6 – Diario dalla Palestina: Cittadini di serie B dal blog di Giampiero Calapà

Una scuola costruita con i pneumatici, paglia e fango (dalla ong Vento di Terra), per i bambini dei villaggi beduini della zona di al Khan al Ahmor (all’inizio della Valle del Giordano provenendo da Gerusalemme). Siamo anche qui in zona “C” dei Territori occupati, quindi sotto l’assoluto controllo militare e di polizia di Israele e con gli invasivi insediamenti dei coloni alle porte. Sono scatti, istantanee dalla Palestina che non c’è, immagini impossibili da cancellare dalla memoria.

Ieri, invece, in Israele, al Mossawa Center di Haifa, Minem Maroof ha raccontato (al gruppo dei miei compagni di viaggio dell’Associazione per la Pace di Luisa Morgantini) la vita dei palestinesi con cittadinanza israeliana dello Stato ebraico: “Purtroppo per gli altri palestinesi noi non lo siamo abbastanza e per Israele siamo cittadini di serie B, però la nostra posizione potrebbe invece essere importante e risolutiva tra le parti“. Hanno una piccola rappresentanza alla Knesset, zero rapporti con un Labour ritenuto troppo “auto-referenziale”, e la speranza di costruire una coalizione delle minoranze per le prossime elezioni. Uno solo dei problemi di una vita certo più agiata dei palestinesi dei Territori, ma comunque da corsa a ostacoli, spesso molto alti: “Per esempio ci è negata la possibilità di sposare un o una palestinese dei Territori, perché l’ingresso qui in Israele sarebbe loro vietato“. Ogni tanto da queste parti è davvero difficile restare umani.

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