Nuovo attacco di droni sulla Flotilla: “Chiediamo una scorta ai Paesi Onu”

di Alessia Candito

La Repubblica, 24 Settembre 2025.  

Prese di mira le imbarcazioni in coda alla spedizione che fa rotta verso Gaza, tra cui quella su cui viaggiano i parlamentari italiani. Tajani: “Israele tuteli chi è a bordo”

Il ronzio sempre più forte dei droni, da giorni presenza fissa sopra le barche della Global Sumud Flotilla. Poi le interferenze radio che improvvisamente sparano musica a tutto volume e rendono difficoltose le comunicazioni. Infine gli ordigni. Granate stordenti lanciate a pochi metri dagli scafi, ordigni carichi di gas urticante lanciati sul ponte, le urla degli equipaggi.

“Scorta marittima e osservatori diplomatici”

Dopo le due granate esplosive che hanno danneggiato la Familia Madeira e la Alma ormeggiate in rada a Sidi Bou Said, torna sotto attacco la Global Sumud Flotilla. Diversi droni hanno sganciato una serie di ordigni su almeno sei delle quarantatré imbarcazioni della flotta che si sta dirigendo verso Gaza e adesso naviga in acque internazionali al largo di Creta. La firma non c’è, ma tutti a bordo coltivano “il legittimo sospetto” che siano israeliani. E ora chiedono con il supporto di comitati, associazioni e partiti a terra – alla Camera è stato occupato l’emiciclo – “una scorta marittima e osservatori diplomatici” ai Paesi delle Nazioni Unite in risposta alla “escalation pericolosa in maniera allarmante”.

L’attacco durato quasi quattro ore

Quasi quattro ore di attacchi, undici barche colpite, il bilancio finale delle operazioni militari della notte. A essere prese di mira sono state le imbarcazioni in coda alla spedizione, fra cui anche la Morgana, colpita da un ordigno che ha danneggiato la vela principale e la randa, su cui viaggiano i parlamentari Benedetta Scuderi di Avs e Marco Croatti dei 5s, oltre alla portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia. Una granata stordente sarebbe caduta anche non lontano dalla Karma, la barca di Arci su cui viaggiano i deputati Pd Annalisa Corrado, Arturo Scotto e il consigliere regionale Paolo Romano. Anche la Yulara, la Maria Cristina, la Zefiro, che adesso naviga con l’albero danneggiato e a rischio crollo, la Ohwayla e altre barche sarebbero state attaccate.

Fortunatamente, spiegano da bordo, l’attacco è stato meno dannoso dei due che hanno devastato il ponte della Familia Madeira e della Alma, nei giorni in cui la delegazione spagnola era ormeggiata in rada a Sidi Bou Said, nei pressi di Tunisi. “Violente intimidazioni”, “operazioni di guerra psicologica”, le definiscono, ma “ogni tentativo di intimidirci – promettono – non fa che rafforzare il nostro impegno. Non ci lasceremo mettere a tacere. Continueremo a navigare”.

Mail bombing e proteste a terra

L’allarme è stato subito rilanciato dai centri di controllo che da terra seguono la Flotilla. E immediatamente su social, chat e canali è arrivato l’invito a mandare email di protesta ai ministeri degli Esteri di tutti 44 Paesi di provenienza dei membri degli equipaggi delle 43 barche della Flotilla. “Chiediamo con urgenza un’immediata presa di posizione pubblica di condanna questi attacchi, la protezione dei partecipanti da parte delle istituzioni internazionali, pressione diplomatica e politica sui responsabili per fermare queste azioni illegali”, si legge nel testo. “Se qualcuno dovesse essere ferito o ucciso – continua – si tratterebbe di un ulteriore crimine di guerra da aggiungere alla lunga lista di violazioni già commesse. È fondamentale che governi, istituzioni e organizzazioni internazionali intervengano ora, prima che sia troppo tardi”. In mattinata, sono partite le occupazioni nei licei della Capitale e non, un presidio è stato convocato di fronte a Montecitorio per le 14 e l’aula della Camera è stata bloccata dalle opposizioni. In tutta Italia si organizzano assemblee, sit in e proteste.

Tajani: “Israele tuteli il personale imbarcato”

E da New York, dove si trova per l’assemblea generale dell’Onu, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’ambasciata a Tel Aviv di assumere informazioni e di garantire la assoluta tutela del personale imbarcato sulla Flotilla per Gaza. La Farnesina aveva fatto già segnalazioni alle autorità di Israele affinché qualsiasi operazione delle forze armate di Gerusalemme sia condotta rispettando il diritto internazionale e un principio di assoluta cautela. Ma per le opposizioni a terra e gli attivisti in mare è decisamente troppo poco. Chiedono il ritiro dell’ambasciatore, una chiara condanna, interruzione di ogni rapporto e sanzioni.

Israele accusa: “Flotilla serve Hamas”. Due ore dopo arriva l’attacco

Dopo giorni di navigazione sotto lo sguardo perenne di droni, in tanti sulle 43 barche della Global Sumud Flotilla iniziavano a temere un attacco. E il botta e risposta a distanza con il ministero degli Esteri israeliano, che ha bollato la spedizione umanitaria come “organizzata da Hamas e destinata a servire Hamas”, non hanno fatto che rafforzare la convinzione dei più. Israele ha messo la flotilla di fronte a un aut aut: accettare di consegnare gli aiuti al porto di Ashkelon o accettare le conseguenze perché “Israele non permetterà alle imbarcazioni di entrare in una zona di combattimento attiva”.

Una proposta irricevibile per gli attivisti: da maggio 2025, dopo la revoca del “blocco totale”, gli aiuti a Gaza entrano con il contagocce, meno di 70 camion al giorno contro un fabbisogno stimato di quasi dieci volte tanti. E in più proprio nelle scorse ore il valico con la Giordania è stato chiuso. “La retorica di Israele contro la Global Sumud Flotilla prepara il terreno a ulteriori escalation”, hanno scritto in una nota diramata nel pomeriggio, che lo Stato ebraico ha considerato “la prova delle loro reali intenzioni: non portare aiuti umanitari – si legge in un tweet su X – ma servire Hamas”. Due ore dopo, sulle barche della flotilla umanitaria hanno iniziato a piovere ordigni.

https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/24/news/flotilla_sotto_attacco_droni_creta_gaza-424866491

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