Luisa Morgantini scrive ai rappresentanti della UE in merito al video razzista di Avishai Ivri

VORREI UNA RISPOSTA DAI RAPPRESENTANTI DELL’UNIONE EUROPEA PER AVER  POSTATO SULLA PAGINA FB UFFICIALE DELLA RAPPRESENTANZA UE IN ISRAELE UN  VIDEO PROMOZIONALE IN CUI E’ TESTIMONIAL  UN NOTO RAZZISTA ISRAELIANO  

Al Presidente  Jean-Claude Juncker

All’Alto Rappresentante Federica Mogherini

Vi chiedo come sia stato possibile che la delegazione Ue di Tel Aviv abbia usato come testimonial per una campagna mirata a rassicurare Israele sulla nostra amicizia e collaborazione (forse sarebbe più utile, per affermare i valori di cui ci riteniamo portatori, una campagna che educhi Israele al rispetto dei diritti umani), Avishai Ivri, un “comico” israeliano ben conosciuto su tutti i social media come un razzista, islamofobo e ostile al popolo palestinese, visto che da anni sui social viaggiano i suoi post che invocano la fine degli arabi e dei palestinesi con gli epiteti e le accuse più infamanti e vergognose. Alcuni esempi dei suoi post: “per ogni israeliano ucciso devono essere eliminati 1000 arabi”-” Fanculo, spazzate via Gaza” – “a Gaza bisogna tagliare l’acqua e l’elettricità”.

Possibile che l’attuale ambasciatore Ue a Tel Aviv, Laars Faaborg-Andersen, non fosse a conoscenza  della sua posizione?

Non solo è inaccettabile l’ingaggio di Avishai Ivri, ma è discutibile anche il contenuto del video che nel cercare di convincere  i cittadini israeliani della grande amicizia che lega l’Europa ad Israele, elenca i numerosi rapporti turistici e commerciali, e, soprattutto, elogia l’Europa per essere uno dei migliori acquirenti dell’industria bellica israeliana.

Quest’anno ricorrono cinquant’anni dall’occupazione militare dei territori Palestinesi: non sarebbe importante, per essere coerenti con i nostri valori, fare una campagna volta a convincere i cittadini israeliani della necessità della pace e della coesistenza tra i due popoli per la fine dell’occupazione israeliana? Non sarebbe più utile usare come testimonial, ad esempio, i rappresentanti israeliani e palestinesi del Parent’s Circle che hanno avuto famigliari uccisi ma che agiscono insieme per la pace, oppure i Combatants for Peace, israeliani e palestinesi, che hanno servito nell’esercito o hanno compiuto azioni militari, e che insieme chiedono pace e giustizia?

E’ positivo che il video sia stato oscurato dalla pagina FB della delegazione  dopo l’articolo di protesta di Electronic Intifada, altre proteste sono seguite poi, ma non mi sembra sufficiente che il caso si chiuda con due laconici “tweet”: “Abbiamo deciso di chiudere il video che promuove la cooperazione EU-Israele – Non vogliamo che ci siano dubbi sul fatto che qualsiasi cosa noi facciamo sia per la promozione dei valori sostenuti dall’Europa” e “ Il video voleva mostrare la cooperazione tra l’Europa ed Israele, non vogliamo che alcunché distragga da questo importante messaggio”.

Vorrei  dire ai responsabili europei, ed in particolare alla Rappresentante europea per la politica estera Federica Mogherini, che, pur nella libertà di espressione di ciascuna persona, non possiamo avere rappresentanti dell’Unione Europea che agiscono in contrasto con i valori che noi diciamo di voler rappresentare.

Solo una leggerezza quella del nostro rappresentante a Tel Aviv? il suo errore, se di errore si tratta, passerà indenne?

Mi auguro di non dover concludere che, nonostante i suoi richiami al rispetto dei diritti umani, l’Unione Europea nei fatti in alcune situazioni agisca contro di essi.

 

Cordialmente,

Luisa Morgantini

già Vicepresidente del Parlamento Europeo

 

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