Autopsia condotta sul corpo del minore palestinese Mu’taz

Il 21 marzo 2016, l’ istituto di medicina legale Abu Kabir ha effettuato l’autopsia sul corpo del minore palestinese di 16 anni Mu’tazEwisat. L’autopsia ha avuto luogo dopo che la polizia ha ritirato la sua precedente obiezione di negare la richiesta della sua famiglia per l’autopsia per determinare le circostanze della morte a seguito di una petizione presentata alla corte suprema israeliana da Adalah e Addameer Prisoner Support e delle associazioni per i diritti umani il 13 marzo 2016. L’ autopsia è stata effettuata in presenza di un medico palestinese che ha osservato la procedura per conto della famiglia. Mu’taz’sare ora è in attesa dei risultati dell’autopsia.
Mu’taz è stato ucciso dal fuoco della polizia israeliana il 17 ottobre 2015 nell’insediamento ebraico di ArmonHaNatziv a Gerusalemme Est. Criticamente, non vi è alcuna prova video dell’uccisione, e, come la petizione sottolinea, che Mu’taz abbia ucciso è la versione data dalla polizia, che sostiene che ha tentato di accoltellare un agente di polizia, per questo poi la polizia gli ha sparato e lo ha ucciso. Questi fatti rendono l’autopsia fondamentale per il tentativo di scoprire la verità circa l’uccisione di Mu’taz da parte della polizia.
Il padre, Ahmad Ewisat, ha chiesto dettagliate informazioni sulle circostanze della morte del bambino, e ha chiesto che un giudice investigativo fosse nominato al caso. Il Jerusalem Magistrates’ Court ha respinto la sua richiesta. Mr. Ewisatthen ha chiesto che il Ministero del Dipartimento di Polizia di indagini di giustizia ( “Mahash”) apra un’inchiesta, ma non ha finora preso alcun provvedimento per indagare. Recentemente, il signor Ewisatthen ha chiesto un’autopsia indipendente, sul corpo di Mu’taz, ma la polizia ha negato la richiesta. La polizia ha posto condizioni per la restituzione del corpo di Mu’taz alla sua famiglia: se vogliono averlo e seppellirlo subito non deve essere sottoposto ad autopsia questo significa contrastare un’indagine imparziale di uccisione. La polizia ha trattenuto il corpo del defunto dalla sua famiglia per 4 mesi.
La petizione, che è stata presentata dal procuratore di Adalah SuhadBisharaand Attorney e da Muhammad Mahmoud di Addameer afferma che, “impedire alla famiglia di condurre un’autopsia rafforza solo i forti sospetti che la polizia abbia manomesso le prove e impedito il processo di indagine”. I firmatari hanno sostenuto che la polizia è in genere l’ ente che chiede tali procedure in modo che si possa scoprire la verità. Tuttavia, in questo caso la polizia rifiuta l’autopsia, un fatto che suscita sospetti di un atto criminale e di un tentativo di manomettere le prove e contrastare un’indagine prima che possa iniziare, soprattutto dato che la polizia è in un grave conflitto di interessi in quanto è sia il partito che impedisce l’autopsia che il partito sospettato di uccisione illegale della vittima. I firmatari aggiungono che, “scoprire la verità è una componente fondamentale per i diritti del defunto e della sua famiglia e per la dignità umana.”

 

 

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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