Il trasferimento illegale svuota Gerusalemme dei suoi abitanti palestinesi

29 Dicembre 2015

Addameer Prisoner Support e le associazioni per i diritti umani confermano che il diritto internazionale vieta i trasferimenti forzati come quelli che eseguono le forze di occupazione israeliana contro i palestinesi, in particolare nella città occupata di Gerusalemme. Questi ordini mirano a svuotare la città dei suoi residenti palestinesi e a prendere il controllo sulla vita politica, sociale ed educativa dei palestinesi.
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L’articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra vieta i trasferimenti arbitrari individuali e collettivi delle persone protette e il loro trasferimento fuori dai territori occupati, dai territori che ricadono sotto il controllo della potenza occupante o di qualsiasi altro paese, a prescindere dai motivi.

Secondo la definizione del diritto internazionale, la deportazione arbitraria si riferisce al trasferimento di una persona contro la sua volontà all’interno o al di fuori dei confini nazionali. La deportazione di persone protette in un territorio occupato è considerata una pratica illegale e una grave violazione dell’articolo 147 della quarta convenzione di Ginevra, e ciò equivale a un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità ai sensi dell’articolo 7 e 8 dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.

L’articolo 9 della dichiarazione universale dei
diritti dell’uomo afferma che “nessuno può essere arrestato, detenuto o esiliato arbitrariamente”, che conferma che la deportazione è una pratica illegale vietata secondo la legge internazionale. La pratica di espulsione o trasferimento arbitrario è considerato un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità, indipendentemente dalle circostanze e dalle motivazioni.

Addameer Prisoner Support e le associazioni per i diritti umani hanno contestato l’ordine di espulsione che è stato rilasciato contro il giornalista di Gerusalemme Samer Abu Aisha (28 anni). Abu Aisha ha il diritto di difendersi e presentare le sue obiezioni dinanzi al giudice. Inoltre, questo ordine di espulsione è stato basato su indizi segreti che né Samer né il suo avvocato hanno potuto verificare che contraddicono i requisiti fondamentali di un processo equo.

Quest’anno, le forze di occupazione hanno emesso sette ordini di espulsione da Gerusalemme. Questi sono stati emessi nei confronti di: Anan Najeeb, Akram Shurafa, Obada Najeeb, Raed Salah, Mohammad Razem, Hijazi Abu Sbeih e Samer Abu Aisha. Abu Sbeih e Abu Aisha hanno deciso di respingere le accuse e di protestare negli uffici della Croce Rossa a Gerusalemme dal 23 dicembre 2015, considerando la deportazione una politica per svuotare Gerusalemme dei suoi abitanti palestinesi. Queste pratiche hanno lo scopo di facilitare l’occupazione nel prendere il controllo della città, le sue terre e luoghi santi. Questa è parte della punizione collettiva e della pulizia etnica che continua ad essere praticata nei confronti dei palestinesi che risiedono a Gerusalemme.

Nel 2015, le autorità di occupazione hanno emesso molti ordini di espulsione nei confronti di attivisti e personalità pubbliche a Gerusalemme. Le autorità di occupazione fanno sempre più ricorso alla deportazione come alternativa meno difficile, soprattutto nei casi in cui è difficile presentare una lista di accuse contro individui palestinesi. Inoltre, al presidente del consiglio di amministrazione di Addameer, signor Abdullatif Ghaith, è stato vietato di entrare in Cisgiordania per quattro anni. Il divieto di entrare in Cisgiordania è stato emesso contro il ricercatore di Addameer, Salah Hamouri, ed è stato rinnovato per cinque mesi.

Mentre le forze di occupazione continuano a praticare la politica di deportazione contro i palestinesi, la corte distrettuale del lavoro ha annullato la decisione del giudice del magistrato di corte di deportare il colono Yehuda Atsion fuori di Al Aqsa per 15 giorni, dopo il tentativo di praticare riti religiosi nei cortili della moschea. Il colono ha pianificato di far saltare in aria la moschea di Al Aqsa 30 anni fa e la sua presenza nel Monte del Tempio rappresenta una vera e propria minaccia per la sicurezza pubblica.

Addameer chiede alle Nazioni Unite e al suo segretario generale Ban Ki-moon di prendere una posizione chiara che conferma l’universalità dei diritti umani e dimostrano l’efficacia delle Nazioni Unite. Inoltre, Addameer chiede un intervento immediato per esercitare pressioni sulle autorità di occupazione israeliana e di annullare la politica di deportazione e di trasferimenti arbitrari contro i civili palestinesi. Addameer chiede anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) per fornire protezione ai protezione ai civili palestinesi, e per garantire il rispetto della legge umanitaria internazionale.

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

 

 

 

 

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