Continua l’impunità.

di Luisa Morgantini.

Il rapporto presentato da una Commissione indipendente d’inchiesta durante la sessione del Consiglio per i diritti umani dell’Onu, raccoglie al suo interno le prove dei crimini contro l’umanità commessi dall’esercito israeliano durante le proteste della popolazione di Gaza. Ancora una volta lo stato di Israele si ritira dalle accuse…

Ostile, disonesto e fazioso”, così il Ministro degli Esteri israeliano Yisrael Katz ha definito e respinto il rapporto presentato da una Commissione indipendente d’inchiesta durante la sessione del Consiglio per i diritti umani dell’ONU -apertasi a Ginevra il 25 febbraio scorso-, che ha raccolto le prove dei crimini contro l’umanità commessi dall’esercito israeliano durante le proteste della popolazione di Gaza. Le proteste, iniziate il 30 marzo del 2018, sono tutt’ora in corso, per chiedere il ritorno a Gaza dei rifugiati cacciati nel 1948 e la fine dell’embargo iniziato nel 2006.

Il rapporto dice chiaramente che i cecchini israeliani hanno preso di mira persone identificabili come bambini, disabili, operatori sanitari e giornalisti. Il presidente della Commissione Santiago Caton ha affermato, tra l’altro: “I soldati israeliani hanno commesso violazioni della legge internazionale sui diritti umani e del diritto umanitario. Alcune di queste violazioni potrebbero costituire crimini di guerra o crimini contro l’umanità”. Di fronte a prove evidenti, quali le 260 persone assassinate e i più di 23.000 feriti, dei quali centinaia e centinaia disabili per sempre, Katz ha chiamato la sessione “Il teatro dell’assurdo”. E naturalmente Israele, forte dell’impunità concessa dalla comunità internazionale, si è rifiutata di cooperare con la commissione d’inchiesta, impedendo anche l’accesso dei relatori al paese, come del resto ha fatto nel 2014 e nel 2009 per le operazioni militari di “Margine Protettivo” e “Piombo fuso”.

La commissione, mentre ritiene che Israele abbia inadempiuto agli obblighi di giustizia celere e indipendente, ricorda che tutti gli Stati parte della IV Convenzione di Ginevra del 1949 hanno l’obbligo (art. 1) di fare rispettare il diritto internazionale umanitario nei territori palestinesi occupati, chiede la fine dell’assedio di Gaza e che il materiale raccolto sia inviato alla Corte Penale Internazionale.

Che sia la volta buona per perseguire i responsabili di crimini e ingiustizie contro una popolazione che vuole vivere in libertà? (luisamorgantini@gmail.com)

Dal bimestrale Solidarietà Internazionale, anno XXX, n. 02, marzo-aprile 2018.

www.solidarietainternazionale.it

, ,

No comments yet.

Lascia un commento