PARTE L’ICE FERMIAMO IL COMMERCIO CON LE COLONIE ILLEGALI – da firmare!

Feb 21, 2022 | Notizie

Da oggi è possibile firmare per l’Iniziativa Cittadini Europei (ICE) per il blocco del commercio con gli insediamenti illegali. Per farlo e avere ulteriori informazioni andate qui https://stopsettlements.org/

L’ICE non è solo una campagna per la raccolta delle firme, ma serve anche a dare visibilità alla coalizione sempre più ampia che richiede il rispetto del diritto internazionale, ponendo fine al commercio con le colonie illegali – oggi e in futuri conflitti territoriali.

La Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese è tra i promotori dell’iniziativa.

Un articolo di Chiara Cruciati su IL MANIFESTO 20.02.2022


Parte oggi la raccolta di un milione di firme per chiedere alla Commissione un quadro normativo sul commercio con i territori occupati. Dagli insediamenti israeliani a quelli marocchini: l’Ice promossa da oltre cento organizzazioni è diretta a tutti i casi di colonizzazione nel mondo– Chiara Cruciati su IL MANIFESTO


Basta affari con le colonie, è tempo di regolamentare le transazioni commerciali dell’Europa con entità basate su territori illegalmente occupati secondo il diritto internazionale. Ovvero di impedire l’ingresso nei mercati dell’Unione dei prodotti provenienti da colonie, ovunque si trovino.
È partita oggi la raccolta firme, lunga un anno, con cui una rete di oltre cento organizzazioni non governative europee e internazionali, movimenti di base e sindacati chiede all’Unione europea coerenza.
Si chiama ICE, Iniziativa dei Cittadini europei, e non è una semplice petizione: se paragonata al sistema legislativo italiano, è una sorta di legge di iniziativa popolare.
Ovvero uno strumento di democrazia diretta con cui i cittadini dell’Unione possono muovere una proposta legislativa alla Commissione, in qualità di – si legge nel testo dell’Ice – «Guardiana dei Trattati» e dunque responsabile della «coerenza delle politiche dell’Unione e il rispetto dei diritti fondamentali».
A promuovere l’iniziativa è il Coordinamento europeo per la Palestina. Con un obiettivo importante: un milione di firme da raccogliere entro un anno in tutti i paesi della Ue (ognuno con una soglia da raggiungere, pena la non ammissibilità dell’intera ICE: per l’Italia un minimo di circa 58 mila firme) perché la Commissione europea discuta del blocco dell’importazione e dello scambio di merci con tutti gli insediamenti illegali costruiti in territori occupati, da quelli israeliani nei Territori palestinesi a quelli marocchini nel Sahara occidentale.
Si chiede dunque di fornire un quadro normativo applicabile a tutte le occupazioni e non a casi specifici (per i quali si opera con sanzioni mirate), sulla base di quanto dettato dal diritto internazionale che considera la colonizzazione di un territorio occupato crimine di guerra.
«La Ue considera gli insediamenti illegali un ostacolo alla pace e alla stabilità internazionali. Nonostante ciò la Ue autorizza il commercio con tali entità. Un commercio che genera profitto dall’annessione e che contribuisce all’espansione di insediamenti illegali nel mondo», spiega la campagna.
Per l’Italia, tra i tanti promotori dell’iniziativa ci sono Cobas, Fiom-Cgil, Arci, Assopace Palestina, Cospe, Libera, Medicina democratica, New Weapons Research Group, ECO – Ebrei contro l’occupazione, Fondazione Basso, Un ponte per…, Cultura è Libertà. Potete trovare la lista completa, italiana e internazionale, su stopsettlements.org, dove da oggi ogni cittadino e cittadina italiana può depositare la propria firma.

3 Commenti

  1. Bice parodi

    Palestina libera

    Rispondi
  2. Gian Andrea Franchi

    Sono pienamente d’accordo con ogni azione dissuasiva nei confronti di Israele

    Rispondi
  3. Antonio Avolio

    Boicottare i prodotti israeliani!

    Rispondi

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