Amnesty International: Uno squallido “accordo di pace” Israele-Palestina che aggraverebbe violazioni e sancirebbe impunità

Amnesty International News, 28 gennaio 2020

Lo squallido pacchetto di proposte dell’amministrazione Trump per violare la legge internazionale e spogliare ulteriormente i Palestinesi dei loro diritti è un prontuario per ulteriori sofferenze e abusi in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati (OPT), ha affermato oggi Amnesty International.

L’organizzazione ha esortato la comunità internazionale a rifiutare le misure contrarie al diritto internazionale che sono stabilite nel cosiddetto “affare del secolo” del presidente Donald Trump. Queste misure includono un’estensione formale della sovranità di Israele sulla Valle del Giordano e sulla stragrande maggioranza degli insediamenti illegali nel resto della Cisgiordania occupata, in cambio di territori attualmente all’interno di Israele.

“Mentre l’amministrazione Trump ha enfatizzato nel suo accordo il principio degli scambi di territorio, non dobbiamo farci ingannare perché in realtà sta proponendo un’ulteriore annessione del territorio palestinese, in palese violazione del diritto internazionale umanitario. Durante più di mezzo secolo di occupazione, Israele ha imposto un sistema di discriminazione istituzionalizzata contro i Palestinesi sotto il suo dominio, negando loro i diritti di base e l’accesso a effettivi compensi per le violazioni subite. L’accordo equivale all’approvazione di queste politiche brutali e illegali”, ha dichiarato Philip Luther, Direttore per la ricerca e la difesa in Medio Oriente e Nord Africa per Amnesty International.

Gli scambi di territorio proposti includono il potenziale trasferimento di aree di Israele che hanno un’alta percentuale di residenti palestinesi a un futuro stato della Palestina. Questo solleva preoccupazioni per il fatto che i cittadini palestinesi di Israele di queste aree potrebbero essere privati ​​del diritto di voto.

Amnesty International chiede alla comunità internazionale di respingere queste proposte di annessione che violano il diritto internazionale, e di ribadire l’illegalità degli insediamenti israeliani nei territori occupati. Tali proposte non possono eliminare gli obblighi legali di Israele in quanto potenza occupante, ai sensi del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale sui diritti umani, né possono privare i Palestinesi delle protezioni garantite da questi assetti giuridici.

L’accordo include anche proposte per creare un “meccanismo di compensazione” per i rifugiati palestinesi, invece di garantire loro il diritto al ritorno. Con gli attuali più di 5,2 milioni di rifugiati registrati, i Palestinesi sono una delle popolazioni di rifugiati più grandi del mondo. I Palestinesi che sono fuggiti o sono stati espulsi dalle loro case nel 1948, insieme ai i loro discendenti, hanno il diritto di tornare secondo la legge internazionale. Questo è un diritto umano individuale che non può essere trasformato in una concessione politica.

“Centinaia di migliaia di rifugiati palestinesi sono intrappolati in campi sovraffollati, oltre 70 anni dopo che loro, i loro genitori e i loro nonni sono stati costretti a lasciare le proprie case. Questa proposta ignora i diritti che i rifugiati hanno in base al diritto internazionale e ai decenni di sofferenza che hanno subito”, ha affermato Philip Luther.

Infine, l’accordo cerca di minare la giustizia internazionale, dopo l’annuncio, lo scorso mese, dei progressi compiuti per un’indagine della Corte Penale Internazionale sulla situazione nei territori palestinesi occupati. L’accordo pretende che, durante qualsiasi negoziato, le autorità palestinesi non intraprendano “alcuna azione legale e respingano tutte le azioni in sospeso contro lo Stato di Israele, gli Stati Uniti e tutti i loro cittadini dinanzi alla Corte Penale Internazionale, alla Corte Internazionale di Giustizia e tutti gli altri tribunali.”

Nel dicembre 2019, la procuratrice della Corte Penale Internazionale ha annunciato che un esame preliminare svolto in Palestina ha concluso che sono stati commessi crimini di guerra nei territori palestinesi occupati e che un’indagine avrebbe dovuto essere aperta una volta confermata la giurisdizione territoriale della Corte.

L’accordo richiede inoltre che le autorità palestinesi “non intraprendano azioni contro cittadini israeliani o statunitensi presso l’Interpol o presso qualsiasi sistema legale che non sia israeliano o statunitense (a seconda del caso)”. Questo è un palese tentativo di impedire ai Palestinesi di ottenere giustizia nei tribunali nazionali dei paesi terzi utilizzando la giurisdizione universale, uno strumento essenziale di giustizia internazionale.

“Una pace giusta e sostenibile richiede un piano che dia la priorità ai diritti umani di Palestinesi e Israeliani e deve includere giustizia e riparazione per le vittime di crimini di guerra e di altre gravi violazioni. Questo piano non solo fallisce questo test fondamentale, ma cerca di silurare gli sforzi verso la giustizia che sono attualmente in corso sia per i Palestinesi che per gli Israeliani”, ha aggiunto Philip Luther.

Il quadro generale

Il presidente Trump ha lanciato oggi il suo “accordo di pace” sotto forma di una proposta di 180 pagine intitolata Pace per la prosperità, affermando che si tratterebbe di una “soluzione realistica a due stati” che era già stata concordata da Israele come base per i negoziati con i Palestinesi. Il piano è stato preparato senza alcun contributo da parte dei leader palestinesi.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/01/usa-israel-opt-dismal-peace-deal-will-exacerbate-violations/

Traduzione di Donato Cioli

,

No comments yet.

Lascia un commento