Apparenza e realtà: provocazioni e violazioni israeliane, con le loro stesse parole.

Apparenza e realtà: provocazioni e violazioni israeliane, con le loro stesse parole.

(edizione gennaio 2019)

1 febbraio 2019 (vedi qui il precedente rapporto del 1 settembre 2019)

Le vere istigazioni vengono dall’occupazione militare della Palestina, crudele e senza freni, e dal suo illegale progetto di insediamento coloniale. La coalizione integralista al governo di Israele, guidata da Benjamin Netanyahu, è responsabile di palesi discriminazioni e della formazione in Israele di una cultura di odio e razzismo, che incita alla violenza e alimenta l’estremismo. Tali azioni e tali parole stanno minando ogni possibilità di pace e aumentano ostilità e sfiducia tra i due popoli.

Aggiornato regolarmente, questo rapporto include esempi di commenti e incitazioni sprezzanti e provocatorie da parte di esponenti del governo di Israele e dei suoi leader, nonché dichiarazioni e azioni di odio e violenza da parte di opinion maker e di altri membri della società israeliana. (Dr. Hannan Ashrawi, membro del comitato esecutivo dell’OLP)

 

Con le loro stesse parole: dichiarazioni provocatorie e incitamenti da parte di funzionari e leader israeliani

Il primo ministro Benjamin Netanyahu (partito Likud): “ Non ci sarà nessun altro sradicamento né interruzione degli insediamenti, ma proprio l’opposto. La terra di Israele è nostra e rimarrà nostra” (28 gennaio 2019)

“…Noi siamo ritornati in patria, nella Netiv Ha’vot (in ebraico: il cammino dei nostri antenati). Abramo, Isacco e Giacobbe sono passati da qui. Noi ci siamo da 3000 anni [sic]”.

Il ministro della scienza e della tecnologia Ofir Akunis (partito Likud): “ Dobbiamo accelerare il ritmo della costruzione di insediamenti in Samaria e Giudea [Cisgiordania occupata], soprattutto per assicurare il nostro diritto naturale alla nostra terra e prevenire la catastrofe e ciò che io ho definito in passato il suicidio dello stato di Israele, e cioè la nascita di uno stato terroristico palestinese in questo luogo”. (16 gennaio 2019)

“La sicurezza porta qui più residenti, la costruzione porta qui più residenti, e le costruzioni in larga scala in Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata] e in tutta questa zona sono anche un freno alla nascita di uno stato terroristico palestinese in questa area” (16 gennaio 2019).

“Uno dei primi passi della 21a Knesset deve essere l’applicazione della sovranità israeliana sulle aree ebraiche di Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata]”. (16 gennaio 2019)

Il ministro dell’economia Eli Cohen (Partito Kulanu): “Dobbiamo essere noi a fare azioni sul territorio, con l’annessione e l’applicazione della nostra sovranità sull’area C [Cisgiordania occupata]”. (9 gennaio 2019).

Ministro degli affari strategici e della pubblica sicurezza Gilad Erdan (partito Likud): “La chiusura ancor più estesa di queste istituzioni palestinesi è un messaggio per l’Autorità Palestinese e per i residenti di Gerusalemme Est che lo stato di Israele non intende abbandonare in alcun modo la sua sovranità su Gerusalemme Est e non permetterà a nessuno di mettervi piede.” (31 gennaio 1019)

“Continuerò a rafforzare la sovranità e l’autorità di Israele su tutta Gerusalemme e preverrò ogni tentativo palestinese di metter piede nella parte orientale della città.” (31 gennaio 2019)

“Forse dovremmo spingerci fino a prendere in considerazione la possibilità che, una delle prossime volte che Abu Mazen [il Presedente palestinese Mahmoud Abbas] parte, non gli sia permesso di tornare, perché oggi egli non dà alcun contributo al processo diplomatico.” (13 gennaio 2019)

“Non ci faremo impressionare dalle minacce e dagli scioperi della fame. Rendere peggiori le condizioni dei terroristi [i prigionieri politici palestinesi] è necessario sia per creare deterrenza sia per adempiere al nostro dovere morale verso le vittime del terrore e i loro familiari.” (2 gennaio 2019)

