Il “simbolico” dono di 5.000 vaccini da parte di Israele “non ci aiuterà”, dice l’Autorità Palestinese

Feb 2, 2021 | Notizie

di Yumna Patel,

Mondoweiss, 2 febbraio 2021. 

Con due dosi richieste a persona, una spedizione di 5.000 dosi si tradurrà solo nella vaccinazione di 2.500 operatori sanitari palestinesi, lasciandone a rischio altre migliaia in Cisgiordania e Gaza.

Flaconi di vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 (Photo: U.S. Secretary of Defense/ Wikimedia)

Dopo settimane di crescenti pressioni da parte della comunità internazionale, Israele ha annunciato che darà 5.000 dosi delle sue forniture di vaccino COVID-19 all’Autorità Palestinese (AP), una quantità così minuscola che l’Autorità Palestinese ha detto: “non ci aiuterà.”

Israele ha annunciato la mossa domenica, con un portavoce del ministro della Difesa Benny Gantz che ha detto all’agenzia AFP: “Confermo che invieremo 5.000 vaccini al personale medico dell’Autorità Palestinese”.

Le dosi, secondo l’AFP, sono destinate a vaccinare il personale medico palestinese e coloro che sono in prima linea nella lotta al coronavirus. Non era chiaro quando sarebbe stata effettuata la spedizione e quando l’AP avrebbe iniziato a vaccinare gli operatori sanitari.

Ma con due dosi richieste a persona, la spedizione porterà solo alla vaccinazione di 2.500 operatori sanitari, lasciandone a rischio altre migliaia in Cisgiordania e Gaza.

Un anonimo funzionario palestinese ha detto all’AFP che la spedizione è stata una “mossa simbolica” e che “non ci aiuterà”.

Israele si è imposto come leader mondiale per la distribuzione del vaccino COVID-19, inoculando finora 3,2 milioni di persone (34,3% della popolazione del paese). Ma Israele, come hanno sottolineato i gruppi per i diritti umani, non è riuscito a rispettare la sua responsabilità ai sensi del diritto internazionale di vaccinare la popolazione palestinese a Gaza e nella Cisgiordania che occupa.

Se la spedizione di 5.000 vaccini andrà a buon fine e l’Autorità Palestinese inizierà a vaccinare gli operatori sanitari, i fortunati destinatari del vaccino saranno, a quanto si sa, i primi Palestinesi a ricevere il vaccino COVID-19 nella Cisgiordania occupata e a Gaza.

Il mese scorso l’Autorità Palestinese ha negato di aver ricevuto una spedizione di “dozzine” di vaccini COVID-19 da Israele, come era stato riportato dall’emittente televisiva israeliana KAN secondo cui i vaccini erano stati consegnati dopo che l’Autorità Palestinese li aveva richiesti per “casi umanitari speciali”.

Sebbene l’Autorità Palestinese avesse definito queste notizie “voci infondate”, ciò ha portato ad alcune speculazioni sul fatto che il governo palestinese avrebbe ricevuto una certa quantità di dosi di vaccino e le avrebbe segretamente distribuite ai funzionari governativi.

L’Autorità Palestinese ha fornito pochi aggiornamenti nelle ultime settimane in merito agli sforzi fatti per ottenere un vaccino, una cosa che avevano assicurato all’opinione pubblica palestinese che sarebbe stata ottenuta nel dicembre scorso.

Il loro silenzio radiofonico ha solo confermato i timori che l’Autorità Palestinese sia ben lontana da poter trovare i vaccini per i suoi cittadini. Inoltre, il governo deve ancora rendere pubblico un piano dettagliato su come intenda distribuire il vaccino alla popolazione.

In una dichiarazione vaga e contraddittoria, lunedì l’agenzia di stampa ufficiale dell’Autorità Palestinese Wafa ha citato il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh secondo il quale il suo governo “prevede di ottenere 50.000 confezioni di vaccino da fonti diverse, ma principalmente dal programma COVAX dell’OMS. Quindi la vaccinazione della popolazione palestinese in Cisgiordania e Striscia di Gaza inizierà a metà febbraio, mentre il primo lotto di vaccini che il governo ha ordinato e pagato dovrebbe arrivare entro la fine di questo mese”.

Nel frattempo, i casi di COVID-19 continuano ad aumentare nel territorio palestinese occupato (oPt), con decine di casi del nuovo ceppo di COVID-19 a rapida diffusione segnalati in diverse città della Cisgiordania.

Nelle ultime 24 ore, il Ministero della Salute palestinese (MOH) ha segnalato 513 nuovi casi di virus nell’oPt e nove decessi correlati al COVID-19. Il ministero ha aggiunto che attualmente ci sono 54 pazienti affetti da coronavirus in terapia intensiva, 16 dei quali sono in ventilazione forzata.

Lunedì l’Autorità Palestinese ha annunciato che estenderà le misure di blocco in Cisgiordania per altre due settimane al fine di frenare la diffusione del virus. Negli ultimi giorni la polizia ha iniziato a inasprire i controlli su un mandato di mascherine a livello nazionale e ha imposto un coprifuoco dalle 19:00 alle 6:00 da domenica a giovedì, nonché chiusure complete il venerdì e il sabato.

Ma molti Palestinesi rimangono scettici sul fatto che le misure rigorose durino più di qualche giorno; dopo tutto, gli ultimi sforzi sembrano inutili, poiché la maggior parte dei ristoranti, negozi, attività commerciali e uffici rimangono aperti come al solito nei giorni feriali e le riunioni familiari continuano senza interruzioni.

Yumna Patel

Traduzione di Donato Cioli – AssopacePalestina

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