Interviste sul caso Al Qiq

da | Feb 9, 2016 | Notizie

Il capo della commissione affari prigionieri,
Issa Qaraqe’, sulle gravi condizioni del prigioniero
Mohammed Al Qiq
Q: l’avvocato della commisione ha visitato ieri Al Qiq e ha affermato che le sue condizioni sono estremamente critiche, è vero?
Sì, è vero. Perchè al Qiq rifiuta ogni trattamento medico, i dottori non possono nemmeno fare un elettrocardiogramma. Dicono che dopo tutti questi giorni di sciopero della fame ci sono molte probabilità che possa avere un ictus o un’ emorragia
cerebrale. È un periodo difficile per lui. Domani la corte israeliana esaminerà ancora il suo caso. I rapporti medici chiesti dalla corte all’ospedale sono pura formalità.
Non sono basati su controlli medici perchè lui li rifiuta.
Si rifiuta anche di essere pesato perchè non vuole avere a che fare con le autorità israeliane. Vuole essere curato solo in un ospedale palestinese. Ma i dati evidenziano un aspetto cruciale: il detenuto è ancora cosciente e prende tutte le scelte capace di intendere e volere, è come se la corte stesse aspettando che lui cada in un profondo coma.
Lui ha già subito pericolose conseguenze. E’come se la corte stesse giocando al “gioco della morte”. Il punto è che la corte non guarderà alle ragioni che stanno dietro allo sciopero della fame, ovvero la detenzione amministrativa, ma solamente alle sue condizioni sanitarie. Solo quando sarà in
condizione quasi di morte la corte, forse, riconsidererà il suo caso.
Q: Abbiamo sentito che sarà permesso ad un dottore arabo di visitare Al Qiq.
Un dottore della “Physicians Human Rights” dentro la linea verde, Mahmoud Mahameed, potrà visitare Al Qiq giovedì prossimo. Questo è molto importante perchè avrà modo di esaminarlo in modo approfondito e avrà modo di offrire un report dettagliato delle sue condizioni di salute.
Q: Le azioni in favore di Al Qiq sono
sufficienti?
Ci sono molti contatti e si stanno facendo molti sforzi per aiutare Al Qiq tramite le associazioni per i diritti umani. Ma sembra che a questo punto, il governo
israeliano abbia preso la decisione politica di
non rispondere alle richieste dei prigionieri riguardo lo sciopero della fame anche se stanno quasi per morire.

La moglie di Mohammed Al Qiq, Fayha’ Shalash
Q: Come si sente quando viene a
conoscenza delle condizioni di suo marito?
Io sono moglie e madre e queste notizie mi provocano enorme preoccupazione e ansia permanente. Mohammed è in pericolo e noi sappiamo che la situazioneè seria. E’ più vicino alla morte che alla vita. Ogni attimo dura anni.
Q: Cosa le hanno detto gli avvocati che l’hanno visitato?
Ho chiesto all’avvocato e ha detto che lei non ha potuto
nemmeno finire la visita con Mohammed perchè le è stato detto che era troppo debole per continuare. Non può parlare
e non può nemmeno finire le visite

 

Traduzione di Lete Griziotti

 

 

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Avviso ai lettori

Questo sito è attualmente interessato da un processo di aggiornamento e ristrutturazione, ma i contenuti rimangono quelli di sempre. Vi chiediamo di sopportare per alcuni giorni questi cambiamenti di forma, fino alla messa a punto della veste definitiva. Grazie!

il 5X100 ad Assopace Palestina

Archivi