di Al Jazeera, AFP e Anadolu,
Al Jazeera, 10 aprile 2026,
Secondo l’ONU, il Libano sta affrontando una crisi non solo per il numero degli sfollati, ma anche per la sicurezza alimentare in rapido aggravamento.
Israele ha sferrato più di 50 attacchi in tutto il Libano nelle ultime 24 ore, alimentando i timori che l’escalation di violenza possa far crollare il fragile cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran, riaccendendo un conflitto regionale più ampio.
L’Agenzia di Stampa Nazionale Libanese ha riferito che venerdì un attacco aereo israeliano sulla città meridionale di Hanawya ha ucciso una persona e ne ha ferito un’altra. L’agenzia ha inoltre riportato che le forze israeliane hanno distrutto zone residenziali ad Aita al-Shaab, con ulteriori attacchi su al-Majadel nel distretto di Tiro.
Il team di Al Jazeera sul posto ha riferito che le forze israeliane hanno fatto saltare in aria delle case nella città di Haneen, nel sud del Libano.
Il gruppo libanese Hezbollah ha risposto lanciando razzi verso insediamenti nel nord di Israele, tra cui Kiryat Shmona, Metula e Misgav Am. In una dichiarazione pubblicata su Telegram, i combattenti hanno affermato che «questi attacchi continueranno fino a quando non cesserà l’aggressione israelo-americana contro il paese e il popolo».
Nonostante l’escalation nel sud, Zeina Khodr di Al Jazeera ha riferito di una relativa tregua a Beirut, a seguito dell’assalto su larga scala di Israele di mercoledì 8 aprile. Esso ha ucciso almeno 300 persone e ferite altre 1.000.
«Ciò che abbiamo notato nelle ultime 24 ore circa, è che il ritmo degli attacchi israeliani si è ridotto, almeno nell’area di Beirut», ha detto Khodr.
“Sì, c’è ancora attività militare nel sud del Libano, ma si nota davvero una marcata riduzione degli attacchi a Beirut – che sia intenzionale o meno. Ma i media israeliani stanno chiarendo, citando funzionari israeliani, che c’è una pressione degli Stati Uniti sul governo israeliano affinché riduca l’intensità di questo conflitto in Libano”, ha aggiunto.
La pressione per porre fine al conflitto arriva tra gli allarmi sulla sicurezza alimentare lanciati dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite.
“Quello a cui stiamo assistendo non è solo una crisi di sfollamento, sta rapidamente diventando una crisi di sicurezza alimentare”, ha detto venerdì Allison Oman, direttrice nazionale del Programma Alimentare Mondiale (PAM) in Libano, parlando in videoconferenza da Beirut.
Ha avvertito che il cibo sta diventando sempre più inaccessibile a causa dell’aumento dei prezzi e della maggiore domanda da parte delle famiglie sfollate, oltre che perché la guerra con l’Iran sta interrompendo le rotte di approvvigionamento.
Sforzi diplomatici in stallo
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato giovedì di aver ordinato negoziati diretti con il Libano «il prima possibile». Gli sforzi diplomatici sembrano tuttavia limitati.
Un alto funzionario libanese ha dichiarato venerdì all’agenzia di stampa Reuters che il Libano intende partecipare a un incontro la prossima settimana a Washington con rappresentanti statunitensi e israeliani per discutere e annunciare un cessate il fuoco. Beirut lo considera un prerequisito per ulteriori colloqui volti a raggiungere un accordo più ampio con Israele.
Ma una fonte libanese di alto livello ha dichiarato all’agenzia di stampa Anadolu che i colloqui previsti a Washington saranno preliminari.
“L’incontro al Dipartimento di Stato americano della prossima settimana è preparatorio, non un negoziato”, ha affermato la fonte.
Le ultime violenze sono iniziate pochi giorni dopo che Israele e gli Stati Uniti avevano lanciato la loro guerra contro l’Iran il 28 febbraio. Un attacco di Hezbollah ha colpito Israele il 2 marzo, in seguito al quale Israele ha lanciato una campagna aerea e operazioni di terra nel sud del Libano.
Il bilancio umanitario continua a salire. L’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, l’UNICEF, ha avvertito che l’escalation degli attacchi sta avendo “un impatto devastante e disumano sui bambini”.
«Mentre la notizia di un accordo di cessate il fuoco regionale aveva brevemente acceso la speranza in tutto il paese, micidiali attacchi aerei israeliani hanno colpito il Libano, uccidendo, secondo quanto riferito, 33 bambini e ferendone 153», ha dichiarato l’agenzia giovedì.
«L’ultimo spargimento di sangue si aggiunge al numero sconcertante di 600 bambini uccisi o feriti in Libano dal 2 marzo», aggiungendo di aver ricevuto segnalazioni di bambini dispersi, separati dalle loro famiglie e recuperati dalle macerie.
Quasi 390.000 bambini sono tra gli oltre un milione di sfollati, ha affermato l’UNICEF.
Human Rights Watch ha dichiarato che gli attacchi israeliani hanno paralizzato importanti infrastrutture nel sud, compresi i ponti sul fiume Litani.
“Tra il 12 marzo e l’8 aprile, le forze israeliane hanno sistematicamente distrutto o gravemente danneggiato tutti i principali ponti che collegano le aree a sud del fiume Litani al resto del paese”, ha affermato il gruppo, aggiungendo che rimane operativo un solo ponte principale.
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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