Al-Qeeq alimentato forzatamente

da | Gen 19, 2016 | Notizie

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Addameer afferma che il detenuto amministrativo, il giornalista Mohammad Al-Qeiq, che è in sciopero della fame, è stato alimentato forzatamente ed è in pericolo di vita. Al-Qeiq ha perso conoscenza ed è stato successivamente trasferito al reparto di terapia intensiva. Il giornalista Al-Qeiq, che è in sciopero della fame da 55 giorni, in una visita congiunta di Addameer e Medici per i Diritti Umani presso l’Ospedale Afula il 18 gennaio 2016, ha dichiarato che venerdì 15 gennaio 2016 sentiva un forte dolore al lato destro del corpo che gli ha provocato perdita di coscienza. Quando si è risvegliato si é ritrovato nel reparto di terapia intensiva all’ospedale Afula.

Al-Qeiq ha aggiunto che il comitato etico medico dell’ospedale di Afula gli ha detto che domenica 10 Gennaio 2016 sarebbe stato trattato forzatamente, e più tardi, quel giorno, un gruppo di carcerieri lo teneva per le braccia e le gambe, dopo di che i medici gli hanno messo una flebo che è stata mantenuta fino a giovedì 14 gennaio 2016.
Al-Qeiq ha affermato che alcuni dei medici lo hanno spinto a terminare lo sciopero della fame, cercando di convincerlo con latte e cioccolato, ma ha rifiutato. Addameer ribadisce che il trattamento forzato di Al-Qeiq e le visite mediche coatte sono una violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani, in quanto costituisce un atto che viola la dignità umana dei detenuti e dei prigionieri. Addameer riferisce anche nella dichiarazione alle Nazioni Unite che: “Il principio di diritto individuale al rifiuto consapevole e volontario di misure mediche è ribadito in diversi documenti di base per i diritti umani delle Nazioni Unite, dove la mancanza di libertà e di un consenso informato sono considerati una chiara violazione del diritto di un individuo alla salute.”
Addameer afferma che non vi è alcuna giustificazione per l’utilizzo di un trattamento forzato o di alimentazione forzata del detenuto amministrativo considerato che lo sciopero della fame di Al-Qeiq è volontario e si tiene conto del fatto che egli è pienamente consapevole delle sue decisioni e comprende pienamente le sue condizioni di salute critiche. Al-Qeiq ha rifiutato di accettare qualsiasi trattamento medico o qualsiasi esame, il che significa che qualsiasi trattamento forzato senza il suo consenso potrebbe influenzare negativamente le sue condizioni di salute e potrebbe mettere la sua vita in pericolo, questo è accaduto in altri casi precedenti di alimentazione forzata utilizzati dalle forze di occupazione durante la Nafha, sciopero della fame nelle carceri nel 1980, che ha provocato la morte di numerosi prigionieri palestinesi.
Addameer chiede un’azione immediata per salvare la vita di Al-Qeiq, che è in sciopero della fame da 55 giorni per protestare contro la sua detenzione amministrativa senza accusa né processo. Al-Qeiq è in condizione di vita pericolosa all’ ospedale Afula e si rifiuta di prendere qualsiasi alimento o integratore o vitamina.

Traduzione di Lete Griziotti da sito Addameer

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