Il ministro dell’immigrazione Yoav Gallant (partito Likud): “Sono venuto qui per dire alla popolazione israeliana e specialmente ai residenti di Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata] che noi abbiamo un diritto storico e un bisogno di sicurezza che ci permette di mantenere il pieno controllo su questa area.” (23 gennaio 2019)

“L’insediamento è la chiave per conservare sovranità e sionismo: l’area della Giudea e della Samaria [Cisgiordania occupata] è la fascia orientale di difesa dello stato di Israele.” (23 gennaio 2019)

“Sto dicendo chiaramente ‘no’ ad uno stato palestinese. Non è possibile avere più di uno stato ad ovest del fiume Giordano.” (13 gennaio 2019)

“Noi lavoreremo per realizzare la sovranità su tutto il territorio di Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata] e per rafforzare gli insediamenti”. (13 gennaio 2019)

Il presidente della Knesset Yuli Edelstein (partito Likud): “Penso che noi abbiamo una grande missione nella prossima Knesset: dichiarare la sovranità sopra gli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata]. Solo pochi anni fa, chi avesse fatto un discorso simile sarebbe stato considerato delirante. Negli anni recenti, abbiamo cambiato questo discorso in ciò che in inglese si chiama ‘mainstream’, l’argomento centrale nella società palestinese. Spero che, dopo l’approvazione di questa decisione da parte del Comitato Centrale del Likud, saremo in grado di metterla in atto nella prossima Knesset.” (21gennaio 2019)

Il membro della Knesset Avigdor Liberman (Partito Israele Casa Nostra): “Israele deve tornare agli assassinii mirati… Se tutti sanno che lo scontro è imminente, perché aspettare fino a quando avremo subito delle perdite? Dobbiamo creare un attacco preventivo e tornare agli assassinii mirati.” (23 gennaio 2019)

“È bene che una rappresentante di punta della quinta colonna [la parlamentare palestinese Haneen Zoabi] stia lasciando la Knesset. Io le auguro ogni successo a Gaza o a Beirut.” (6 gennaio 2019)

In una dichiarazione, il Partito Nuova Destra di recente formazione ha affermato: “Noi non faremo parte di un governo che vuole dividere Gerusalemme e creare uno stato palestinese.” (16 gennaio 2019)

L’ex capo dell’IOF [le Forze di Difesa Israeliane (IDF), sono qui sarcasticamente chiamate Forze di Offesa Israeliane (IOF)] e presidente del neoformato partito Resistenza per Israele, Benny Gantz: “Noi vogliamo mantenere la responsabilità della sicurezza in tutta la terra d’Israele, ma non possiamo diventare uno stato bi-nazionale. Manterremo le alture del Golan, che rimarranno nelle nostre mani per sempre. E Gerusalemme rimarrà per sempre la capitale dello Stato di Israele e del popolo ebraico”. (29 gennaio 2019)

Come parte della sua campagna elettorale, Gantz ha pubblicato una serie di video sulla sua pagina YouTube in cui si vanta delle uccisioni e della devastazione che ha commesso nel 2014 nella Striscia di Gaza assediata. Uno di questi video era intitolato: “Parti di Gaza riportate all’età della pietra.”(29 gennaio 2019)

“[Insediamenti come] il blocco di Etzion, Ariel, Ofra e Elkana rimarranno per sempre. Ma [la questione è] come faremo per mantenerle per sempre.” (3 gennaio 2019)

L’ex primo ministro ed esponente del Likud Gideon Sa’ar: “Ho detto all’ambasciatore americano David Friedman che mi oppongo alla creazione di uno stato arabo nel cuore della terra di Israele, perché credo che questo sia pericoloso e che non porterebbe alla pace. Spero che questa amministrazione [USA], che è molto amica di Israele, non ripeterà gli errori di precedenti amministrazioni come quelle di Clinton e di Obama che presentavano delle linee guida basate sulla nascita di uno stato palestinese in Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata].” (29 gennaio 2019)

“Non c’è nessun bisogno di suicidarsi con uno stato bi-nazionale o creando un altro stato arabo.” (29 gennaio 2019).

