Europa batti un colpo!

di Luisa Morgantini

Solidarietà Internazionale, anno 30, n° 4, luglio-agosto 2019.

In una fase così particolarmente critica per la Palestina, sotto scacco di Trump e della voglia espansionistica israeliana, l’Europa dov’è?

L’accordo del secolo di Donald Trump, che offre ai Palestinesi tangenti economiche in cambio del loro diritto ad uno Stato sui confini del 1967, con Gerusalemme capitale condivisa, è la manifestazione ulteriore del totale disprezzo USA per la legalità internazionale e la fine del peace-making occidentale. Che forse non ha mai avuto come obiettivo la libertà dei Palestinesi, ma solo la loro sottomissione alle politiche coloniali israeliane.

Jared Kushner, genero di Trump (il nepotismo impera nella presidenza USA), architetto del piano e della conferenza tenutasi il 25 e 26 giugno in Bahrain chiamata pomposamente per “la pace e la prosperità”, ha attaccato la leadership palestinese per avere rifiutato di partecipare alla svendita totale dei diritti dei Palestinesi sulla loro terra in cambio di 50 miliardi di dollari in aiuti economici. Ha sostenuto che la Palestina con questi aiuti potrebbe avere uno sviluppo come i paesi asiatici, dimenticando totalmente che quei paesi hanno potuto svilupparsi grazie alla loro sovranità, mentre – come scrive la Banca mondiale – lo sviluppo della Palestina non sarà possibile fino a che non cessi l’occupazione ed il controllo israeliano sul movimento delle persone e delle merci. La parola occupazione è stata bandita dagli interventi alla conferenza del Bahrain.

Neppure Kushner crede a quello che dice. Se avesse voluto aiutare i Palestinesi non avrebbe dovuto tagliare la contribuzione all’UNRWA per i rifugiati, ritirare e bloccare ogni progetto di cooperazione di USAID che ha messo sul lastrico centinaia e centinaia di Palestinesi, oltre che arrecare enormi danni economici alle imprese palestinesi; ma soprattutto dovrebbe bloccare la politica israeliana di ampliamento degli insediamenti e di evacuazione della popolazione palestinese. Non una parola di condanna o di riprovazione per la politica di espansione coloniale israeliana, ogni condanna invece alla leadership palestinese che si rifiuta di stare a questa farsa della prosperità. Europa batti un colpo!

(luisamorgantini@gmail.com)

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