71 giorni di sciopero della fame per Al Queeq

A causa dello sciopero della fame che sta affrontando il giornalista palestinese Mohammed Al-Qeeq aumentano per lui i rischi di ictus; di ciò è stato avvertito in data 2 febbraio il suo avvocato Ashraf Abu Sneineh. Ha perso una massiccia quantità di peso,e non vi è evidenza di danni a organi interni.

Al-Qeeq, 33 anni, è un giornalista palestinese, un corrispondente per il canale Al-Majd, che è tenuto, senza accusa né processo, in detenzione amministrativa nelle carceri israeliane. Ha iniziato lo sciopero della fame il 25 novembre, mentre veniva sottoposto a tortura durante un interrogatorio; ha continuato il suo sciopero della fame da allora per protestare contro la sua detenzione senza accusa né processo. Tenuto in ospedale HaEmek in Afula, chiede il suo rilascio immediato ed è in condizioni critiche.

Amnesty International, Reporter senza frontiere, e l’Unione Europea hanno espresso grave preoccupazione per il suo caso; il 2 febbraio, Robert Piper, coordinatore delle Nazioni Unite per l’assistenza umanitaria e gli aiuti allo sviluppo, ha detto in una dichiarazione: “Sono profondamente preoccupato per la continua pratica di detenzione amministrativa nelle carceri israeliane e nei centri di detenzione. In particolare, sono preoccupato per la salute in rapido deterioramento del detenuto amministrativo palestinese, Mohammed Al-Qeeq, che è in sciopero della fame in segno di protesta contro la natura arbitraria della sua detenzione e i maltrattamenti” ha detto Piper.

Il caso di Al-Qeeq sarà portato ancora una volta davanti alla Corte Suprema israeliana giovedi 4 febbraio. La corte in precedenza ha rifiutato di intraprendere qualsiasi azione sul caso. Al-Qeeq ha perso la capacità di parlare e il 60% del suo udito.

Inoltre giovedì, Al-Qeeq riceverà la visita del dottor Mahmud Mahamid di Medici per i Diritti Umani – Israele. In precedenza era stato riferito che questa visita avrebbe avuto luogo due settimane prima ma il giorno della visita programmata l’ospedale ha negato l’accesso al dottor Mahamid.

In una conferenza stampa Fayha Shalash, la moglie di Al-Qeeq, e un collega giornalista palestinese, hanno evidenziato l’urgenza della sua situazione, così come la determinazione di Al-Qeeq nel continuare la protesta. Alla moglie non è stato permesso di vedere il marito, né le è stato concesso di portare le foto dei loro bambini o alcuni libri, tra cui un Corano, per il marito in ospedale.

I palestinesi di Gaza stanno partecipando a uno sciopero della fame di sei giorni in solidarietà con Al-Qeeq a Gaza City; tra questi vi sono un ex dimostrante, Ayman Sharawneh, e alcuni giornalisti palestinesi. Hanno invitato i parlamenti arabi ed europei, così come le organizzazioni per i diritti umani e le organizzazioni di giornalismo, di aiutare a liberare Al-Qeeq dalla detenzione israeliana.

Traduzione di Lete Griziotti da Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network

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