AL 25° GIORNO LO SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI

Coordinamento a Sostegno dei Prigionieri Politici Palestinesi in Sciopero della Fame 

Comunicato stampa

Lo sciopero della fame del prigionieri politici palestinesi, iniziato il 17 aprile per chiedere il rispetto dei più elementari diritti la cui tutela è imposta alle “potenze occupanti” dalla IV Convenzione di Ginevra, è giunto al 25° giorno senza che il governo israeliano abbia preso in considerazione le richieste di chi sta compromettendo la propria salute, con rischio a lungo andare della vita, per rivendicare “dignità e giustizia.”

Per impedire i temuti infausti esiti del prolungarsi dello sciopero, il governo israeliano vuole ricorrere all’alimentazione forzata e non desiste nemmeno di fronte alla posizione delle organizzazioni dei medici, sia israeliane (Medici per i Diritti Umani​ di​ Israel​e​-PHRI, Associazione Medica Israeliana-IMA), sia internazionali (Comitato Internazionale della Croce Rossa-ICRC, Associazione Medica Mondiale-WMA), che sono concordi nel considerare e condannare l’alimentazione forzata come una tortura. Lo afferma con chiarezza l’IMA nelle sue Linee Guida: “L’alimentazione forzata è equivalente alla tortura e ogni medico ha il diritto di rifiutare di alimentare contro la sua volontà chi è in sciopero della fame.”

Secondo quanto riferito il 4 maggio scorso dal canale 2 della televisione israeliana, il servizio carcerario israeliano (IPS) starebbe prendendo in considerazione di ​far venire medici​ dall’estero per imporre l’alimentazione forzata ​ai prigionieri palestinesi.

Di fronte a questa grave situazione, la solidarietà con i prigionieri in sciopero della fame sta aumentando ovunque, in particolare nel mondo del lavoro. Si sono schierati al loro fianco la Confederazione Sindacale Internazionale , che rappresenta 181 milioni di lavoratori organizzati nei sindacati nazionali di 163 nazioni, così come la CGIL, la CISL e l’UIL che hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale “esprimono il loro sostegno e la loro solidarietà alle iniziative pacifiche e non violente in corso in Palestina e in molte città di ogni parte del mondo, per chiedere alle autorità israeliane l’immediato rispetto dei diritti umani fondamentali per i prigionieri palestinesi in sciopero della fame.”

Inspiegabile appare quindi l’inerzia del governo italiano che peraltro, avendo il nostro Stato sottoscritto la IV Convenzione di Ginevra, ha l’obbligo non solo di rispettarne il dettato, ma anche di farlo rispettare dagli altri Stati contraenti, quale Israele è.

Invitiamo pertanto le forze politiche presenti in Parlamento a chiedere al governo di intraprendere immediatamente un’intensa azione diplomatica nei confronti del governo israeliano perché risponda positivamente alle giuste richieste dei prigionieri in sciopero.

La violazione dei diritti umani da parte di uno stato, quello israeliano, che mena vanto di essere l’unica democrazia del Medio Oriente è inaccettabile e compromette seriamente la possibilità di riportare la pace nell’area.

Roma, 12 maggio 2017

Il coordinamento a sostegno dei prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame.

c/o Un Ponte per…. Piazza Vittorio 132, 00185 Roma

coordinamentoprigionieri@gmail.com

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