Detenzione amministrativa per Omar Nazzal

Il tribunale militare di Ofer ha emesso, il 2 maggio 2016, un ordine di detenzione amministrativa contro il giornalista Omar Nazzal. La detenzione amministrativa terminerà il 22 agosto 2016, ma può essere rinnovata a tempo indeterminato.
Le forze di occupazione hanno arrestato il giornalista Omar Nazzal, membro del sindacato generale dei giornalisti palestinesi e presidente dell’ unione democratica dei giornalisti, il ​​23 aprile 2016, mentre era in viaggio per partecipare al General Meeting della federazione europea dei giornalisti.
Addameer Prisoner Support e le associazioni per i diritti umani condannano gli arresti di giornalisti, continui e sistematici, tra cui il signor Nazzal, in contrasto con la libertà internazionale di espressione e di movimento. I giornalisti continuano ad essere presi di mira per praticare la loro professione, i reportage e per indagare contro le violazioni dei diritti umani nella Palestina occupata.
Nei territori palestinesi occupati della West Bank, l’esercito israeliano è autorizzato ad emettere ordini di detenzione amministrativa contro i civili palestinesi sulla base dell’articolo 285 dell’ ordine militare del 1651. In questo articolo si autorizzano i comandanti militari a trattenere una persona per un massimo di sei mesi rinnovabili se ci sono “ragionevoli motivi per presumere che la sicurezza del territorio o la sicurezza pubblica siano in pericolo”. Non viene data alcuna definizione di “sicurezza del territorio” o “sicurezza pubblica”. Il giorno della scadenza o appena prima della data di scadenza, l’ordine di detenzione è spesso rinnovato; non vi è alcun limite esplicito alla quantità massima di tempo per cui un individuo può essere detenuto in detenzione amministrativa, lasciando spazio ad una detenzione a tempo indeterminato.
Gli ordini di detenzione amministrativa sono emessi sia al momento dell’arresto sia in un momento successivo e sono spesso basati su “informazioni segrete” raccolte dall’agenzia per la sicurezza di Israele. Né il detenuto né il suo avvocato vengono mai informati dei motivi della detenzione e a nessuno di loro viene dato accesso a “informazioni segrete”.

 

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

 

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