Solidarietà di AssopacePalestina con i Curdi in sciopero della fame per Abdullah Ocalan.

da | Mag 19, 2019 | Notizie

Il 16 aprile scorso una delegazione di AssopacePalestina guidata da Luisa Morgatini si è recata al

Centro Ararat di Roma per portare la propria solidarietà al giovane curdo Erol Aydemir in sciopero

della fame a sostegno di oltre un migliaio di detenuti nelle carceri turche che adottano la stessa forma di protesta nonviolenta contro le condizioni di detenzione in cui si trovano. In particolare, si vuol attirare l’attenzione sulle condizioni del leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) Abdullah Ocalan che, dopo 10 anni di isolamento completo, si trova ora nel carcere dell’Isola di Imrali, sottoposto a gravi limitazioni per quanto riguarda contatti e incontri con i propri familiari e con i suoi stessi legali.

Dal 21 marzo, il giovane curdo rifugiato politico in Italia, Erol Aydemir, è entrato in sciopero della

fame a Cagliari, dove si trovava per iscriversi alla Facoltà Agronomia dell’Università di Sassari. Su

richiesta della Comunità Curda in Italia, Erol, ha poi proseguito la sua iniziativa nel Centro Culturale Curdo Ararat di Roma.

Sono un gran numero, in tutto il mondo, gli scioperi della fame di solidarietà di attiviste e attivisti curdi, a cui ha dato l’avvio, fin dal novembre 2018, Leyla Güven, deputata dell’HDP (Partito Democratico dei Popoli).

Molte attiviste e attivisti in sciopero della fame, come Leyla Güven, sono decisi a continuarlo fino a quando le richieste non verranno esaudite.

Abdullah Ocalan è al centro dello sciopero della fame perché la libertà di Ocalan, precursore del

Movimento di Liberazione Curdo, deportato nel 1999, è stato, per oltre 10 anni, unico prigioniero,

sorvegliato da oltre 1000 soldati. Non ha potuto vedere i suoi avvocati dal 2011. La libertà di

Ocalan è indispensabile per una soluzione pacifica e politica della questione curda. Ocalan continua ad essere molto influente. È riconosciuto come voce di pace e la società curda lo considera il suo

legittimo portavoce, mentre il comportamento dello stato turco è di totale ostilità nei suoi confronti

così come nei confronti del popolo curdo.

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