CAMPAGNA PRIGIONIERI PALESTINESI. 8° giorno di sciopero della fame.

24 Aprile 2017

Il Media and communication committee, la Commission of Detainees and Ex
Detainees Affairs (CDA) e la Prisoners Society presentano un quadro all'ottavo 
giorno dello sciopero collettivo della fame, lanciato dai detenuti palestinesi nelle
carceri israeliane (sciopero per la libertà e per la dignità).
- All' ottavo giorno circa 1500 detenuti palestinesi nelle carceri israeliane 
continuano il loro sciopero della fame, iniziato per recuperare i propri diritti,
per la fine della politica di detenzione amministrativa, per abolire il confinamento 
solitario e per la tutela delle visite di avvocati e della famiglia nelle carceri.
- Un grave deterioramento della salute per Marwan Barghouti, deputato del 
Consiglio Legislativo, membro del Comitato Centrale di Fatah e leader dello sciopero. 
- Le forze speciali dell' amministrazione del servizio delle prigioni hanno bloccato 
una sezione (14) presso la prigione di Nafaha, dove sono rinchiusi i detenuti colpiti 
usando gas lacrimogeni. In risposta, i detenuti della prigione di Nafaha e di altre 
prigioni, hanno annunciato che prenderanno misure a sostegno dello sciopero della 
fame.
- Il servizio di Prison Service ha spostato i detenuti rinchiusi nella prigione di Hadarim
nella prigione di Negev, sapendo che la maggior parte dei detenuti della prigione di 
Hadarim si è unita allo sciopero sin dal primo giorno.
- L'amministrazione delle prigioni israeliane ha continuato a impedire agli avvocati di 
visitare i detenuti, ad eccezione della prigione Ofer, in cui le istituzioni sono in grado 
di visitare solo cinque detenuti.
- Gli avvocati delle istituzioni palestinesi che lavorano per i detenuti boicottano 
rispettivamente i tribunali di occupazione per il quinto giorno, in risposta alle misure
repressive svolte dalle autorità occupazionali come: isolare i detenuti colpiti e rifiutare
le visite degli avvocati e dei familiari.
- Le istituzioni dei detenuti affrontano le decisioni di prevenzione mediante continue
 azioni legali con denunce e petizioni alla corte suprema dell'occupazione.
- L' amministrazione del Prison Service impone misure punitive per affrontare i detenuti,
in particolare i leader dello sciopero, tra cui: spostare i detenuti colpiti e isolarli, confiscare
i loro beni, privarli della televisione, privarli della mensa.

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