preoccupazione, senza corrispondenti misure di responsabilità, mina i principi stessi che l’Unione Europea ha affermato. Sostenere il rifiuto universale della pena di morte richiede un’azione coerente e decisa, in particolare nei contesti in cui essa viene applicata in modo discriminatorio e politico.
Cordiali saluti,
Addameer per l’Associazione di sostegno ai detenuti e per i diritti umani
Commissione per gli affari dei detenuti
Club dei prigionieri palestinesi

Ogni popolo ha diritto a essere riconosciuto e protetto da ogni sopruso!