Questo sarà il pesante prezzo dell’annessione per gli Israeliani

Mag 26, 2020 | Riflessioni

di Shaul Arieli

Haaretz, 24 maggio 2020

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Mappa con il piano di annessione della Valle del Giordano. Credit: Shaul Arieli

Con il governo insediato e l’epidemia di coronavirus in diminuzione, e nel contesto della visita del Segretario di Stato USA Mike Pompeo e delle minacce dell’Unione Europea, la questione dell’annessione è stata nuovamente considerata il fiore all’occhiello del nuovo governo. La maggior parte dell’opinione pubblica, che forse non conosce le implicazioni pratiche dell’annessione unilaterale sulla nostra vita quotidiana, non è consapevole delle minacce contenute in tale mossa, inclusi la destabilizzazione e il quasi certo incremento delle ostilità israelo-palestinesi.

Più di 60 progetti di legge e piani di annessione di territorio nell’Area C sono stati presentati alla Knesset dal 2016, ma solo tre di questi includevano una mappa. Vorrei qui analizzare e valutare il piano del primo ministro Benjamin Netanyahu per annettere la Valle del Giordano, basato sul piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo la mappa presentata da Netanyahu, si annetterebbero 1.200 km quadrati (463 miglia quadrate), ossia il 20,5% della Cisgiordania. Quali sono le implicazioni di quest’azione per la vita quotidiana delle persone? 

Prima di tutto, il 23% dell’area da annettere, circa 70.000 acri (28.000 ettari), è di proprietà privata palestinese. Se Israele non emenda le sue leggi sulla proprietà dei proprietari terrieri “assenti”, tutti quei Palestinesi perderanno la loro terra, che sarà gradualmente trasferita ai coloni israeliani. Se Israele modifica quella legge, come ha fatto per Gerusalemme Est, sarà ancora in grado di espropriare terre per “uso pubblico”, che in questo caso sarà esclusivamente quello ebraico. Questo è quel che è accaduto a Gerusalemme Est, dove lo Stato ha confiscato circa 7.000 acri (2.800 ettari), prevalentemente di proprietà araba, e sui quali ha costruito 60.000 unità abitative per gli Ebrei e solo 1.000 per gli Arabi.

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Mappa con il piano di annessione della Valle del Giordano. Credit: Shaul Arieli

Sino a quando l’esproprio non sarà reso esecutivo, Israele dovrà consentire l’accesso ai proprietari palestinesi, così da permetter loro di continuare a coltivare la loro terra, come attualmente avviene lungo la “giuntura” tra Gerusalemme Est e Ovest. Questo sarà fatto mediante l’uso di decine di varchi; si useranno i soldati per farli funzionare.

Per fare un confronto, la terra di proprietà privata palestinese nella Valle del Giordano è sette volte più grande di tutta la terra privata situata a ovest del muro di separazione, che si basa ugualmente su questo tipo di varchi. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) già non eccellono quando sono chiamate a rispondere dei problemi connessi all’uso di questi accessi, nonostante tutte le dichiarazioni giurate presentate all’Alta Corte di Giustizia. Comincerà una battaglia palestinese su queste terre.

Inoltre, la mappa mostra 12 villaggi palestinesi con 13.500 abitanti nell’Area B, che vivono su 1.050 acri (425 ettari). Questi saranno annessi a Israele. L’Autorità Palestinese perderà istantaneamente la sua autorità e responsabilità su questi villaggi, e tutta l’autorità che aveva ricevuto dagli Accordi di Oslo sarà assunta da Israele.

Israele dovrà concedere a queste persone lo status di residenti, come concesso ai Palestinesi di Gerusalemme Est, seguito dalla cittadinanza. Dovrà inoltre fornire tutti i servizi ai villaggi. Israele non è preparata a questo. Comincerà un’altra battaglia palestinese, sui servizi municipali e i trasferimenti dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni.

Terzo punto, l’area di Gerico (attualmente in Area A) e i suoi dintorni diverranno un’enclave palestinese circondata da un’area sotto la sovranità israeliana. Questa enclave coprirà 17.300 acri (7.000 ettari), nei quali 43.000 Palestinesi vivono in sei differenti comunità. Ogni uscita o entrata dall’enclave richiederà il passaggio attraverso posti di blocco israeliani, e le persone che attraverseranno il territorio israeliano saranno accompagnate. Gerico, centro turistico e principale area della Cisgiordania per la produzione di datteri, sarà in pratica tagliata fuori dal resto della Cisgiordania e decadrà ben presto economicamente. Comincerà una battaglia palestinese per i mezzi di sostentamento.

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Una donna palestinese si copre il volto per i gas lacrimogeni, sparati dall’esercito israeliano durante le proteste contro l’iniziativa per il Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, vicino alla colonia ebraica Beqa’ot nella Valle del Giordano. Credit: Majdi Mohammed, AP

Quarto punto, l’annessione aggiungerà tra la Valle del Giordano e il resto della Cisgiordania un nuovo confine di 124 miglia (200 km). Lungo quanto il confine tra Israele e l’Egitto. A questo si aggiungeranno altre 37 miglia (60 km) di frontiera attorno all’enclave di Gerico, quasi la lunghezza del confine di Israele con la Striscia di Gaza. In assenza di una recinzione, comincerà una caccia a terroristi e residenti illegali.

