Il Consiglio delle Organizzazioni Palestinesi Per i Diritti Umani (PHROC) invita l’Autorità Palestinese a garantire protezione ai cittadini palestinesi senza discriminazione alcuna.

21 agosto 2019

Il Consiglio delle Organizzazioni Palestinesi per i Diritti Umani (PHROC) ha appreso con grande preoccupazione del comunicato stampa rilasciato sabato 17 agosto dalla Polizia Palestinese, che proibiva tutte le attività promosse da alQaws [organizzazione per i diritti LGBTQ] e invitava i cittadini a denunciare chiunque ne faccia parte o sia in qualche modo legato all’organizzazione. Il comunicato ha generato forti critiche da parte della società civile perché mina l’insieme indivisibile dei diritti umani e avvelena il clima sociale, incita alla violenza e mette a rischio la vita e l’integrità fisica delle persone, diritti fondamentali di ogni essere umano, senza discriminazione.

La dichiarazione della polizia giunge in un momento in cui le organizzazioni della società civile hanno osservato un aumento significativo nel tasso di crimini e violenza all’interno della società palestinese. Questo aumento dipende da diversi fattori, di cui i più importanti sono: le sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrati dalle forze di occupazione israeliane, il deterioramento dell’economia e delle condizioni di vita, l’aumento dei tassi di povertà e disoccupazione e più in generale una frustrazione diffusa, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione palestinese.

La dichiarazione vìola, sotto molti aspetti, le garanzie della Palestinian Basic Law aggiornata, la legislazione Palestinese in materia e i trattati internazionali che lo Stato di Palestina ha sottoscritto senza riserve. In particolare rappresenta un’infrazione del complesso indivisibile dei diritti umani fondamentali, dei principi di uguaglianza e non discriminazione e un abuso delle funzioni della Polizia che secondo quanto previsto dalla costituzione ha la responsabilità di far rispettare la legge e garantire lo stato di diritto. Inoltre mina alla base il processo di creazione di una società in grado di garantire la sicurezza e la protezione dei suoi cittadini, uguali di fronte alla legge e con gli stessi diritti e libertà. Nonostante la Polizia Palestinese abbia successivamente fatto il passo positivo di ritirare il proprio comunicato, le conseguenze negative generate dalla dichiarazione hanno messo a rischio l’intera comunità LGBTQ palestinese e ogni membro della comunità alQaws, che ora rischia di essere vittima di aggressioni o addirittura di essere ucciso, un’inaccettabile violazione dei diritti fondamentali e degli obblighi dello Stato di Palestina verso i propri cittadini.

Per prevenire ciò, è necessario che le forze dell’ordine e i corpi giuridici competenti adottino drastiche misure basate su un dialogo aperto, garantista e progressista, che incoraggi il dibattito comunitario sui temi relativi ai diritti umani. Al tempo stesso le autorità devono garantire costantemente la sicurezza di tutti i cittadini senza discriminazione alcuna, garantire loro lo stato di diritto e la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali.

PHROC esprime una forte preoccupazione per le infrazioni dello Stato di Palestina nei confronti del proprio obbligo di garantire i principi di libertà e non discriminazione. Questo include le garanzie previste dai trattati sui diritti fondamentali che si applicano a tutti i cittadini sotto la propria giurisdizione, senza distinzione di etnia, colore della pelle, sesso, lingua, opinione politica o religiosa, posizione sociale, origine o altro. Il rifiuto categorico di ogni forma di discriminazione rappresenta il nucleo fondamentale della protezione dei diritti umani ed è vincolante per ogni autorità pubblica, oltre che per i tre poteri dello Stato (esecutivo, legislativo, giudiziario) a qualsiasi livello: regionale, nazionale e internazionale. Lo Stato è perciò tenuto a rispettare la non-discriminazione in base a vincoli interni e internazionali e deve compiere il suo dovere di proteggere i diritti di tutti i cittadini. Di conseguenza, l’Autorità Palestinese non può in alcun modo prendere parte o condonare iniziative che possano causare direttamente o indirettamente un clima di odio o discriminazione in qualsiasi forma, inclusa quella basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Deve essere garantito in ogni momento che le persone siano protette da attacchi di questo tipo, attacchi che devono essere giudicati e puniti e in generale venga rispettato il Codice Etico di Condotta della Polizia Palestinese e il Codice di Condotta delle Forze dell’Ordine delle Nazioni Unite, adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1979 per garantire il rispetto dei diritti fondamentali.

PHROC deplora le minacce di morte che hanno seguito la diffusione del comunicato della Polizia. A tal proposito, PHROC ricorda che la posizione degli esperti dell’ONU in materia di diritti umani prevede l’obbligo per ogni Stato di creare spazi sicuri in cui sia permessa la libertà di espressione a tutti gli individui e di contrastare i discorsi di odio fatti da ufficiali e soggetti politici, non solo attraverso sanzioni amministrative, ma anche incoraggiando figure pubbliche a prendere la parola contro l’odio e l’intolleranza. Inoltre gli esperti di diritti umani hanno osservato come nella lotta contro i discorsi di odio e l’incitamento alla violenza giochino un ruolo fondamentale i social media e la loro sensibilità rispetto ai diritti umani.

A fronte di quanto detto finora, PHROC reitera il proprio impegno a documentare e denunciare ogni violazione di questo tipo secondo quanto previsto dalla legge e dai trattati internazionali sui diritti umani. Analogamente, PHROC sollecita la Polizia Palestinese e la Magistratura a investigare qualunque genere di attacco discriminatorio e a porre gli autori del comunicato stampa di fronte alle proprie responsabilità per le violazioni delle garanzie della Basic Law, delle leggi palestinesi e dei trattati internazionali e a implementare misure per assicurare che simili atti non si ripetano.

PHROC invita nuovamente le autorità e la Polizia Civile Palestinese ad aprire un dialogo comunitario, basato sul rispetto dei diritti umani e ad estendere tale dialogo a tutti i componenti della società palestinese col fine di stimolare un proficuo dibattito all’interno della società civile sulle questioni inerenti i diritti di base, in modo da garantire lo stato di diritto, nel rispetto dei trattati e delle leggi nazionali e internazionali.

https://mobile.twitter.com/alhaq_org/status/1164145795039420417

Traduzione di Matteo Cesari

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