Rapporto OCHA 7 – 20 settembre 2021

Set 28, 2021 | Rapporti Palestina OCHA

Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi occupati

per il periodo  7 – 20 settembre 2021.

La versione in italiano dei rapporti ONU OCHA è a cura dell’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli: https://sites.google.com/site/assopacerivoli/materiali/rapporti-onu/rapporti-settimanali-integrali

  di seguito il testo completo del Rapporto (825 parole)

Un palestinese è stato ucciso ed altri due sono stati feriti nel corso di aggressioni o tentate aggressioni rivolte a membri di forze e civili israeliani [seguono dettagli]. Il 10 settembre, nella Città Vecchia di Gerusalemme, un palestinese 50enne ha cercato di accoltellare un poliziotto ed è stato colpito dalle forze israeliane; il giorno stesso è morto per le ferite riportate. Il 13 settembre, a Gerusalemme Ovest, un 17enne palestinese ha accoltellato due civili israeliani; è stato poi colpito da un poliziotto israeliano e ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Lo stesso giorno, all’incrocio di Gush Etzion (Betlemme), un altro palestinese di 27 anni ha cercato di accoltellare un soldato ed è stato ferito ed arrestato dalle forze israeliane.
 
In Cisgiordania complessivamente, le forze israeliane hanno ferito 568 palestinesi, inclusi 73 minori [seguono dettagli]. Di questi, 320 sono rimasti feriti durante le ininterrotte proteste contro le attività di insediamento [colonico] nel governatorato di Nablus; il totale [568] include i feriti vicino ai villaggi di Beita (290 persone) e Beit Dajan (30). Altri 183 palestinesi sono rimasti feriti nelle proteste tenute in solidarietà con i sei palestinesi fuggiti da una prigione israeliana il 6 settembre (tutti sono stati catturati). I restanti feriti sono stati registrati nel governatorato di Hebron, in episodi in cui i palestinesi hanno lanciato pietre e le forze israeliane hanno sparato lacrimogeni, proiettili di gomma e proiettili veri. Nel complesso, sei dei palestinesi feriti sono stati colpiti da proiettili veri, 138 sono stati colpiti da proiettili di gomma, tre sono stati aggrediti fisicamente o colpiti da un candelotto di gas lacrimogeno; i rimanenti sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeno. Oltre alle 568 persone ferite direttamente dalle forze israeliane, 46 palestinesi sono rimasti feriti nelle città di Beita e Nablus, mentre fuggivano dalle forze israeliane o in circostanze che non è stato possibile verificare.
 
Dei suddetti feriti, oltre 55, fra studenti e insegnanti, sono stati raggiunti da gas lacrimogeni lanciati dalle forze israeliane in sei scuole [seguono dettagli]. Nella zona H2 della città di Hebron, secondo quanto riferito, studenti palestinesi hanno lanciato pietre contro le forze israeliane e queste hanno sparato lacrimogeni dentro un vicino complesso scolastico; 6 studenti e 46 insegnanti sono stati curati per l’inalazione di gas lacrimogeni e tre edifici scolastici sono stati evacuati a causa dell’intensità del gas. In un altro caso di scontri, segnalati nella città di Anata (Gerusalemme), le forze israeliane hanno sparato lacrimogeni anche nei cortili di una scuola: due ragazze e un’insegnante sono state portate in ospedale e per oltre 500 alunni le lezioni sono state sospese per il resto della giornata.
 
In Cisgiordania le forze israeliane hanno effettuato 90 operazioni di ricerca-arresto ed hanno arrestato 99 palestinesi. La maggior parte delle operazioni si è svolta nei governatorati di Hebron e Betlemme.
 
A Gaza, in quattro occasioni, gruppi armati palestinesi hanno lanciato razzi contro Israele; le forze israeliane hanno effettuato attacchi aerei, prendendo di mira le postazioni di gruppi armati e campi aperti. I razzi sono stati intercettati dall’esercito israeliano, ma quattro israeliani, tra cui un minore, sono rimasti feriti mentre correvano verso i rifugi. Gli attacchi aerei [su Gaza] hanno danneggiato una casa, un’azienda agricola e postazioni di gruppi armati.
 
In almeno 12 occasioni, vicino alla recinzione perimetrale e al largo della costa, le forze israeliane hanno aperto il fuoco di avvertimento, apparentemente per far rispettare [ai palestinesi] le restrizioni di accesso loro imposte: non sono stati segnalati feriti. Bulldozer militari israeliani hanno condotto un’operazione di spianatura del terreno all’interno di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale, nell’area di Beit Lahiya.
 
Durante il periodo in esame, in Cisgiordania, non sono state segnalate demolizioni; ad eccezione di due strutture in Gerusalemme Est, che sono state demolite dagli stessi proprietari per evitare di pagare multe. Ad Hammamat al Maleh (Tubas), le forze israeliane hanno emesso un ordine di sospensione dei lavori per una scuola finanziata da donatori e frequentata da 50 alunni.
 
In Cisgiordania coloni israeliani hanno ferito un ragazzo palestinese; inoltre, persone note o ritenute coloni hanno vandalizzato alberi e danneggiato case e veicoli [seguono dettagli]. Il ragazzo, 16enne, è stato aggredito fisicamente nella zona H2 di Hebron. Sempre in H2, in episodi separati, coloni hanno abbattuto le recinzioni che circondavano una casa ed hanno rubato 12 viti appena piantate e una pompa dell’acqua. Secondo fonti locali, ad Ash Shuyukh (Hebron), Kisan (Betlemme) e Sinjil (Ramallah) sono stati vandalizzati circa 100 alberi e alberelli. Nel villaggio di Burin (Nablus) e nel quartiere di Silwan a Gerusalemme Est, coloni hanno lanciato pietre contro case e veicoli, causando danni. Ancora in area H2 di Hebron, coloni israeliani hanno lanciato pietre contro le case e, in un caso, hanno sparato a un palestinese; non sono stati segnalati feriti. Il 17 settembre, a Gerusalemme Ovest, civili israeliani hanno accoltellato un palestinese autista di autobus (non incluso nel conteggio sopra).
 
Nei governatorati di Gerusalemme e Betlemme, persone note o ritenute palestinesi hanno lanciato pietre contro veicoli israeliani, ferendo due coloni. Secondo fonti israeliane, in Cisgiordania il lancio di pietre ha danneggiato 25 auto israeliane.

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