DUE DETENUTI IN SCIOPERO DELLA FAME SUPERANO I 100 GIORNI DI SCIOPERO

Nov 17, 2021 | Notizie

04-11-2021

Dalla News Letter di Addameer : https://www.addameer.org/news/4554#_ftnref1

Il 4 novembre 2021, due dei sei detenuti palestinesi in sciopero della fame hanno superato i 100 giorni di sciopero, in condizioni critiche e di fronte a una minaccia sempre più imminente alla loro vita, mentre protestano contro la loro continua detenzione senza processo o accusa. Lo scioperante da più tempo, Kayed Fasous, 32 anni, ha iniziato il suo 113° giorno di sciopero della fame, mentre Miqdad Al-Qawasameh, uno studente universitario di 24 anni, ha fatto 106 giorni. A loro si aggiungono Alaa Al-Araj, 34 anni e padre di un figlio, in sciopero da oltre 89 giorni; Hisham Abu Hawash, 39 anni e padre di quattro figli che raggiunge gli 80 giorni; Ayyad Hraimi, 28 anni, che ha completato 48 giorni e Louay Al-Ashqar, 45 anni, che è entrato nel 25° giorno di sciopero della fame.

Attualmente, Kayed Fasous e Miqdad Al-Qawasameh sono detenuti in ospedali israeliani a causa della gravità delle loro condizioni. Entrambi hanno sofferto per la fortissima perdita di peso e per la gravità dei sintomi, tra cui dolore costante, estrema carenza di vitamine, frequenza cardiaca anormalmente bassa, difficoltà a parlare e mobilità minima. L’estremo deterioramento della loro salute, causato dallo sciopero, li pone di fronte a una minaccia imminente per la vita, minaccia che aumenta con il passare delle ore. Oltre alla possibile morte, affrontano la minaccia ulteriormente violenta dell’alimentazione forzata da parte degli amministratori sanitari israeliani, che equivale a un atto di tortura o a un trattamento crudele, degradante e disumano che, in casi passati, ha provocato anche la morte degli scioperanti della fame.

Nonostante la gravità delle loro condizioni di salute, l’Alta Corte israeliana ha rifiutato di revocare i loro ordini di detenzione amministrativa, scegliendo invece di “congelare” quegli ordini per Miqdad Al-Qawasameh e Kayed Fasous in sentenze del 7 ottobre e del 14 ottobre. In particolare, la decisione di “congelare” il provvedimento di fermo amministrativo non annulla in alcun modo il provvedimento né elimina il rischio di rinnovarlo o anche solo di procedere con la restante durata dopo il congelamento. Questi sono solo tentativi di interrompere lo sciopero della fame dei detenuti attualmente in corso, oltre ad eludere il loro diritto di difendersi legittimamente mantenendo allo stesso tempo la legittimità degli ordini di detenzione amministrativa e le prove “segrete” contro di loro. Detto questo, il 29 ottobre 2021 l’occupazione israeliana ha riattivato l’ordine di detenzione amministrativa di Kayed per sei mesi, nonostante i suoi scioperi della fame in corso e le sue condizioni di salute critiche.

In particolare, Louay Al-Ashqar è stato arrestato il 5 ottobre 2021, dopo che il comandante militare israeliano aveva emesso nei suoi confronti un ordine di detenzione amministrativa di sei mesi. In totale, Louay è stato imprigionato per otto anni, tra detenzione amministrativa e arresto a seguito di un elenco di accuse. Durante il suo arresto nel 2005, è stato sottoposto a gravi torture nel centro di interrogatorio di Al-Jalameh, che gli hanno provocato una parziale paralisi. Allo stesso modo, Ayyad Hraimi è stato detenuto dall’occupazione israeliana in totale per nove anni; il suo arresto più recente è stato nell’aprile 2021, a seguito di un ordine di detenzione amministrativa di sei mesi. È stato anche precedentemente arrestato nel 2016 sotto detenzione amministrativa, e in quell’occasione ha fatto 45 giorni di sciopero della fame per protestare contro la sua continua detenzione senza processo o accusa. Inoltre, il 25 ottobre 2021, il comandante militare israeliano ha emesso un rinnovo dell’ordine di detenzione amministrativa contro Hisham Abu Hawash per ulteriori sei mesi. Nell’udienza del 28 ottobre 2021, il tribunale militare israeliano ha rinviato la sessione di conferma al 3 novembre 2021.

Il 21 ottobre 2021, gli esperti delle Nazioni Unite hanno condannato fermamente le pratiche israeliane di detenzione amministrativa, in violazione del diritto internazionale, poiché continuano a trattenere “più di 500 palestinesi – compresi sei bambini – senza accuse, senza processi, senza condanne”, a tempo indeterminato, sulla base di prove “segrete” inaccessibili ai detenuti o ai loro avvocati. Esprimendo “grave timore” per la vita dei detenuti palestinesi in sciopero della fame, gli esperti delle Nazioni Unite hanno invitato le autorità di occupazione israeliane a “rilasciarli o incriminarli” e a porre fine alla loro “pratica illegale di detenzione amministrativa”, sottolineando la sua natura arbitraria “che è severamente vietata secondo il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario”. La detenzione arbitraria dei bambini, osservano, “è particolarmente ripugnante, violando gli standard minimi stabiliti dalla Convenzione sui diritti del fanciullo”.

In particolare, Shadi Abu Akar, 37 anni e padre di due figli, ha concluso il suo sciopero della fame il 27 ottobre 2021 dopo 64 giorni di sciopero per protestare contro la sua detenzione arbitraria in corso senza accuse o processo dall’ottobre 2020. La sua decisione è stata presa in seguito alla conferma del tribunale militare di Ofer del suo terzo provvedimento di detenzione amministrativa per l’intero periodo di sei mesi.

Addameer sottolinea la gravità della situazione, poiché la minaccia alla vita diventa sempre più imminente di ora in ora. A tal fine, Addameer chiede il loro rilascio immediato e incondizionato, insieme al rilascio di tutti i detenuti amministrativi e alla fine della pratica sistematica dell’occupazione israeliana di detenzione amministrativa.

https://www.addameer.org/news/4554#_ftnref1

Traduzione a cura di: Assopace Palestina

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