Netanyahu si prepara a visitare Bruxelles, ma aumentano le tensioni con Federica Mogherini.

L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri Federica Mogherini ha attaccato una seconda volta la decisione di Trump su Gerusalemme, dicendo che potrebbe portare “a tempi più bui di quelli che già stiamo vivendo.”

di Noa Landau

Haaretz, 7 dicembre 2017

L’Alto rappresentante della UE per gli affari esteri Federica Mogherini e il Segretario
di Stato USA Rex Tillerson a Bruxelles il 5 dicembre 2017. Foto Virginia Mayo

Mentre Netanyahu si prepara a visitare lunedì prossimo la sede dell’Unione Europea a Bruxelles, aumentano le tensioni con l’Alto rappresentante della UE per gli affari esteri Federica Mogherini. Nel corso degli ultimi due giorni, Mogherini ha attaccato per due volte la decisione annunciata mercoledì scorso da Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Netanyahu dovrà anche affrontare una campagna promossa da parlamentari europei in cui si chiedono indennizzi per strutture finanziate dalla UE nei territori palestinesi e distrutte da Israele.

Lo scorso mercoledì, Mogherini ha fatto una dichiarazione in cui esprimeva “serie preoccupazioni” per l’annuncio di Trump. Ha detto inoltre che la posizione della UE rimane quella secondo cui lo status di Gerusalemme deve essere deciso attraverso negoziati israelo-palestinesi e deve far parte di una soluzione a due stati.

(Clik sull’immagine per far partire il video della dichiarazione)

Fonti di Bruxelles dicono che questa dichiarazione avrebbe dovuto essere fatta a nome di tutti gli stati della UE, ma era stata bloccata all’ultimo minuto dall’Ungheria. Per questo motivo, è stata fatta solo a nome di Mogherini.

Giovedì poi, Mogherini ha raddoppiato la dose, dicendo in un discorso registrato che l’annuncio di Trump “ci potrebbe portare indietro a tempi più bui di quelli che già stiamo vivendo.”

“L’Unione Europea ha una posizione chiara e unitaria”, ha aggiunto. “Noi crediamo che l’unica soluzione realistica al conflitto tra Israele e Palestina si basi su due stati, con Gerusalemme capitale sia dello stato di Israele che dello stato di Palestina.”

Ha detto anche di aver discusso la questione col segretario di stato USA, Rex Tillerson, che era in visita a Bruxelles, e che anche i rappresentanti di tutti i 28 stati dell’UE avevano fatto altrettanto.

Ha infine messo in guardia tutte le parti in causa perché non facciano niente che potrebbe “far crescere ulteriormente le tensioni sul terreno,” specialmente per quanto riguarda i luoghi santi di Gerusalemme.

Il ministro degli esteri israeliano ha ribattuto giovedì che la posizione di Mogherini era “sorprendente”. “La sua insistenza nel dire che Gerusalemme non è la capitale di Israele nega un fatto storico incontrovertibile,” ha aggiunto. “Ogni volta che si rifiuta questa semplice verità si allontana la pace, perché si creano nei Palestinesi aspettative che non hanno alcun nesso con la realtà. Il presidente Trump ha fatto un passo coraggioso e giusto, che aumenta le possibilità della pace perché dice la verità.”

Ci sono anche dei membri del Parlamento Europeo che vogliono protestare per la visita di Netanyahu, facendo una campagna in cui si chiede che Israele risarcisca l’UE dei fondi spesi per strutture palestinesi che sono state successivamente demolite da Israele. Le strutture in questione si trovavano nell’Area C, che è la parte di Cisgiordania sotto completo controllo israeliano.

Le tensioni su Gerusalemme non faranno altro che gettare benzina sul fuoco della collera suscitata nella UE per il modo in cui è stata organizzata la visita di Netanyahu. Infatti Netanyahu ha colto di sorpresa i leader europei quando ha annunciato nel parlamento israeliano la sua futura visita, e ciò è avvenuto perché non era stato invitato seguendo il normale protocollo, ma l’invito era stato fatto dalla sola Lituania, un paese che gli è molto amico. Questa mossa a sorpresa ha fatto sì che Mogherini invitasse per una simile visita all’inizio del 2018 il presidente palestinese Mahmoud Abbas.

La visita di Netanyahu si aprirà con brevi dichiarazioni da parte sua e di Mogherini, dopo di che ci sarà una colazione con tutti i ministri degli esteri della UE. Alla fine della colazione ci dovrebbe essere una conferenza stampa.

Israele vede la UE come un territorio ostile ed è fiero che questa sia la prima visita in molti anni fatta a Bruxelles da un primo ministro israeliano. Ma la soddisfazione di Netanyahu rischia di essere offuscata non solo dall’incontro che si prospetta assai teso con Mogherini, ma anche dalla campagna dei parlamentari che chiedono il rimborso per le strutture palestinesi nell’Area C sovvenzionate dalla UE e poi distrutte da Israele. La campagna consisterà in poster, petizioni e annunci.

La protesta dei parlamentari fa seguito ad una lettera inviata da otto stati della UE in cui si chiedeva, per la prima volta, il risarcimento da parte di Israele per la confisca o la demolizione di fabbricati e infrastrutture nell’Area C.

https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-1.827637

Traduzione di Donato Cioli

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