I pochi cristiani di Gaza aiutano l’economia

Dic 30, 2021 | Notizie

di Hadeel Al Gherbawi,

Al-Monitor, 21 dicembre 2021. 

La piccolissima comunità cristiana di Gaza ha dato un contributo significativo all’economia.

Mohammed Abed/via Getty Images

Nonostante il loro piccolo numero, i cristiani sono parte integrante del tessuto sociale palestinese nella Striscia di Gaza. Molte istituzioni cristiane attive forniscono aiuto a segmenti emarginati della società palestinese, senza distinguere tra musulmani e cristiani. Queste istituzioni comprendono il Consiglio delle Chiese del Vicino Oriente, l’Associazione Cristiana dei Giovani Uomini (YMCA), oltre a molte scuole cristiane.

“La situazione economica nella Striscia di Gaza è catastrofica e stagnante a causa dei tagli salariali di questo mese da parte dell’Autorità Palestinese, del blocco in corso da tempo e delle ripetute operazioni militari israeliane”, ci ha detto Al Maher al-Tabbah, analista economico e direttore della Camera di Commercio e Scambi di Gaza. “I progetti internazionali offerti dai paesi donatori alle istituzioni della Striscia di Gaza le stanno rianimando. Questi progetti stanno limitando le crisi catastrofiche, offrono opportunità di lavoro, frenano la disoccupazione e la povertà e danno un po’ di speranza ai cittadini”.

Molte istituzioni cristiane hanno svolto un ruolo importante nell’economia di Gaza, come il Catholic Relief Services (CRS), che offre sostegno e progetti di lavoro temporaneo. Il Consiglio Mediorientale delle Chiese, Dipartimento del Servizio per i Rifugiati Palestinesi offre da anni corsi di formazione e diplomi di formazione professionale.

Anche la Pontificia Missione per la Palestina contribuisce alla costruzione di varie istituzioni, e nella Striscia di Gaza ci sono scuole private cristiane e ospedali cristiani. La Caritas fornisce aiuti e medicine ai pazienti, e l’YMCA e il Centro Culturale Ortodosso contribuiscono all’intrattenimento, allo sport e alla cultura.

Diverse associazioni si sono rifiutate di parlare con Al-Monitor delle loro operazioni a Gaza, rimandandoci invece al principale centro di queste associazioni in altri paesi, ad esempio a Gerusalemme o in Europa.

The Families Bakery gestito da Beshara Theodor Chehade, un uomo d’affari palestinese di successo della comunità cristiana ortodossa e un forte sostenitore dell’economia palestinese, è considerato il miglior panificio della Striscia di Gaza.

Dall’apertura dell’attività nel 1985, dice Chehade: “Abbiamo due filiali principali nella Striscia di Gaza, dove i nostri panifici sono punti di distribuzione per numerosi supermercati e piccoli negozi. Nonostante le difficili condizioni economiche nella Striscia di Gaza e le pesanti tasse sull’elettricità, sul gas e sui prodotti da forno, stiamo ancora andando forte, e abbiamo conservato il nostro successo. Amo la mia città, Gaza, e ci sono affezionato”.

Il Dar Al-Kalima University College of Arts and Culture di Betlemme e la Missione Papale a Gerusalemme hanno condotto uno studio sulle istituzioni cristiane e il loro impatto sulla società palestinese e sull’occupazione dei rifugiati e hanno scoperto che queste istituzioni spendono 416 milioni di dollari all’anno in settori vitali come l’assistenza sanitaria, l’istruzione, i servizi sociali, la  formazione professionale e interventi di assistenza allo sviluppo in tutti i governatorati palestinesi.

Il commerciante d’oro Rafiq Ayyad, 80 anni, ha detto ad Al-Monitor che la sua famiglia fa quella professione da quasi cinque secoli. Con il declino del dollaro, ha detto, molte persone stanno convertendo i loro soldi in oro. “Come si sa, l’oro è una professione difficile”, ha detto, “ma il nome di un orafo diventa rispettato se la gente si rivolge a lui grazie al suo buon trattamento, la sua onestà e la sua correttezza”.

Adel Shaheen, il proprietario della Farmacia Adel nella Striscia di Gaza, è tornato a casa dalla scuola di farmacia in Ucraina per aprire qui il suo negozio nel 1999. “La mia famiglia mi ha incoraggiato molto a tornare a casa e servire il mio paese, ha detto. “Possiedo anche una grande azienda farmaceutica chiamata Al-Watani Store, e distribuisco in tutta la Striscia di Gaza… Anche durante le difficili giornate di operazioni militari durante la pandemia di coronavirus, siamo sempre stati presenti. Il nostro servizio è umanitario, non materialistico”.

https://www.al-monitor.com/originals/2021/12/gazas-few-christians-lift-economy

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

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