Un ulteriore punto è che l’area annessa è attraversata da due strade principali da nord a sud –l’autostrada 90 nella Valle e l’autostrada 80 (l’Alon Road)–, così come da una strada est – ovest, l’autostrada 1, nel suo tratto più orientale. Tutte queste strade saranno tolte alla rete di trasporto palestinese che, in assenza di percorsi alternativi, si concentrerà sull’autostrada 60, sul crinale e sulle sue pendici occidentali. Comincerà una battaglia palestinese per la libertà di movimento. 

Per di più, i residenti della Cisgiordania in viaggio per la Giordania, se permesso dal regno, passeranno attraverso il territorio sotto sovranità israeliana, con tutte le implicazioni per la sicurezza che ciò comporta. Inoltre, il Mar Morto, le colline lungo la costa e la riserva naturale Ein Feshkha (Einot Tzukim) saranno sottratte alle aree accessibili ai Palestinesi per svago e turismo. Comincerà la loro battaglia per un po’ d’aria da respirare.

Da dove viene l’entusiasmo di Netanyahu e dei suoi soci? Tutte le ragioni che forniscono non sono che pretesti senza basi nella realtà.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu in visita nella Valle del Giordano, febbraio 2020. Credit: אוהד צויגנברג

Non c’è stato alcun cambiamento nella minaccia alla sicurezza sul nostro confine orientale. La Giordania sta meticolosamente rispettando il trattato di pace con Israele, continuando a fornire a Israele tranquillità lungo il confine, oltre a quell’area strategica di manovra che arriva fino alla frontiera irachena. Siria e Iraq, che cercano di superare le conseguenze della guerra civile, non hanno una significativa capacità militare che possa minacciare Israele, e non ci si aspetta che ne abbiano una a breve o medio termine. I Palestinesi stanno attuando con rigore il coordinamento sulla sicurezza con Israele.

Nella zona da annettere ci sono 28 minuscole colonie israeliane, che ospitano 13.600 coloni. L’area abitata è piccolissima e coltivano meno di 20.000 acri (8.000 ettari), che non sono di loro proprietà. L’età media è alta perché i residenti fanno parte della prima ondata di colonie in Cisgiordania, arrivati nei primi decenni dopo la Guerra dei Sei Giorni. I sondaggi mostrano che questa popolazione preferirebbe andarsene se venisse firmato un accordo di pace, in cambio di una giusta compensazione, con lo sgomento del capo del consiglio regionale dell’area, che è anche il capo di Yesha, il Consiglio regionale della Giudea e della Samaria. L’annessione non cambierà la loro situazione, eccetto che in termini di pianificazione e costruzione. Ma finora non è questo quel che ha fermato la crescita della popolazione ebraica nella Valle del Giordano, che per 50 anni è stata di poco superiore a poche migliaia di residenti.

L’onere per l’IDF crescerà sostanzialmente e in modo ingiustificato. L’esercito dovrà aggiungere considerevoli forze per rendere sicuri i confini e gli attraversamenti tra la Valle e il resto della Cisgiordania e intorno all’enclave di Gerico. Dovrà accompagnare i Palestinesi che entrano in Israele, gestire gli ingressi alle terre agricole e mantenere la sicurezza con il confine giordano a causa della destabilizzazione delle relazioni con il regno.

L’obiettivo di chi desidera annettere è chiaro. È quello di annullare gli Accordi di Oslo e vanificare qualsiasi possibilità di una soluzione a due Stati per due popoli, in violazione del diritto internazionale e dei trattati che Israele ha sottoscritto. È ovvio che il loro desiderio è dislocare al momento opportuno i Palestinesi a est verso la Giordania ed esaudire i loro messianici sogni ultranazionalistici. Per usar le parole di Naftali Bennett, lo scopo è “rendere la Giudea e la Samaria parti di Israele sovrano”.

Il prezzo che Israele dovrà pagare nel breve termine per questa avventura messianica, che si nutre di un’ebrezza di potere, sarà intollerabile per la società israeliana. Nel lungo termine, condurrà alla distruzione della visione sionista. Gli USA perderanno il pilastro portante della loro politica mediorientale: la stabilità, basata sugli accordi di pace che Israele ha firmato con l’Egitto e con la Giordania.

Shaul Arieli

Il dottor Shaul Arieli ha scritto diversi libri sul conflitto israelo-palestinese, tra i quali “A Border between Us and You” e “All of Israel’s Borders”.

https://www.haaretz.com/opinion/.premium-this-will-be-the-heavy-cost-of-annexation-for-the-israelis-1.8868955

Tradotto da Elisabetta Valento – Assopace Palestina

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