Emesso un ordine di detenzione amministrativa nei confronti di Salah Hamouri, ricercatore di Addameer.

Comunicato Addameer

29 agosto 2017.

Salah Hamouri, ricercatore sul campo di Addameer e difensore dei diritti umani ha ricevuto un ordine di detenzione amministrativa di sei mesi, cioè fino al 22 febbraio 2018. Inizialmente, il tribunale locale di Gerusalemme aveva ordinato il rilascio condizionale di Hamouri, ma meno di un’ora e mezzo dopo, è stato emesso il nuovo ordine.

Secondo la decisione del tribunale locale, Hamouri doveva essere messo agli arresti domiciliari ad Al-Reineh (un villaggio nel nord dei territori occupati nel 1948) per 20 giorni. Gli sarebbe stato proibito di entrare a Gerusalemme e di uscire dal paese per 3 mesi, cioè fino al 28 novembre 2017. Hamouri inoltre avrebbe dovuto pagare una cauzione di 10.000 NIS (2.350 euro) con garanzia di terzi, ma quando i suoi familiari si sono presentati ad Al-Moskobyeh per pagare, sono stati informati che Hamouri non sarebbe stato rilasciato.

Salah Hamouri, 32 anni, ha la doppia cittadinanza palestinese e francese ed è un ex-prigioniero palestinese nelle carceri israeliane. Fu rilasciato nel 2011 nello scambio prigionieri di Wafa al-Ahrar, dopo aver trascorso sette anni nelle prigioni dell’occupazione israeliana. Con un ordine militare israeliano gli fu inoltre proibito fino al settembre 2016 di entrare in Cisgiordania, mentre a sua moglie Elsa Lefort è attualmente proibito di entrare in Palestina.

Questo arresto e le successive decisioni sono solo un caso del lungo elenco di episodi in cui la potenza occupante cerca di soffocare le legittime aspirazioni dei Palestinesi per i diritti umani e la dignità personale. Per chi osa alzar la voce contro questo oppressivo regime coloniale, è pronta la carcerazione arbitraria.

Qui non si tratta soltanto dell’arresto di un individuo, perché tutto questo fa parte di una linea politica sistematica tesa a fiaccare la protesta. Lo scopo è quello di far sì che ogni sostegno alla richiesta palestinese di autodeterminazione sia punito duramente. Il ragionamento è che se si danno molte punizioni e se il peso da sopportare diventa eccessivo, il resto della popolazione si sgomenterà e accetterà lo status quo. Si rassegneranno al fatto che si trovano in uno stato che li tratta come sudditi che possono essere imprigionati e spogliati dei loro diritti a piacimento.

I difensori dei diritti umani hanno due alternative: o abbandonano la loro causa o accettano una vita di continue punizioni. Non è una scelta facile. Salah avrebbe potuto andarsene facilmente, vivere in Francia una vita tranquilla con sua moglie e suo figlio. Invece è rimasto, ed è un esempio per tutti noi. È rimasto nel posto in cui è nato e si batte per coloro che l’occupazione vorrebbe ridurre da persone a sudditi. Proprio perché sostiene che lui e il popolo che sta servendo sono persone, l’occupazione gliene fa pagare il prezzo.

L’associazione Addameer per il Sostegno ai Prigionieri e per i Diritti Umani rinnova il suo appello per l’immediato rilascio di Hamouri, poiché il suo arresto rappresenta un attacco ai difensori dei diritti umani dei Palestinesi.

Addameer sostiene che la detenzione amministrativa è una forma di detenzione arbitraria equiparabile a una tortura psicologica. Il fatto di essere imprigionato indefinitamente senza accusa e senza processo, può sviluppare nel detenuto un disordine psicologico, una depressione permanente e un’ansia cronica dovute al fattore dell’imprevedibilità.

La pratica della detenzione arbitraria costituisce una grave violazione delle leggi internazionali e degli standard dei diritti umani, come previsto in particolare dagli articoli 78 e 82 della Quarta Convenzione di Ginevra secondo i quali una persona accusata ha il diritto di difendersi. Viola inoltre l’articolo 66 della Quarta Convenzione di Ginevra e le condizioni minime per un equo processo.

Organizzazioni, attivisti e parlamentari si stanno mobilitando in tutta la Francia per chiedere ancora una volta la libertà per Hamouri e per far pressioni sul governo francese affinché intervenga su questo caso. Firmate questa petizione diretta al presidente Emmanuel Macron e alle autorità europee perché agiscano immediatamente.

Addameer Prisoner Support and Human Rights Association

Email: info@addameer.ps
Website: www.addameer.org
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