di Fabrizio Geremicca e Rita Rapisardi,
Il manifesto, 25 marzo 2026.
Dopo le Marche, la Sardegna e la Val Susa, adesso tocca al Cilento accogliere i guerrieri. L’hotel di Paestum bolla la notizia come «falsa» ma l’agenzia organizzatrice mostra la foto sul suo sito.
Un’agenzia di viaggi israeliana, la Pastoral, sulla sua pagina social pubblicizza ormai da settimane un soggiorno in Cilento tra il 31 marzo e il 9 aprile, in concomitanza con la Pasqua ebraica. Meta prescelta: Paestum. «Questa vacanza – recita la locandina – è stata pensata con cura per le famiglie che cercano standard elevati, un’osservanza kosher senza compromessi, tranquillità».
Non si fa cenno all’albergo, ma è pubblicata in evidenza una foto dell’hotel Ariston. All’inizio di marzo, la faccenda è finita all’attenzione di Potere al Popolo perché il pacchetto vacanze cilentane prevede che, tra un’escursione sul Vesuvio e una gita in costiera amalfitana, i partecipanti saranno intrattenuti anche dall’ex generale Ofer Winter, che è annunciato a Paestum in qualità di relatore speciale. Varie associazioni (da Pax Christi a BDS Italia, da Global Movement Gaza alla Rete Università e Ricerca per la Palestina) hanno promosso un appello al ministro Nordio affinché Winter sia arrestato non appena metterà piede in Italia.
Scrivono: «Ha invocato la pulizia etnica della Striscia di Gaza e si è distinto già nel 2014 per attacchi e bombardamenti deliberati ai civili». Tutto ciò è evidenziato, argomentano Pax Christi e gli altri nell’appello, nel rapporto ONU e nelle successive indagini condotte anche da Amnesty International.
La partecipazione al pacchetto vacanze di Winter ha trasformato il soggiorno degli israeliani a Paestum in un caso politico, anche perché lascia presagire che i partecipanti siano allineati al pensiero ortodosso più oltranzista dello stato ebraico. Potere al Popolo annuncia una mobilitazione per contestare Winter in Cilento, mentre gli avvocati della Fondazione Hind Rajab (dal nome della bambina assassinata a Gaza nel 2024) hanno avviato una battaglia giudiziaria. Dall’Ariston, l’hotel che dovrebbe accogliere Winter, smentiscono che l’evento si terrà.
Un paio di settimane fa, una voce femminile interpellata al telefono dell’albergo aveva detto al cronista che sì, era previsto il soggiorno fino a qualche tempo prima, ma che poi era stato annullato e che l’albergo avrebbe contattato l’agenzia di viaggi affinché rimuovesse il riferimento fotografico all’Ariston. Il che non è avvenuto. Ieri mattina la stessa persona ha garantito che l’informazione relativa all’arrivo di Winter e degli israeliani «è falsa». Ma l’immagine online ieri c’era ancora.
La scorsa estate la presenza di turisti israeliani – si disse che erano soldati provenienti da Gaza e dai territori occupati – in vacanza “di decompressione” in Sardegna e nelle Marche (tra Fermo, Macerata e Ancona), protetti a distanza dalle forze dell’ordine italiane, aveva innescato manifestazioni e interrogazioni parlamentari. In Sardegna, in particolare, ci furono anche fogli di via contro gli attivisti. L’ANPI a settembre commentò: «Se fosse vero che l’Italia è stata ed è retrovia e resort di militari israeliani, che stanno massacrando migliaia di civili, a risponderne devono essere il governo nazionale e regionale».
I soldati dell’IDF in “decompressione” sono arrivati anche in Val Susa, ai piedi di Torino. È successo lo scorso febbraio, in piena stagione sciistica, a Sauze d’Oulx. Almeno trenta soldati hanno alloggiato per diversi giorni in una delle strutture a 5 stelle del paesino: alla loro presenza hanno risposto in particolare i militanti No Tav e i sostenitori della causa palestinese, che in circa un centinaio hanno organizzato l’otto febbraio un presidio davanti all’hotel in questione. Lì la polizia in assetto antisommossa li ha identificati. In quattro hanno poi ricevuto una comunicazione da parte della questura di Torino, che ha contestato loro il non aver preavvisato l’iniziativa. Non solo, in vista di un’altra chiamata per il weekend successivo, quello del 14 febbraio, veniva prescritto di svolgere la manifestazione esclusivamente in forma statica, così da non intralciare l’ordine pubblico e le iniziative per il carnevale cittadino.
«Gravissimo che, non la magistratura, ma le forze di polizia possano arbitrariamente individuare persone a caso tra i partecipanti a eventi di protesta e addossare a loro il compito di controllo di successive manifestazioni – avevano scritto i quattro interessati in un comunicato stampa -. Non stiamo andando verso uno stato di polizia, già ci siamo. Domani può succedere a chiunque e per qualsiasi motivo». La manifestazione era poi avvenuta pacificamente con almeno 300 partecipanti.
https://ilmanifesto.it/vacanze-italiane-tra-mare-e-alpi-la-decompressione-dei-militari-idf
