Rapporto OCHA 16 febbraio – 1 marzo 2021

Mar 6, 2021 | Rapporti Palestina OCHA

Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi occupati

per il periodo  16 febbraio – 1 marzo 2021

La versione in italiano dei rapporti ONU OCHA è a cura dell’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli: https://sites.google.com/site/assopacerivoli/materiali/rapporti-onu/rapporti-settimanali-integrali

  di seguito il testo completo del Rapporto (753 parole)

In Cisgiordania sono stati feriti diciassette palestinesi e cinque agenti della polizia di frontiera israeliana [seguono dettagli]. Tra i palestinesi, un sedicenne è stato colpito dalle forze israeliane con proiettili veri; secondo quanto riferito, il ragazzo camminava vicino alla Barriera, nel villaggio di Saffa (Ramallah). Altri sette palestinesi sono rimasti feriti durante proteste: contro la realizzazione di un insediamento colonico avamposto [cioè, non autorizzato dal Governo israeliano] su terra del villaggio di Beit Dajan (Nablus) e contro l’espansione colonica a Kafr Qaddum (Qalqiliya). Due palestinesi sono rimasti feriti negli scontri scoppiati durante due operazioni di ricerca-arresto condotte nel Campo profughi di Ad Duheisha (Betlemme) e nel villaggio di Abu Shukheidim (Ramallah). Cinque agenti della polizia di frontiera israeliana sono rimasti feriti da pietre nel corso di un loro intervento ad Al ‘Isawiya (Gerusalemme Est). Ad Huwwara (Nablus) e An Nuwei’ma (Gerico), tre palestinesi, tra cui un anziano e un minore, sono stati aggrediti fisicamente dalle forze israeliane. Nel complesso, quattro dei feriti sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeno, quattro sono stati colpiti da proiettili di gomma, tre sono stati aggrediti fisicamente e due sono stati colpiti con proiettili veri. I restanti quattro sono rimasti feriti vicino al villaggio di Ein Yabrud (Ramallah): la loro auto si è schiantata nel corso di un inseguimento ad opera di una jeep militare israeliana.

In Cisgiordania le forze israeliane hanno effettuato 184 operazioni di ricerca-arresto ed hanno arrestato 158 palestinesi. Il governatorato di Gerusalemme ha registrato il maggior numero di operazioni (60), per la maggior parte in Gerusalemme Est.

In Gaza, vicino alla recinzione perimetrale israeliana o al largo della costa, le forze israeliane hanno aperto il fuoco di avvertimento in almeno 29 occasioni, presumibilmente per far rispettare  le restrizioni di accesso [imposte ai palestinesi]. In altre due occasioni, sempre vicino alla recinzione, le forze israeliane [sono entrate nella Striscia ed] hanno svolto operazioni di spianatura del terreno. In un episodio separato, a est di Gaza City, due palestinesi sono rimasti feriti dall’esplosione di un residuato bellico che stavano maneggiando.

Citando la mancanza di permessi edilizi sono state demolite o sequestrate 35 strutture di proprietà palestinese, sfollando 98 persone, di cui 53 minori, e creando ripercussioni su circa 60 [seguono dettagli]. Il 22 febbraio, a Humsa – Al Bqai’a, le autorità israeliane hanno confiscato altre 18 strutture (sia residenziali che per animali) la maggior parte delle quali erano state fornite come risposta umanitaria a precedenti demolizioni e confische; dieci famiglie, comprendenti oltre 60 persone, di cui 36 minori, sono state nuovamente sfollate. Sempre in Area C, ad Al Khadr (Betlemme), una famiglia di sette persone è stata sfollata per la demolizione della loro casa, mentre a Hijra (Hebron) il sostentamento di quattro famiglie è stato compromesso dallo smantellamento delle loro bancarelle per la vendita di ortaggi. Ad Al ‘Isawiya e Ras al’ Amud (Gerusalemme Est), vent’otto persone sono state sfollate a causa della demolizione di tre case da parte delle autorità israeliane (o demolite dagli stessi proprietari, in ottemperanza agli ordini delle autorità).

Coloni israeliani noti, o ritenuti tali, hanno ferito un ragazzo palestinese di 17 anni ed hanno danneggiato proprietà palestinesi, compresi veicoli e alberi. Il ragazzo è stato colpito da pietre e ferito a Sheikh Jarrah (Gerusalemme Est), secondo quanto riferito, da israeliani riunitisi per le celebrazioni [della festività] di Purim. Nello stesso contesto, diverse auto palestinesi che viaggiavano vicino alla Città Vecchia di Gerusalemme e vicino all’insediamento di Yitzhar (Nablus), sono state colpite da pietre e danneggiate. Sempre durante le celebrazioni di Purim, coloni israeliani hanno cercato di fare irruzione in case palestinesi nella Città Vecchia di Hebron. A Ramallah, in tre diversi episodi, sono stati vandalizzate diverse auto palestinesi parcheggiate vicino all’insediamento colonico di Shilo, e due camion a Ein Samiya e Kafr Malik. Fonti palestinesi riferiscono altri quattro episodi, avvenuti in Nablus ed attribuiti a coloni: ad Asira al Qibliya alcune case sono state colpite da pietre ed è stato danneggiato un serbatoio d’acqua; a Burin sono state vandalizzate recinzioni di terreno agricolo; a Jalud sono state rubate sette pecore; a Beit Dajan e Qaryut sono stati sradicati alberelli di olivo. A Ein al Hilwe (Tubas), un pastore ha riferito che un veicolo, presumibilmente guidato da coloni, ha ucciso cinque delle sue pecore. Palestinesi hanno riferito alcuni episodi: ad Al Baqa’a (Hebron), coloni israeliani hanno cercato di impossessarsi di terra palestinese, hanno attaccato pastori a Kisan e un negoziante a Husan (entrambi villaggi di Betlemme), rubando del denaro.

Nella Città Vecchia di Hebron, autori ritenuti palestinesi hanno ferito un ragazzo israeliano di 15 anni. Secondo fonti israeliane, diciotto veicoli israeliani che viaggiavano sulle strade della Cisgiordania sono stati colpiti da pietre e danneggiati.

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