Invertendo la politica dell’era Trump, l’amministrazione Biden ripristina i finanziamenti all’UNRWA

Apr 10, 2021 | Notizie

di YUMNA PATEL,

Mondoweiss, 8 aprile 2021.     

Le mosse fatte finora da Biden sono state elogiate dalla leadership palestinese, ma l’amministrazione USA ha chiarito che non invertirà alcune delle politiche più controverse di Trump.

Dipendenti dell’Agenzia ONU di Soccorso e Lavoro  per i rifugiati palestinesi (UNRWA) a Gaza, indossano maschere e guanti di protezione a causa della pandemia di Covid-19, mentre trasportano razioni di aiuto alimentare da consegnare direttamente alle case di famiglie rifugiate piuttosto che in un centro ONU. 31 marzo 2020. (foto: ASHRAF AMRA / APA IMAGES)

L’amministrazione Biden ha annunciato i suoi piani per ripristinare milioni di dollari in aiuti all’Agenzia ONU per il Soccorso e il Lavoro per i rifugiati palestinesi (UNRWA), quasi tre anni dopo che l’amministrazione Trump aveva interrotto i finanziamenti statunitensi per l’Agenzia. 

In una dichiarazione di mercoledì, il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato che gli Stati Uniti ripristineranno 150 milioni di dollari di aiuti all’Agenzia che da anni è in difficoltà per una crisi finanziaria sempre più grave. 

Oltre al finanziamento per l’UNRWA, gli Stati Uniti hanno annunciato che ripristineranno altri aiuti essenziali ai Palestinesi, aiuti che erano stati completamente sospesi nel 2018, dopo che l’Autorità Palestinese aveva interrotto i rapporti con l’amministrazione Trump per la sua decisione, ampiamente condannata, di spostare l’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme. 

Secondo la dichiarazione USA, 75 milioni di dollari in aiuti economici e allo sviluppo saranno ripristinati per la Cisgiordania occupata e la Striscia di Gaza, così come 10 milioni di dollari per programmi di costruzione della pace da distribuire attraverso l’Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID), a cui erano stati ugualmente tagliati i fondi dall’amministrazione Trump.  

“L’assistenza estera degli Stati Uniti per il popolo palestinese serve a sostenere importanti interessi e valori statunitensi”, ha detto Blinken nell’annuncio. “Fornisce un sollievo fondamentale a chi è in grave stato di bisogno, promuove lo sviluppo economico e sostiene la comprensione, il coordinamento della sicurezza e la stabilità israelo-palestinese. Ed è anche in linea con i valori e gli interessi dei nostri alleati e partner”.

Sebbene la ripresa degli aiuti ad agenzie come l’UNRWA sia ancora progettata a una cifra che è meno della metà dei 365 milioni di dollari precedentemente dati all’agenzia prima dei tagli dell’era Trump, l’UNRWA ha accolto con favore l’annuncio, esortando altri paesi a seguire l’esempio.  

“Il contributo degli Stati Uniti arriva in un momento critico, mentre continuiamo ad adattarci alle sfide che la pandemia di Covid-19 presenta”, ha detto in una dichiarazione il Commissario Generale dell’UNRWA Philippe Lazzarini, aggiungendo che l’UNRWA “non potrebbe essere più contenta per il fatto che collaborerà ancora una volta con gli Stati Uniti per fornire assistenza cruciale ad alcuni dei rifugiati più vulnerabili in tutto il Medio Oriente”.

L’UNRWA fornisce servizi essenziali come assistenza sanitaria e istruzione a circa 5,7 milioni di rifugiati palestinesi all’interno della Palestina e in tutto il Medio Oriente, sebbene questi servizi, così come altri, siano stati ridotti drasticamente per mancanza di fondi nel corso degli anni. 

Fino al 2018, gli Stati Uniti sono stati il ​​più grande donatore dell’UNRWA da quando l’agenzia è stata fondata nel 1949 in seguito alla creazione dello stato di Israele nel 1948 e al successivo sfollamento di oltre 750.000 rifugiati palestinesi. 

La decisione di Trump di smettere di finanziare l’UNRWA e altri aiuti palestinesi era stata criticata dai Palestinesi come un “ricatto politico” per costringerli al tavolo dei negoziati e accettare i parametri del famoso “accordo del secolo” di Trump – un “piano di pace” ampiamente considerato dai Palestinesi e dagli analisti politici come estremamente filo-israeliano e complessivamente dannoso per la causa palestinese. 

Il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh ha accolto con favore quest’ultimo annuncio dell’amministrazione Biden e ha invitato il governo degli Stati Uniti a “creare un nuovo percorso politico che soddisfi i diritti e le aspirazioni del popolo palestinese sulla base del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite”.

I leader e i funzionari israeliani, invece, hanno criticato aspramente la mossa americana, con il ministero degli Esteri israeliano che ha affermato che “la posizione di Israele è che l’UNRWA nella sua forma attuale perpetua il conflitto e non contribuisce alla sua risoluzione”, in linea con una vecchia posizione di Israele e di Trump secondo cui l’UNRWA, non l’occupazione israeliana che dura da 54 anni, perpetua la difficile condizione di milioni di rifugiati palestinesi in Medio Oriente e nel mondo. 

L’ambasciatore israeliano agli Stati Uniti e all’ONU Gilad Erdan ha rilasciato una dichiarazione simile, affermando che Israele è “fortemente contrario all’attività anti-israeliana e antisemita che si svolge nelle strutture dell’UNRWA”, riferendosi alle affermazioni israeliane che i programmi scolastici dell’UNRWA includono contenuti antisemiti, accuse che l’Agenzia ha definito false e “infondate”

Erdan ha continuato a definire i milioni di rifugiati palestinesi nella regione, molti dei quali vivono ancora negli stessi campi profughi che furono istituiti più di 70 anni fa dai loro antenati, “i cosiddetti ‘rifugiati'”.

La deputata statunitense Ilhan Omar ha criticato i commenti di Erdan, definendoli “vergognosi”, e aggiungendo che “Israele è un paese ricco che riceve 3,8 miliardi di dollari all’anno dall’America … Eppure il loro ambasciatore ha l’audacia di lamentarsi di circa 150 milioni di dollari destinati ai rifugiati palestinesi”. 

Da quando è entrata in carica, l’amministrazione Biden ha segnalato la sua intenzione di ripristinare fondi e sostegno al governo palestinese e alle organizzazioni umanitarie e invertire una serie di politiche dell’era Trump. 

All’inizio di questo mese, il presidente Biden ha emesso un ordine esecutivo che revoca le sanzioni alla Corte Penale Internazionale imposte da Trump in risposta a quelle che la sua amministrazione aveva affermato essere “illegittime pretese di giurisdizione sul personale degli Stati Uniti e di alcuni dei suoi alleati”, in particolare Israele.   

Mentre le misure di Biden sono state finora elogiate dalla leadership palestinese, l’amministrazione USA ha chiarito che non invertirà alcune delle politiche più controverse di Trump, incluso il trasferimento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, e non si opporrà agli accordi di normalizzazione tra Israele e altre nazioni arabe nella regione. 

Traduzione di Donato Cioli – AssoPacePalestina

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