di Sumud Network,
da una chat, 31 marzo 2026.
L’udienza relativa al ricorso contro la detenzione amministrativa dell’attivista e coordinatore di Sumud Rabia Abu Naim si è tenuta oggi presso l’Alta Corte di Gerusalemme. Mentre lo stato di Israele ha annunciato l’intenzione di prorogare la sua detenzione amministrativa per l’intero periodo di sei mesi consentito dalla legge, la Corte ne ha autorizzato la proroga fino a un massimo di tre mesi, che potrà poi essere rinnovata nuovamente. Durante l’udienza, l’avv. Riham Nasra, avvocato di Abu Naim, ha sostenuto che l’unica ragione della sua detenzione è il suo coinvolgimento nell’organizzazione di base e che persino lo Shin Bet ammette che egli non è stato coinvolto in alcuna attività armata. La sentenza è stata emessa a seguito di un esame a porte chiuse di informazioni riservate nascoste ad Abu Naim e al suo team di difesa legale. L’ordine di detenzione originale di sei mesi scadrà il 9 aprile.
Abu Naim è stato arrestato il 10 ottobre 2025 nel villaggio di al-Mughayyer, dove vive. Attivista di spicco nella zona calda di al-Khalayel e coordinatore della campagna per la raccolta delle olive Zaytoun 2025, è stato arrestato durante un raid all’alba nella sua abitazione. Da notare che il 10 ottobre segnava il giorno di apertura della campagna di raccolta. Solo pochi giorni dopo, dopo essere stato interrogato una sola volta per pochi minuti, Abu Naim è stato posto in detenzione amministrativa nonostante il procuratore militare avesse riconosciuto che non era stato coinvolto in alcuna attività armata.
La detenzione amministrativa è la pratica di confinamento arbitrario senza accuse o sospetti, basata su materiale segreto non accessibile ai detenuti o ai loro legali e senza le garanzie di un giusto processo. Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani HaMoked, a partire da questo mese (marzo 2026), Israele tiene prigionieri nelle sue carceri 9.446 palestinesi, 3.691 dei quali – più di un terzo – senza processo.
