Dopo l’evasione, Israele compie arresti in massa di Palestinesi

Set 22, 2021 | Notizie

dalla Redazione di Al Jazeera,

Al Jazeera, 19 settembre 2021. 

Una campagna di arresti è partita dopo la fuga di sei importanti prigionieri palestinesi dal carcere di Gilboa.

Negli ultimi giorni anche dipendenti di organizzazioni palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane. [Ammar Awad/Reuters]

Ramallah, Cisgiordania occupata – Le forze israeliane hanno arrestato decine di Palestinesi nei giorni scorsi durante una campagna di arresti di massa in risposta all’imbarazzante evasione da un carcere di massima sicurezza all’inizio del mese.

Secondo i dati del Negotiations Affairs Department dell’OLP e dell’organizzazione dei prigionieri palestinesi Addameer, più di 100 Palestinesi sono stati arrestati da quando sei importanti prigionieri palestinesi sono fuggiti dal carcere di Gilboa nel nord di Israele il 6 settembre.

“Dalla fuga di quegli uomini abbiamo documentato una media di 14 arresti al giorno nella Cisgiordania occupata”, ha detto ad Al Jazeera Milena Ansari di Addameer. “Non sono inclusi i Palestinesi arrestati all’interno di Israele”.

Tutti e sei gli uomini che hanno scavato un tunnel per uscire dal carcere sono ora di nuovo in custodia israeliana dopo che, nelle prime ore di domenica, gli ultimi due Palestinesi si sono arresi all’esercito nella città di Jenin.

Durante la caccia all’uomo, le forze israeliani hanno effettuato raid di rappresaglia contro i membri delle famiglie degli evasi nella zona di Jenin, che era già in rivolta, arrestandoli e interrogandoli prima di rilasciarne alcuni.

Gli arresti e i raid si sono concentrati anche su Ramallah, Hebron, Nablus e sui villaggi circostanti.

Bambini arrestati

Anche diversi bambini palestinesi sono stati rastrellati nell’ultima ondata di arresti. Il tredicenne Mustafa Amira, della città di Nilin vicino Ramallah, è stato arrestato dai soldati israeliani la scorsa settimana mentre era nel terreno del villaggio vicino al muro di separazione costruito da Israele per dividere la zona dalle colonie.

Suo padre Khalil Amira ha detto ad Al Jazeera che Mustafa e suo cugino Muhammad, di 15 anni, sono stati arrestati e picchiati da una decina di soldati israeliani e trattenuti tutta la notte dalla polizia israeliana senza che venisse fornito loro cibo o acqua.

Fotografie di Mustafa lo mostrano con un occhio gonfio e pesto e tagli sul viso.

“È stato trascinato a terra dai soldati prima di essere consegnato alla polizia che lo ha interrogato per molte ore”, ha dichiarato Amira.

“Perché tanti uomini armati hanno dovuto picchiare un ragazzo? Se avevano un’accusa contro di lui, perché non hanno seguito le vie legali e non hanno sporto denuncia?”

Amira ha detto che teneva a casa suo figlio senza mandarlo a scuola perché il ragazzo era ancora traumatizzato da quella esperienza.

Secondo Ziad Abu Latifa, un paramedico della Mezzaluna Rossa palestinese di el-Bireh, che regolarmente invia ambulanze a Nilin, le percosse e gli abusi sui minori da parte delle forze di sicurezza israeliane sono un fatto continuo.

“Ho avuto a che fare con molti casi di minori picchiati, anche con calci di fucile, che hanno riportato fratture, emorragie e profonde ferite al viso”, ha detto Abu Latifa ad Al Jazeera.

Anche parecchi studenti palestinesi sono stati presi nella rete.

“Prendere di mira gli studenti è un modo di silenziare la voce dei giovani e delegittimare gli studenti poiché hanno contribuito alla mobilitazione della resistenza popolare”, ha detto Ansari.

Diverse organizzazioni palestinesi e i loro dipendenti, compresi comitati agricoli e sanitari così come gruppi per i diritti umani, hanno subito raid o arresti dalle autorità israeliane negli ultimi giorni.

Mercoledì, soldati israeliani hanno fatto irruzione nella sede del General Trade Union of Workers in Services and Entrepreneurship Sector a Ramallah, confiscando diversi hard disc e documenti.

Anche il Defence for Children International-Palestine (DCIP), l’Health Work Committees (HWC) e l’Union of Agricultural Work Committees (UAWC) hanno subito recentemente dei raid, con dipendenti arrestati, computer e documenti sequestrati e alcuni uffici costretti a chiudere per sei mesi.

Ansari ha detto che la descrizione di Israele dei gruppi palestinesi come “organizzazioni illegali legate alla promozione di eventi pubblici” è un attacco deliberato ai movimenti popolari di base e all’occasionale solidarietà contro la politica di apartheid di Israele.

“È importante non essere trascinati nella narrazione israeliana degli eventi poiché tentano sempre di giustificare le loro operazioni militari come operazioni per la ‘sicurezza’ e questo va avanti da molto tempo”, ha detto Ansari.

https://www.aljazeera.com/news/2021/9/19/israel-carries-out-mass-arrests-of-palestinians-after-jail-escape

Traduzione di Elisabetta Valento – AssoPacePalestina

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