Adalah e Addameer fanno una petizione alla Corte Suprema chiedendo l’autopsia del minorenne palestinese Mu’taz Ewisa

da | Mar 22, 2016 | Notizie

Martedì 13 marzo 2016, Adalah e Addameer Prisoner Support e le associazioni per i diritti umani hanno presentato una petizione alla Corte Suprema israeliana per conto della famiglia del ragazzo minorenne palestinese Mu’taz Ewisat chiedendo l’autopsia del suo corpo. Mu’taz, che aveva 16 anni al momento della sua morte, è stato ucciso dal fuoco della polizia israeliana il 17 ottobre 2015 nell’insediamento ebraico di Armon HaNatziv a Gerusalemme Est. La polizia si rifiuta di restituire il corpo alla sua famiglia, a meno che non lo seppelliscano subito, il che annullerebbe la possibilità di un’ autopsia condotta da un medico legale, e quindi, significherebbe contrastare un’indagine imparziale sulle circostanze della sua uccisione.
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Mr. Ahmad Ewisat, il padre del bambino morto, ha chiesto informazioni dettagliate sulle circostanze della morte di suo figlio, e ha chiesto che un giudice istruttore venisse nominato al caso. La corte di Gerusalemme ha respinto la sua richiesta. Mr. Ewisat, quindi, ha chiesto che il Ministero del Dipartimento di Polizia di indagini di giustizia (“Mahash”) apra un’inchiesta, ma non ha finora preso nessun provvedimento per indagare. Recentemente, il signor Ewisat ha chiesto un’autopsia indipendente, sul corpo di Mu’taz, ma la polizia ha negato la richiesta.

La petizione, che è stata presentata dal procuratore di Adalah, Suhad Bishara e dal procuratore di Addameer Muhammad Mahmud afferma che “l’impedimento per la famiglia di condurre un’autopsia rafforza solo i forti sospetti che la polizia abbia manomesso le prove e impedito il processo di indagine.” I firmatari hanno sostenuto che la polizia è in genere l’ ente che richiede tali procedure per essere in grado di scoprire la verità. Tuttavia, in questo caso, la polizia rifiuta l’autopsia, un fatto che suscita sospetti di un atto criminale e di un tentativo di manomettere le prove e contrastare un’indagine prima che possa iniziare, soprattutto dato che la polizia è in un grave conflitto di interessi in quanto è sia l’ ente che impedisce l’autopsia che sospettato di uccisione illegale della vittima.

Criticamente, non vi è alcuna prova video dell’uccisione, e, come la petizione sottolinea, che Mu’taz abbia tentato di uccidere a coltellate un agente della polizia è la versione data dalla polizia che poi ha sparato e lo ha ucciso. Il dossier è vigorosamente negato alla famiglia del bambino. Questi fatti rendono l’autopsia fondamentale per il tentativo di scoprire la verità circa l’uccisione. La petizione aggiunge che “scoprire la verità è una componente fondamentale per i diritti del defunto e della sua famiglia e alla dignità umana.”

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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