Un nuovo documento della Commissione per le Marce del Ritorno.

Comunicato Stampa

1 marzo 2019

Un nuovo documento del Comitato Internazionale di Difesa Legale conferma che l’occupazione israeliana ha indubbiamente commesso gravi e documentati crimini e violazioni contro i dimostranti palestinesi.

Il Comitato Internazionale di Difesa Legale (CIDL) della Commissione Nazionale per le Marce del Ritorno e la Fine dell’Assedio  condanna con forza l’insistenza con cui le forze di occupazione israeliane continuano a prender di mira i Palestinesi che partecipano alle marce per il ritorno e la fine dell’assedio nella Striscia di Gaza. Fino alle 19:00 di oggi, 1 marzo 2019, l’esercito di occupazione israeliano ha deliberatamente usato un eccesso di forza letale contro i dimostranti, ferendone 17 con proiettili veri, oltre ad aver deliberatamente colpito 3 paramedici e un giornalista.

La continua aggressione degli occupanti israeliani contro pacifici dimostranti avveniva mentre la Commissione di Inchiesta dell’ONU denunciava le violazioni commesse nel corso del 2018 durante le dimostrazioni nella Palestina occupata. I risultati e le conclusioni delle inchieste svolte dalla Commissione tra il 30 marzo e il 31 dicembre 2018 mostrano chiaramente che i dimostranti che partecipavano alla marcia erano pacifici e altrettanto pacifiche erano le loro azioni, mentre le forze di occupazione israeliane usavano deliberatamente mezzi letali contro i dimostranti, anche in situazioni in cui questi ultimi non si comportavano in modo da costituire un diretto pericolo di vita per gli Israeliani. Tutto ciò è certamente contrario alle norme della legge internazionale riguardo ai diritti umani.

Il Comitato Internazionale di Difesa Legale (CIDL) afferma che le marce per il ritorno e le connesse attività popolari avevano, e mantengono tuttora, un approccio pacifico, mentre le forze di occupazione israeliane le hanno affrontate con l’uso della forza letale, dimostrando l’arroganza e il disprezzo di Israele per il sistema legale internazionale e per i diritti umani. Il Comitato rivolge un saluto alle decine di migliaia di dimostranti che hanno partecipato alle marce e promette loro di impegnarsi a fondo per denunciare i crimini israeliani e per assicurare che i criminali di guerra siano tenuti a dar conto delle loro azioni contro i dimostranti palestinesi. Queste sono le richieste del CIDL:

1. Il CIDL accoglie con favore le conclusioni della Commissione d’Inchiesta dell’ONU sulle violazioni compiute durante le dimostrazioni avvenute dal 30 marzo al 31 dicembre 2019 nei Territori Palestinesi Occupati.

2. Il CIDL ritiene che le forze di occupazione israeliane siano totalmente responsabili per le perduranti politiche razziste a Gerusalemme e alla Moschea di Al-Aqsa.

3. Il CIDL fa appello alla Commissione Internazionale per i Diritti Umani perché approvi e ratifichi il rapporto della Commissione Indipendente d’Inchiesta nel corso della sua 40a sessione che si terrà il 18 marzo 2019.

4. Il CIDL fa appello alla dirigenza palestinese affinché faccia ulteriori e significativi sforzi per assicurare che la comunità internazionale approvi il rapporto come un nuovo e ulteriore documento legale per dimostrare i crimini internazionali commessi dai comandi e dai soldati israeliani.

5. Il CIDL fa appello alla comunità internazionale, agli organismi delle Nazioni Unite, alla Commissione per i Diritti Umani e le Alte Parti Contraenti della Convenzione di Ginevra affinché si prendano carico della loro responsabilità morale e legale di proteggere i civili palestinesi e i dimostranti della Marcia Popolare per il Ritorno e chiamino i leader dell’occupazione a rispondere dei crimini commessi contro manifestanti e detenuti pacifici.

6. Il CIDL rinnova il suo appello al Procuratore della Corte Penale Internazionale affinché prenda rapidamente la giusta decisione di aprire un’inchiesta legale sui crimini commessi da Israele nei confronti della Palestina.

7. Il CIDL fa appello alla dirigenza palestinese affinché trasmetta alla Corte Penale Internazionale tutti gli atti che riguardano i crimini dell’occupazione contro i dimostranti, secondo l’art. 14 dello Statuto di Roma, e non solo gli atti che si riferiscono agli insediamenti, in modo che tutti i criminali israeliani ne debbano rispondere.

8. Il CIDL fa appello al Presidente e al Parlamento Palestinese affinché cominci immediatamente ad annullare le misure punitive e illegali che ha imposto alla Striscia di Gaza e prenda tutte le misure necessarie per rafforzare la resistenza dei cittadini della Striscia di Gaza e di Gerusalemme e per ripristinare un clima di unità nazionale sulla base dello stato di diritto e della collaborazione politica.

9. Il CIDL fa appello alla comunità internazionale, alle organizzazioni e movimenti di solidarietà col popolo palestinese e a tutti i gruppi palestinesi, affinché intervengano a tutti i livelli (legali, politici, diplomatici, di diritti umani e popolari) per fornire protezione internazionale ai Palestinesi e porre fine all’escalation israeliana nell’assedio e nell’aggressione alla Striscia di Gaza e per proteggere i dimostranti pacifici delle marce per il ritorno.

In conclusione, il CIDL si appella al mondo libero, a tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e l’umanità, ai difensori dei diritti umani di tutto il mondo e ai Palestinesi tutti, affinché intraprendano l’organizzazione di vari eventi di solidarietà per il 30 marzo 2019, data che segna l’anniversario del Giorno della Terra e il primo anniversario delle marce per il ritorno, per chiedere ai governi del mondo libero di costringere Israele a porre fine ai suoi crimini contro i civili e alla sua persecuzione del popolo palestinese, per sostenere la giusta lotta del popolo palestinese per la fine dell’assedio imposto alla Striscia di Gaza ormai da 12 anni, per fermare i crimini dell’insediamento coloniale in Cisgiordania e le politiche di discriminazione razziale nei territori occupati nel 1948, per cancellare la giudeizzazione di Gerusalemme e l’occupazione, in modo da permettere il ritorno dei rifugiati palestinesi previsto dalla Risoluzione 194 e porre fine a 70 anni di sofferenze.

Traduzione di Donato Cioli

http://aohr.net/en/2019/03/02/468/

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