Appello urgente dal Sindaco di Jabalia nella Striscia di Gaza.

Un appello prima del disastro

Salvate Gaza prima che diventi un posto invivibile!

7 ottobre 2018

Nella Striscia di Gaza continua da tredici anni un assedio soffocante che ha portato a un precipitoso collasso del sistema economico, sociale e sanitario che a sua volta ha colpito la fornitura dei servizi di base alla popolazione. Gli indicatori forniti dall’OCHA (Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento dei Affari Umanitari) mostrano che il tasso di povertà ha superato il 70% mentre il tasso di disoccupazione è oltre il 53%. Al tempo stesso, informazioni internazionali indicano che più del 40% della popolazione della Striscia di Gaza viene fornita di acqua solo per 4 o 6 ore ogni 3-5 giorni e che più del 96% delle falde acquifere non sono idonee all’uso umano.

Inoltre, la crisi energetica continua a peggiorare, arrivando a più di 16 ore al giorno senza elettricità, sono stati sospesi la maggior parte dei sussidi e dei finanziamenti a progetti, specialmente quelli che incidono sui servizi di base che sono essenziali per la sopravvivenza, e inoltre il maggior fornitore di servizi per Gaza, l’UNRWA, ha cominciato a ridurre le sue prestazioni. Per di più, un rapporto emesso dall’Ufficio delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza, conferma che la Striscia non sarà più un luogo abitabile da qui al 2020. Di fronte a queste sfide, anche noi confermiamo che siamo sull’orlo di un vero disastro le cui conseguenze la popolazione non è in grado di sopportare.

Se continua questa situazione senza che le istituzioni internazionali assumano le proprie responsabilità e senza un rapido e urgente intervento per finanziare progetti e bisogni d’emergenza, si arriverà a ripercussioni gravi e senza precedenti sulla fornitura di servizi di base, tra cui:

  1. L’accumulo di rifiuti solidi nelle aree residenziali e l’impossibilità di trasportarli nei siti di raccolta.
  2. Il collasso del sistema fognario con conseguente sversamento dei liquami nelle strade causerà persone senzatetto, diffusione di malattie attraverso l’acqua e inquinamento del mare.
  3. Il dissesto del sistema di distribuzione dell’acqua alle aree residenziali obbligherà i cittadini a ricorrere a costosi serbatoi di riserva.
  4. Dozzine di addetti alle pulizie e di operatori sanitari saranno licenziati.
  5. Si diffonderanno malattie ed epidemie che mineranno seriamente la salute generale.
  6. Si fermeranno i servizi per la manutenzione delle infrastrutture.

Ci appelliamo quindi ancora una volta agli stati, alle organizzazioni umanitarie, ai municipi e a tutti quelli che credono nel diritto degli esseri umani a vivere in libertà e dignità, affinché forniscano finanziamenti urgenti per i progetti di emergenza, in modo da evitare il collasso dei servizi vitali e per mantenere un minimo di servizi di base per la popolazione.

Il sindaco

Essam Jouda

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