Azione urgente: liberate i nostri prigionieri

Apr 1, 2020 | Iniziative

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Facciamo appello ai nostri alleati, partner, amici e compagni affinché si uniscano a noi in una campagna urgente per la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi al fine di proteggerli dal Covid-19, soprattutto alla luce delle aumentate restrizioni ai loro diritti imposte dal Servizio Carcerario israeliano.

Alla luce dei recenti episodi che riportiamo qui sotto, e a una lunga storia di torture, violenze fisiche, negligenze mediche e disumane condizioni carcerarie, siamo allarmati e preoccupati per la sicurezza e il benessere dei prigionieri e dei detenuti palestinesi.

All’inizio di marzo 2020, il Servizio Carcerario israeliano (IPS) ha interrotto tutte le visite di familiari e avvocati ai prigionieri palestinesi, giustificando questa misura come una precauzione contro il Covid-19. Inoltre, tutti i processi nei tribunali militari sono stati rinviati a tempo indeterminato e i Palestinesi sottoposti a detenzione o interrogatorio in attesa del processo non vengono portati in tribunale per valutare se la loro detenzione debba essere prolungata, aggravando ulteriormente le violazioni alla loro libertà e al loro diritto a un processo equo e rapido. Inoltre, i rappresentanti legali dei prigionieri palestinesi non possono più avere colloqui diretti con i loro assistiti e possono solo comunicare per telefono, il che significa che non possono valutare adeguatamente la salute e la sicurezza dei detenuti.

Inoltre, il 18 marzo 2020, gli avvocati di Addameer sono stati informati che quattro detenuti palestinesi sotto interrogatorio potrebbero essere stati esposti al Covid-19 per aver avuto contatto con un impiegato israeliano del centro interrogatori di Petah Tikva che è risultato positivo per il coronavirus. I quattro detenuti sono stati mandati in quarantena presso la clinica della prigione di al-Ramleh. Più tardi, due dei detenuti sono stati rilasciati e sono rientrati nelle loro famiglie in Cisgiordania senza essere testati; gli altri due, dopo aver terminato la quarantena, sono stati rimandati nelle carceri israeliane. Altri Palestinesi continuano inoltre ad essere arrestati ogni giorno nelle loro case in Cisgiordania e vengono immediatamente messi in quarantena.

La nostra crescente preoccupazione per i prigionieri e i detenuti palestinesi durante l’attuale pandemia di Covid-19 è motivata dalla negligenza abituale e sistematica all’interno dei centri di detenzione e interrogatorio israeliani. Nel 2019, cinque prigionieri palestinesi sono morti in detenzione, tre dei quali per deliberata negligenza medica, mentre centinaia di loro soffrono di malattie croniche che non vengono curate. Inoltre, le condizioni penose delle carceri, tra cui il sovraffollamento, le cattive condizioni igieniche e l’inadeguata alimentazione, le rendono pericolose aree di riproduzione per il Covid-19. I prigionieri hanno riferito che ci sono nuove restrizioni sugli acquisti dallo spaccio della prigione e che non sono loro forniti prodotti adeguati per la pulizia e l’igiene personale, mettendoli ulteriormente a rischio di diffusione del virus.

Tutto ciò viene anche confermato dal continuo rifiuto da parte del servizio carcerario di installare telefoni fissi all’interno delle carceri, come previsto dagli accordi raggiunti dopo l’ultimo sciopero della fame. Il rifiuto di installare i telefoni fissi è chiaramente un tentativo di allontanare ulteriormente i prigionieri dal contatto con le loro famiglie e, su scala più ampia, un tentativo di frammentare la popolazione palestinese.

Date le norme e i regolamenti recentemente istituiti per la pandemia di Covid-19, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) è rimasto l’unico ente autorizzato ad avere comunicazione diretta e a fare visite ai prigionieri palestinesi. Tuttavia, il Centro non ha fornito alle famiglie o al pubblico notizie aggiornate sulle condizioni dei prigionieri durante la pandemia di Covid-19, in particolare riguardo a quelli in quarantena.

Pertanto, chiediamo a tutte le persone di coscienza di unirsi a noi nel chiedere la libertà di tutti i prigionieri.

Ti chiediamo di agire:

• Fai un breve video di te stesso, meno di un minuto, esprimi una o più delle richieste nell’elenco della campagna e pubblicalo nei tuoi account sui social media. Usa l’hashtag #FreeOurPrisoners # COVID_19 e tagga Addameer nel tuo post su Facebook, Twitter e Instagram.

• Scrivi e/o chiama gli uffici del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) e chiedi loro di adempiere al loro obbligo di assicurarsi che i prigionieri palestinesi siano protetti e di esercitare pressioni affinché i prigionieri palestinesi possano fare telefonate/videochiamate con le loro famiglie.

  • Sede di Gerusalemme: jer_jerusalem@icrc.org, Tel: 0041-22-7346001, Fax: 0041-22-7332057
  • Ufficio Ramallah: ram_ramallah@icrc.org, Tel: 02-2414030-1, Fax: 02-2414034
  • Ufficio di Tel Aviv: dwaites@icrc.org, Tel: (+972) 35 24 52 86, Fax: (+972) 35 27 03 70
  • Ufficio di Ginevra: press@icrc.org, Tel: +41 22734 60 01Ufficio di Washington: anelson@icrc.org, Tel: +1 (202) 587-4600, Fax: +1 (202) 587-4696

Chiediamo il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi per garantire la loro sicurezza dalla pandemia che è in rapida espansione, in particolare quelli che sono più vulnerabili e più esposti alla malattia, come bambini, donne, anziani, malati e feriti;

Chiediamo il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi in stato di detenzione amministrativa, che sono detenuti a tempo indeterminato senza accuse o indizi;

Chiediamo il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi che si stanno avvicinando alla fine delle loro condanne e/o che dovrebbero essere rilasciati in libertà vigilata, a causa del sovraffollamento nelle celle e nelle sezioni dei prigionieri;

Chiediamo al servizio carcerario israeliano (IPS) di garantire la protezione dei detenuti mediante l’applicazione delle necessarie misure preventive contro il Covid-19. Inoltre, chiediamo all’IPS di permettere il contatto dei prigionieri con le loro famiglie attraverso telefonate o videochiamate non monitorate, soprattutto adesso che le visite dei familiari sono sospese mentre l’IPS continua a rifiutare l’installazione di telefoni fissi nelle carceri.

Traduzione di Donato Cioli – Assopace Palestina

http://www.addameer.org/news/urgent-action-free-our-prisoners

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