L’occupazione non ha vinto la battaglia ingaggiata dai “prigionieri della libertà”

Set 13, 2021 | Riflessioni

Editoriale di Al Quds  

12 settembre 2021. 

È molto chiaro che il nuovo arresto di quattro dei sei “prigionieri della libertà” non significa in alcun modo la vittoria dell’occupazione, che ha cercato di coprire il fallimento dei suoi servizi di sicurezza che non hanno scoperto il loro piano per liberarsi, avvenuto proprio nella prigione di massima sicurezza di Israele. L’occupazione tenta ora di dimostrare che Israele è in grado di arrestare nuovamente chiunque cerchi di farsi strada verso la libertà.

L’impresa dei sei prigionieri che hanno potuto prendersi la propria libertà e quindi entrare negli annali della storia palestinese è uno dei successi più creativi mai realizzati, che ha confermato che l’occupazione può essere battuta nonostante tutte le sue capacità di intelligence e militari e il suo servizio di sicurezza, che hanno lo scopo di seminare paura e terrore in tutto il nostro popolo. Nonostante il nuovo arresto, questi sei sono stati in grado di dimostrare che l’apparato carcerario è solo una cortina fumogena e una guerra psicologica che Israele conduce per coprire il suo fallimento. È anche un tentativo disperato di mettere in dubbio la nostra gente, che è molto esperta in questi metodi di sopravvivenza.

Anche se gli altri due prigionieri verranno catturati, questo non indebolirà la determinazione dei prigionieri, né potrà spezzare il loro spirito. Hanno vinto l’occupazione su più fronti, sia all’interno che all’esterno delle carceri; anche questo tentativo di liberarsi non li distoglierà da altri tentativi di conquistare la loro libertà, che è la cosa più preziosa che hanno e che hanno sacrificato per ottenere la libertà del loro popolo.

La resilienza dei prigionieri è una determinazione che non si piega né si spezza. I sei prigionieri hanno ottenuto una vittoria che passerà alla storia, in particolare alla storia della lotta palestinese da cui il nostro popolo trarrà beneficio da ogni punto di vista. La cosa importante è che questi prigionieri hanno riportato in primo piano la nostra causa. Da quando sono riusciti a liberarsi, il mondo ha parlato della loro incredibile impresa e della causa palestinese, per la quale deve essere ancora trovata una giusta soluzione.

Hanno anche riportato l’attenzione sulla questione dei prigionieri, gravemente condizionata dalle politiche oppressive di Israele, che sono considerate crimini di guerra secondo le leggi e le convenzioni internazionali e che sono punibili presso la Corte Penale Internazionale.

Non importa quanto Israele cerchi di dimostrare di aver vinto, la sconfitta che questi sei hanno causato ai loro servizi di sicurezza non sarà mai dimenticata e non potrà mai essere insabbiata. È vero che ora saranno oppressi e isolati e si cercherà di conoscere ogni dettaglio della loro fuga, ma questo non significa che siano stati sconfitti. Al contrario, la loro operazione ha portato con sé tante lezioni e ha sbattuto nel fango il naso di Israele.

La nostra gente deve continuare le sue campagne di solidarietà con i prigionieri e alzare la voce per loro. Se lo meritano ed è nostro dovere sostenerli perché chiedono la libertà e si sono sacrificati per tutti noi. (Al Quds 12.09.2021 ) 

 Non sempre AssoPacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.

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