“Se sarò eletto rappresentate del popolo, mi mobiliterò per scongiurare il pericolo di uno stato arabo nel cuore di Israele e per imporre la sovranità israeliana nelle colonie della Giudea, Samaria e Valle del Giordano [Cisgiordania occupata], in linea con la decisione del Comitato Centrale del Likud. La questione della creazione di uno stato palestinese nella Terra di Israele dovrebbe essere eliminata dall’agenda. Non succederà mai, e noi non permetteremo che succeda. L’autonomia sì, ma uno stato no. I Palestinesi godono già di un’autonomia a livello civile e municipale, ma in determinate aree, che sono strategiche per la nostra sicurezza e per questioni demografiche, non possiamo permettere che siano indipendenti” (29 gennaio 2019)

“Credo che in questo momento storico abbiamo l’opportunità di imporre la sovranità israeliana sulle comunità ebraiche [colonie] di Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata]. Questo deve essere l’obiettivo del Likud nel suo prossimo mandato. Dobbiamo normalizzare la vita in quelle comunità.” (14 Gennaio 2019)

“Ci chiedono di decidere come suicidarci: se sparandoci o impiccandoci. Con un colpo alla testa se nascesse uno stato arabo nel cuore di Israele, impiccati invece se si creasse uno stato binazionale. Ma noi non vogliamo suicidarci. La soluzione due stati per due popoli non è realistica, è solo uno slogan. La prossima svolta politica deve segnare l’inizio di una nuova direzione” (14 Gennaio 2019)

Il cosiddetto ex “sindaco” di Gerusalemme e candidato del Likud alla Knesset, Nir Barkat: “Non c’è spazio per un altro stato che non sia Israele, fra la Giordania e il mare. La soluzione a due stati è completamente crollata” (17 Gennaio 2019)

“…Prometto di lottare con tutte le mie forze affinchè Israele estenda la propria sovranità anche sulle colonie di Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata] già nella prossima legislatura [della Knesset]. Mi adopererò inoltre per incentivare la costruzione e lo sviluppo economico [delle colonie], perché questo è il nostro paese”. (17 Gennaio 2019)

Il membro e candidato del Likud Kathy Shitrit: “… creare uno stato arabo in Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata], che rappresentano circa un quarto della terra di Israele, significherebbe avere uno stato terrorista a meno di 10 chilometri dall’aeroporto Ben Gurion.” (9 Gennaio 2019)

“Il popolo ebraico ha un diritto sia naturale che storico a tutta Gerusalemme e alla Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata]. La pretesa avanzata dall’OLP di Gerusalemme Est come capitale e del diritto al ritorno per 6 milioni di rifugiati non ha alcuna base, né storica né legale: Gerusalemme non è mai stata la capitale di uno stato palestinese, neanche secondo il piano di partizione delle Nazioni Unite.” (9 Gennaio 2019)

Il sindaco dell’insediamento di Beit El, Shai Alon:” Non siamo ritornati a Gerusalemme dopo millenni di esilio per farci controllare da una guardia giordana all’entrata del Muro del Pianto. Questo luogo ci appartiene da tempo immemorabile, e per nulla al mondo lo abbandoneremo o ne lasceremo il controllo a uno stato terzo” (16 Gennaio 2019)

Il colono e capo del consiglio regionale della Samaria, Yossi Dagan: “ La questione delle infrastrutture idriche è una priorità in ogni parte della Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata]. È anche il modo per realizzare il sogno di un milione di Ebrei in Samaria. Continueremo a lavorare con il ministro dell’energia Yuval Steinitz per risolvere tutte le sfide legate alla scarsità di acqua che stiamo affrontando. Gli abitanti [coloni] della Giudea e della Samaria [Cisgiordania occupata] non saranno più cittadini di seconda classe. Stiamo cercando di rafforzare le infrastrutture e di migliorare la qualità della vita in tutta la Samaria [Cisgiordania occupata]” (1 Gennaio 2019)

Il portavoce internazionale della comunità di coloni di Hebron, Yishai Fletcher: “ 775.000 Ebrei vivono oltre la Linea Verde!!! 325 mila vivono a Gerusalemme Est e 450 mila in Giudea e Samaria [Cisgiordania occupata]. Stiamo tornando a casa! (Grazie a Dio!)” (10 Gennaio 2019)

 

La cultura dell’odio e il terrorismo dei coloni: uno sguardo veloce alla realtà quotidiana di chi vive sotto occupazione militare.

