Sospensione per il ritorno dei corpi dei palestinesi uccisi

Mag 30, 2016 | Notizie

Il ministro israeliano della pubblica sicurezza Gilad Erdan ha deciso di sospendere il ritorno dei corpi di palestinesi giustiziati dalle forze israeliane, dopo un presunto incitamento avvenuto ad un funerale. Il governo israeliano aveva fissato le condizioni per il ritorno dei corpi dei palestinesi deceduti tra cui garanzie finanziarie, restrizioni sul numero dei partecipanti, designazione delle posizioni per le sepolture e divieto dell’ uso di dispositivi elettronici. La decisione di sospendere la restituzione dei corpi è avvenuta dopo che Erdan ha criticato la presenza di un gran numero di persone durante la sepoltura di Alaa Abu Jamal, 22 anni, di Jabal Al Mukabber, giustiziato da parte delle forze israeliane il 13 ottobre del 2015.

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Tuttavia, secondo Addameer, Human Rights Association e l’avvocato Mohammad Mahmoud, che era presente durante il funerale di Abu Jamal, la famiglia ha soddisfatto le condizioni di sepoltura, tra cui il numero di partecipanti non superiore a 50 persone. La proposta di Erdan sarebbe quella di ignorare la decisione israeliana dell’ alta corte del 5 maggio 2016, che ha raccomandato il ritorno di nove corpi di palestinesi di Gerusalemme prima del mese sacro del Ramadan. Il governo israeliano sta trattenendo i corpi dei palestinesi dall’inizio di ottobre 2015, a seguito dell’escalation di disordini.

Addameer ritiene che la pratica del trattenimento dei corpi sia una forma di punizione collettiva e una violazione del diritto alla dignità, della libertà di culto e della libertà di religione.

Il trattenimento dei corpi aggiunge dolore e traumi alle famiglie dei defunti e ostacola la possibilità di indagini attraverso autopsie per stabilire le circostanze delle uccisioni. A seguito della decisione di Erdan, l’ avvocato Mohammad Mahmoud di Addameer ha presentato un appello al pubblico ministero. Nelle sue conclusioni sulle osservazioni riguardo la quinta relazione periodica, il comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, ha invitato le autorità israeliane a “restituire i corpi dei palestinesi che non sono stati dati ai familiari il più presto possibile in modo che possano essere sepolti in conformità con le loro tradizioni e le usanze religiose e evitare che situazioni simili si ripetano in futuro”

 

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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