La circolare del Consiglio dell’Alta Corte della Sharia sulle restrizioni di viaggio è un grave errore che deve essere rimosso

Feb 17, 2021 | Notizie

PCHR, 16 febbraio 2021. 

Un documento del Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) contro la circolare della Sharia che impone discriminazioni ai danni delle donne

Il Consiglio dell’Alta Corte della Sharia di Gaza ha emesso il 14 febbraio 2021 la circolare giudiziaria n. 01/2021 sulle restrizioni di viaggio. La circolare include 5 articoli che costituiscono una grave discriminazione contro le donne e viola il diritto alla libertà di movimento garantito dalla Legge Fondamentale Palestinese del 2003, oltre a violare gli obblighi della Palestina rispetto a diverse convenzioni internazionali a cui ha aderito a partire dal 2014.

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) esprime il suo stupore per l’emissione di questa circolare che costituisce una violazione della Legge Fondamentale Palestinese e degli obblighi internazionali della Palestina. Il PCHR invita il Consiglio a revocare immediatamente questa circolare illegale.

La circolare include elementi discriminatori nei confronti delle donne poiché l’articolo 2 conferisce al padre l’autorità di decidere se i suoi figli possono viaggiare senza il permesso della madre se quest’ultima perde il diritto alla custodia dei figli dopo essersi sposata, a condizione che il padre ottenga il permesso del tribunale. D’altra parte, alle donne non è consentito, in ogni caso, viaggiare con i propri figli se non con il permesso del padre, ciò che costituisce una discriminazione ingiustificata. La circolare ha anche mancato di menzionare il diritto delle donne che non hanno la custodia dei propri figli, di dare comunque l’approvazione al viaggio dei figli in quanto esse hanno il diritto di vedere i propri bambini.

Il punto 4 della circolare discrimina anche gravemente le donne in quanto vieta alle donne non sposate, di tutte le età, di viaggiare senza l’approvazione del loro tutore. Pertanto, secondo questo articolo, gli agenti di sicurezza di frontiera hanno il potere di trattenere o rimpatriare qualsiasi donna non sposata che viaggia senza mostrare l’approvazione del suo tutore, violando in tal modo la libertà e l’indipendenza delle donne. L’applicazione di questo articolo è tuttavia limitata a due casi: il verificarsi di un danno o una sentenza che stabilisce il divieto di viaggio. Tuttavia, la circolare non ha chiarito la natura del danno in questione; inoltre, l’articolo ha reso il divieto la regola e non l’eccezione. Va notato che le pratiche delle autorità de facto di Gaza mostravano una tendenza a comportarsi in questo modo anche prima che la circolare fosse emanata.

Il PCHR sottolinea il suo rifiuto assoluto di ciò che è stato codificato in questa circolare, in quanto costituisce una palese violazione dell’articolo 9 della Legge Fondamentale Palestinese che garantisce l’uguaglianza per tutti i cittadini in Palestina. Inoltre, la circolare viola l’articolo 11 della stessa legge, che prevede che i divieti di viaggio debbano essere emessi con un ordine giudiziario conforme alla legge. Quest’ultima condizione non è presente nella circolare in quanto non vi è alcun cenno nella legge sullo status personale che consenta tali restrizioni.

Inoltre, questa circolare contraddice gli obblighi internazionali della Palestina ai sensi di tutte le convenzioni sui diritti umani, in particolare la Convenzione sull’Eliminazione di ogni Discriminazione Contro le Donne (CEDAW) e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, che enfatizzano l’uguaglianza e sanciscono il divieto di discriminazione, così come il diritto alla libertà di movimento. L’obbligo di ottenere un’autorizzazione preventiva per il movimento è una restrizione inaccettabile a questo diritto, come confermato dal Comitato per i Diritti Umani nel suo commento generale n. 27. Inoltre, queste violazioni sono ancora più gravi perché rappresentano una discriminazione di genere, visto che il permesso è richiesto solo alle donne.

L’inclusione del termine “puro danno” è una frase vaga che consente un’interpretazione espansiva, aumenta la gravità di questa circolare e può portare a imporre ulteriori restrizioni arbitrarie al diritto di movimento, influenzando la stabilità sociale, aumentando le controversie familiari e violando la giustizia.

Il PCHR sottolinea che il ruolo delle circolari giudiziarie deve essere limitato all’interpretazione delle leggi al fine di standardizzarne l’applicazione e non deve creare leggi, essendo quest’ultima una funzione esclusiva dell’autorità legislativa, come stipulato nella Legge Fondamentale Palestinese.

Il PCHR ribadisce di respingere tutte le forme di discriminazione contenute nella legge sullo status personale palestinese, in particolare quelle applicabili nella Striscia di Gaza, nonché tutte le forme di discriminazione incluse nelle circolari giudiziarie, in particolare quelle relative alla custodia, al viaggio e allo scioglimento del matrimonio.

Il PCHR invita inoltre il Consiglio a rispettare la Legge Fondamentale Palestinese e gli obblighi internazionali della Palestina nell’interpretazione e applicazione delle leggi esistenti fino a quando non siano emendate dalle autorità legislative competenti.

Inoltre, il PCHR ribadisce di respingere tutte le forme di discriminazione e restrizione delle libertà e chiede al Consiglio di annullare immediatamente questa circolare e di rispettare i limiti della legge. Il PCHR sottolinea inoltre che qualsiasi restrizione relativa al diritto di affidamento o al diritto di vedere i figli deve essere uguale per i due genitori, e deve avere l’unico scopo di tutelare il superiore interesse del bambino.

Il PCHR chiede a tutte le autorità di controllo alle frontiere di cessare qualsiasi pratica discriminatoria nei confronti delle donne rispetto al diritto di viaggiare.

Infine, il PCHR invita la società civile, specialmente in questa fase importante che precede le elezioni generali, a lavorare insieme, a fare pressione sui decisori affinché rimuovano dalle leggi palestinesi ogni forma di discriminazione contro le donne e inseriscano la Legge sulla protezione della famiglia all’interno dei programmi elettorali, in modo da garantire una protezione completa per le donne e creare un ambiente che favorisca famiglie forti e stabili.

Traduzione di Donato Cioli – AssopacePalestina

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