VEDIAMOCI IN GIRO IL 27 PROSSIMO, LUNGO IL PERCORSO DELL’ULTIMA TAPPA.

AssopacePalestina fa parte della Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese e aderisce alle attività del movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni).

Domenica 27 maggio si concluderà a Roma il vergognoso Giro d’Italia partito da Gerusalemme.

La Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese aderisce all’appello del BDS Italia che invita ad essere presenti in tanti e tante lungo il percorso (chi può con le bandiere e le kefiah palestinesi) per manifestare la nostra indignazione nei confronti degli organizzatori del Giro che per soldi hanno accettato di piegare una manifestazione sportiva di così  grande tradizione a strumento per imbellettare l’immagine di Israele, Stato coloniale che illegalmente occupa da 50 anni la Cisgiordania, stringe d’assedio la Striscia di Gaza ed ordina  al proprio esercito di sparare contro cittadini e cittadine inermi.

Dobbiamo gridare forte il nostro sdegno e la nostra richiesta che anche l’Italia si impegni ad imporre ad Israele il rispetto della Legalità Internazionale.

https://www.facebook.com/events/447251215725940/

 

Ci vediamo in Giro

La campagna #CambiaGiro lanciata a settembre 2017 contro la partenza del Giro d’Italia da Gerusalemme e Israele ha visto in questi mesi una grande mobilitazione internazionale a partire dalla Palestina.

In Italia, fin dalla Sicilia la risposta dei territori e degli attiviste e attivisti che da anni sostengono la lotta per la Palestina libera ha segnato quasi tutte le tappe già svolte. #CiVediamoInGiro attraverserà il Nord Est e la Val Susa, fino ad arrivare alla tappa finale a Roma il 27 maggio 2018.

La Questura ha dichiarata una “zona verde” interdetta alle manifestazioni in tutto il centro di Roma. Noi invece la coloreremo di verde, rosso, bianco e nero, i colori della Palestina.

Invitiamo tutte e tutti a:

– Invadere i propri territori di scritte, striscioni, volantini, cartelli a sostegno della campagna #CiVediamoInGiro e #CambiaGiro.

– Partecipare alla Critical Mass per un uso giusto della bici, che partirà alle 18.30 da piazza Vittorio venerdì 25 maggio.

– Scendere in piazza al Circo Massimo domenica 27 maggio alle 15.55, dove, al momento giusto la Palestina che resiste si paleserà con i suoi colori e i suoi simboli.

Le proteste si svolgono in un contesto in cui il governo statunitense sposta la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, rafforzando il controllo illegale di Israele sulla città. È chiaro che l’evento sportivo viene usato da Israele come strumento di propaganda.

Che lo Sport sia sempre stato sfruttato come canale mediatico per fornire un’immagine ripulita ed equilibratamente competitiva di uno Stato che nemmeno può nascondere le violenze sistematiche praticate dentro e fuori i propri confini, è Storia: pensiamo alle Olimpiadi del 1936 a Berlino, come ai Mondiali del 1978 in Argentina.

Una delle motivazioni ufficiali sbandierata dagli organizzatori RCS è quella di celebrare la figura di Gino Bartali, campione ciclistico. Ma è evidente l’intento di oscurare le continue violazioni dei diritti umani perpetrate a danno del popolo palestinese. Tutto con l’avvallo del Governo italiano. Il Ministro Lotti ha infatti dichiarato sui social, durante le celebrazioni della partenza del 4 maggio che “lo Sport è veicolo formidabile di riconciliazione e concordia tra differenze – sociali, identitarie, religiose, politiche”.

Invece si fa un uso strumentale dello sport, sfruttando il Giro per nascondere e festeggiare 70 anni di colonizzazione e oppressione del popolo palestinese da parte dello stato di Israele. In cambio RCS ha incassato milioni di euro.

Da settimane i palestinesi di Gaza manifestano per i loro diritti, dando vita alla #GreatReturnMarch, la Marcia per il Ritorno, a ridosso dell’anniversario della Nakba.

Israele ha risposto con un’escalation della violenza repressiva.

Dal 30 marzo – Giornata della Terra e inizio della Grande Marcia del Ritorno – i cecchini israeliani hanno ucciso oltre 100 palestinesi, compresi 12 bambini, e ne hanno feriti o più di 12.000.

Il numero di feriti è più alto di quello totale registrato nei due mesi di offensiva militare israeliana Margine Protettivo del luglio-agosto 2014.

Il ruolo che Israele gioca in Medio Oriente è ulteriore espressione di interessi economici e militari.

A tutto ciò ci opponiamo, promuovendo alternative che non si misurano su potenza e profitto. Sosteniamo la lotta di popoli che resistono e si autodeterminano. Aderiamo all’appello palestinese per il boicottaggio disinvestimento e sanzioni nei confronti di Israele.

Lo Sport non può essere elemento spendibile per scrivere una versione alternativa alla realtà.

Per questo lanciamo, in vista dell’arrivo del Giro, un appello a manifestare la propria indignazione contro la violenza e la repressione di Israele.

Dalla parte dei popoli in lotta, non per odio ma per dignità.

#ShameOnGiro

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