PHROC in solidarietà con la famiglia Manasrah

da | Mar 25, 2016 | Notizie

PHROC sostiene la decisione presa dalla famiglia del qindicenne Hassan Khaled Manasrah della città occupata di Gerusalemme di non ricevere il suo corpo che era in uno stato umiliante e degradante. PHROC denuncia anche la politica continua israeliana di trattenere i 14 corpi palestinesi e denuncia la creazione di condizioni degradanti per la loro sepoltura.
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Hassan è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliana (IOF) il 12 Ottobre 2015, mentre era con suo cugino, Ahmad Manasrah, nella colonia “Pisgat Ze’ev” a Beit Hanina, Gerusalemme del Nord. Da allora, Israele ha trattenuto il corpo di Hassan e trattenuto in prigione Ahmad. Sono stati rilasciati filmati deplorevoli in cui viene mostrato Ahmad in ospedale e un altro dove è soggetto a duri interrogatori.

Le autorità israeliane hanno posto varie condizioni sulle famiglie di Hassan Manasrah e del ventunenne Omar Yasser Iskafi, anche lui di Gerusalemme, al fine di liberare i loro corpi. I termini sono i seguenti: i corpi sarebbero stati rilasciati il ​​22 marzo 2016, purché ciascuno dei familiari depositasse 20000 shekel e garantendo che non più di 30 persone partecipassero ad ogni funerale e che venissero sepolti immediatamente. Quel giorno all’ una circa, le autorità israeliane hanno schierato le forze e issato barriere intorno a Bab Al-Asbat (Porta del Leone) al fine di ridare i corpi. La famiglia di Hassan era scioccata nel vedere il figlio completamente congelato. Essi non potevano identificarlo, tenerlo, o avere un adeguato addio definitivo. Nel frattempo la famiglia Iskafi ha sepolto Omar quella notte.

E ‘importante notare che 14 corpi palestinesi rimangono in custodia israeliana, tra cui tre bambini e una donna. Tutti erano di Gerusalemme. Il corpo trattenuto più a lungo, quello di Tha’er Abu Ghazaleh, è trattenuto dall’ 8 ottobre 2015. Innumerevoli corpi rimangono nei “cimiteri dei numeri”; alcuni sono stati lì per decenni, altri 19 corpi sono stati messi lì dopo gli attacchi alla Striscia di Gaza nel 2014.

La pratica di trattenere i corpi dei defunti è una pratica di punizione collettiva contro i palestinesi. Ostacolano anche le autopsie in modo che non possano essere effettuate, potenzialmente nascondendo la prova di omicidio extragiudiziale.

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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