 Coloni israeliani hanno attaccato violentemente dei pastori palestinesi nell’area di al-Farisiyeh nel nord della Valle del Giordano, cacciandoli dai loro campi (31 Gennaio 2019)

Coloni israeliani dell’insediamento illegale di Maale Levona hanno fatto irruzione nel vilaggio al-Lubban al-Sharqiyyeh, vandalizzando alcune auto palestinesi con graffiti razzisti (30 Gennaio 2019)

Un gruppo di coloni israeliani ha attaccato alcuni contadini palestinesi disarmati nell’area di Masafer Yarra (28 Gennaio 2019)

Un colono israeliano ha attaccato con un’ascia un contadino palestinese e suo figlio mentre i due stavano lavorando la loro terra vicino al villaggio di Deer Estya (26 Gennaio 2019)

Coloni israeliani dell’insediamento illegale di Kiryat Arba hanno attaccato con le pietre alcune abitazioni palestinesi ed hanno aggredito fisicamente alcuni membri della famiglia Abu Es’efan (26 Gennaio 2019)

Il Palestinese padre di quattro figli ed ex prigioniero politico Hamdi Na’san è stato ucciso da coloni estremisti nel suo villaggio di Al Mughayyr mentre tentava di prestare soccorso ad alcuni Palestinesi feriti dai coloni. Dozzine di altri Palestinesi sono stati feriti nell’attacco (26 Gennaio 2019)

Protetti dalle forze di occupazione israeliana, i coloni hanno molestato alcuni Palestinesi nel quartiere di Silwan nella Gerusalemme occupata (19 Gennaio 2019)

Coloni israeliani hanno tagliato e sradicato 40 alberi di ulivo palestinesi nel villaggio di al-Mughayyir (18 Gennaio 2019)

Coloni israeliani dell’insediamento illegale di Kiryat Arba “muniti di armi da fuoco, bastoni, pale e asce”, hanno distrutto un muro di contenimento per aprire una strada solo per coloni nell’area di Wadi al Hasin ad est di Hebron (14 Gennaio 2019)

Protetti dalle forze di occupazione israeliana, coloni israeliani hanno fatto irruzione nel giardino della Moschea di Abramo sradicando alberi di ulivo (13 Gennaio 2019)

Un gruppo di coloni israeliani della colonia illegale di Homish ha distrutto circa 1000 piantine di ulivo nel villaggio di Burqa (13 Gennaio 2019)

Un gruppo di 50 coloni israeliani ha lanciato pietre ad auto palestinesi vicino al villaggio di Tuqu nella Cisgiordania occupata, causando gravi danni ad alcuni veicoli (11 Gennaio 2019)

Coloni israeliani hanno sradicato e distrutto più di 30 alberi di ulivo, vite e mandorle che appartenevano ad una famiglia della città di Tarqumiya (10 Gennaio 2019)

Coloni israeliani hanno tagliato 15 alberi di ulivo e dipinto graffiti razzisti che invocavano la morte per gli Arabi nel villaggio palestinese di A-Tawani (8 Gennaio 2019)

Coloni israeliani hanno sradicato e distrutto 30 ulivi ad est di Yatta nella Cisgiordania occupata (8 Gennaio 2019)

Coloni israeliani hanno sradicato alberelli di ulivo e mandorle appena piantati vicino al villaggio palestinese di Yannoun nella Cisgiordania occupata (6 Gennaio 2019)

Coloni israeliani hanno lanciato pietre ad auto palestinesi e hanno bloccato il traffico sulla strada che porta da Qalqilya a Nablud nella Cisgiordania occupata (3 Gennaio 2019)

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http://www.dci.plo.ps/en/article/11610/February-1,-2019-Report-Appearance-and-reality-Israeli-provocations-and-violations-in-their-own-words-(January-2019-Edition

Traduzione di Simonetta Madussi e Sonia Valentini

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