Il poliziotto israeliano che ha ucciso un Palestinese autistico è stato accusato di omicidio colposo

Nov 1, 2020 | Notizie

dalla Redazione del Middle East Eye

MEE, 21 ottobre 2020.

Un gruppo per i diritti umani dice che si sarebbero dovute muovere accuse più gravi; gli avvocati della difesa dicono che l’uccisione è stata “una tragedia, ma non un reato penale”.

Manifestanti con il ritratto di Iyad al-Halak protestano contro il governo israeliano vicino alla residenza del Primo Ministro a Gerusalemme, luglio 2020 (AFP/File photo)

Il poliziotto israeliano che il maggio scorso ha ucciso un uomo palestinese autistico disarmato potrebbe essere processato per omicidio colposo, ha annunciato il Ministero della Giustizia del paese, in attesa dell’udienza preliminare.

Iyad al-Halak, 32 anni, fu ucciso da un agente di polizia il 30 maggio mentre stava andando a una scuola per studenti con esigenze speciali nella Città Vecchia di Gerusalemme Est occupata.

Dopo mesi di procedimenti legali, il Ministero, in una dichiarazione rilasciata mercoledì, ha detto che Halak “non rappresentava un pericolo per la polizia e i civili della zona” quando venne ucciso e che l’agente che gli ha sparato l’ha fatto contro gli ordini impartiti.

Un’altra causa, avanzata contro il comandante dell’agente che aveva sparato, è stata chiusa, ha riferito Haaretz.

Il Ministero ha detto che gli agenti sulla scena sospettavano che Halak fosse un terrorista “alla luce di certe caratteristiche del suo comportamento” e lo inseguirono, ma il comandante aveva detto ai suoi uomini di cessare l’inseguimento prima che l’agente accusato aprisse il fuoco.

Secondo questa dichiarazione, l’agente sparò di nuovo a Halak dopo aver parlato con lui, davanti alla sua insegnante di sostegno che era lì presente.

La dichiarazione dice che “uno dei poliziotti chiese a Iyad in arabo, ‘Dov’è la pistola?’ e Iyad, che era stato ferito dal primo colpo, si alzò e indicò la donna che conosceva (l’insegnante) e mormorò qualcosa. In risposta, il poliziotto si voltò verso la donna e le chiese in arabo, ‘Dov’è la pistola?’ e lei rispose, ‘Quale pistola?’ A questo punto il poliziotto indagato sparò di nuovo a Iyad”.

Dopo l’udienza gli avvocati dell’agente hanno detto di essere certi che non sarebbe stato processato, sostenendo che il caso era “una tragedia, ma non un reato”, ha riferito Haaretz.

Omicidio colposo o assassinio?

Attivisti e funzionari palestinesi hanno attaccato la corte per non aver avanzato accuse più gravi contro l’agente. 

Il deputato Yousef Jabareen, un membro della Joint List, una coalizione di partiti prevalentemente arabi palestinesi, ha detto che “sparare a una persona a sangue freddo vicino a una raccolta di rifiuti non è un ‘omicidio colposo’. È un assassinio”.

Adalah, centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele, ha emesso un parere analogo, dicendo che la mossa di Israele per addebitare all’agente che ha ucciso Halak un omicidio colposo invece di un’accusa più dura “fornisce ulteriori prove che Israele dovrebbe essere esso stesso indagato per la sua costante tolleranza e la sua clemenza nei casi di omicidi commessi da poliziotti”.

“Finché le autorità israeliane mantengono la visione razzista secondo la quale tutti i Palestinesi sono percepiti come nemici, le conseguenze saranno le stesse: uccisioni di persone innocenti da parte di poliziotti e tolleranza generalizzata per questi gravi crimini”, ha detto il gruppo. 

Nella sua dichiarazione, Adalah ha ripetuto la sua richiesta per la creazione di un comitato professionale e indipendente incaricato di indagare sulle uccisioni di Palestinesi da parte della polizia israeliana, comitato che supervisionerebbe il lavoro del dipartimento investigativo della polizia.

Ad agosto, la famiglia di Halak ha accusato la polizia di aver deliberatamente “distrutto le telecamere” che contenevano le prove dell’omicidio, poiché l’indagine sul suo assassinio è stata ostacolata dalla mancanza di prove video, nonostante informazioni che nella zona in cui è stato ucciso c’erano almeno 10 telecamere a circuito chiuso. 

“Per tre mesi, il governo di occupazione (Israele) non ha preso alcuna misura punitiva contro gli assassini di Iyad”, ha detto all’epoca il padre di Halak. “Stanno tentando di nascondere il crimine e farla franca per l’assassinio”.

I genitori di Halak lo scorso mese hanno presentato un’istanza all’Alta Corte di Giustizia perché fosse chiusa l’indagine sul caso e fossero sottoposti a processo i due agenti di polizia coinvolti.

La fatale sparatoria è diventata un grido di protesta contro la brutalità della polizia sia in Palestina che in Israele, scatenando numerose manifestazioni malgrado la quarantena per il coronavirus. L’omicidio di Halak ha anche ricevuto la solidarietà internazionale, poiché è coinciso con le proteste seguite all’omicidio di George Floyd da parte della polizia statunitense. 

I Palestinesi hanno a lungo accusato Israele di svolgere indagini superficiali sui crimini commessi dall’esercito o dai coloni israeliani contro i Palestinesi. Raramente gli Israeliani vengono processati per l’uccisione di Palestinesi e, se riconosciuti colpevoli, ricevono di solito sentenze clementi.

https://www.middleeasteye.net/news/israel-policeman-killed-palestinian-iyad-al-halak-charged-reckless-homicide

Traduzione Elisabetta Valento – Assopace Palestina

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