Occupazione israeliana: obiettivo i bambini palestinesi a Gerusalemme Est

Nel corso delle ultime otto settimane, tra escalation di violenza a Gerusalemme e nel resto della Cisgiordania occupata, Israele ha portato avanti una politica dura contro i bambini palestinesi.
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L’ultimo disegno di legge, approvato dal comitato ministeriale israeliano per la legislazione, propone che bambini, di appena 12 anni, vengano imprigionati e condannati per reati “nazionalistici motivati”. Una prima lettura del disegno di legge nel parlamento israeliano, il 25 novembre, ha ottenuto 64 voti a favore e 22 contrari.

Il progetto di legge arriva sulla scia di fatti cone quello di Ahmad Manasra, di 13 anni, accusato di tentato omicidio tramite un attacco con pugnale a Gerusalemme Est il 12 ottobre ma il diritto penale attuale di Israele proibisce pene detentive nei confronti di minori di 14 anni che vengono tenuti  in strutture giovanili per la riabilitazione e il reinserimento.

La Knesset ha approvato inoltre una serie di modifiche al codice penale. Hanno imposto 10 anni di reclusione per il lancio di pietre o altri oggetti a veicoli in movimento se c’è l’eventualità di mettere in pericolo i passeggeri o causare danni. I condannati che tirano pietre con lo scopo di danneggiare gli altri riceveranno, invece, il doppio della pena.

L’emendamento, inoltre, riduce la discrezionalità legale instituendo un numero minimo di sentenze che devono essere non meno del cinquanta per cento del numero potenzialmente massimo delle sentenze oltre a restringere la sospensione delle sentenze alle sole circostanze speciali

La Knesset ha modificato la legge nazionale per privare i bambini condannati per reati “nazionalisti” e “attività terroristiche” di prestazioni sociali durante la detenzione.

Ha inoltre permesso ai tribunali per i minorenni di Israele di infliggere ammende alle loro famiglie fino a 10000 NIS (2580 dollari).

Addameer e DCIP sono profondamente preoccupati da questi emendamenti e proposte di legge volte contro i giovani palestinesi, e in particolare contro i bambini. Mentre dovrebbero applicarsi a israeliani e palestinesi allo stesso modo, discriminano e prendono a bersaglio i residenti palestinesi di Gerusalemme ed i cittadini palestinesi di Israele.

I precedenti cambiamenti di politiche riguardo le relative offese sono stati quasi esclusivamente applicati alla popolazione palestinese.

Gli estremisti israeliani e i coloni, invece, si affidano al loro governo per far sì che i loro attacchi contro i palestinesi vengano ignorati.

I cambiamenti politici sono parte di un giro di vite più ampio da parte delle autorità israeliane per reprimere disordini, spazzare tutta Gerusalemme e il resto della Cisgiordania occupata. Dall’inizio di ottobre, almeno 103 palestinesi e 19 israeliani sono morti per violenza. Il DCIP ha confermato che sono morti 20 morti bambini palestinesi tra di loro.

Le ultime otto settimane hanno visto le forze israeliane arrestare oltre 2000 palestinesi, di cui almeno 350 bambini, secondo Addameer. Di conseguenza, il numero di bambini palestinesi nelle carceri israeliane è salito da 156 alla fine di settembre a circa 400 nel mese di novembre, sulla base di ricerche di Addameer.

Nel mese di ottobre, Israele Prison Service ha aperto una sezione giovanile in prigione, vicino alla città centrale di Ramle, per far fronte al maggior volume di bambini detenuti palestinesi. Sulla base delle testimonianze dei bambini palestinesi detenuti nella sezione, ottenuto da Addameer e DCIP, le condizioni descritte erano insufficienti e non ci sono le norme minime per una prigione. I bambini hanno inoltre riferito che Israele Prison Service ha applicato punizioni collettive contro di loro, tra cui la negazione della visita di famiglia e l’uso di isolamento.

Il maltrattamento di Israele dei bambini detenuti palestinesi rimane diffuso e sistematico. I dati compilati da DCIP tra gennaio e giugno 2015 mostrano che l’86 per cento dei bambini palestinesi ha subito qualche forma di violenza fisica a seguito di un arresto, con un aumento del 10 per cento dal 2014.

Gli interrogatori israeliani avvengono con abuso di ruolo, minacce e isolamento per costringere le confessioni di alcuni bambini . Nella maggioranza di questi casi, le autorità israeliane privano i ​​bambini dei legali e non informano, o informano in modo improprio,  i bambini dei loro diritti.
Uno dei bambini detenuti nel carcere Givon, Ahmad Nasser, 17 anni, ha detto che il 5 ottobre, mentre si stava recando da scuola a casa a Gerusalemme, una dozzina di soldati israeliani e poliziotti lo ha picchiato selvaggiamente. Lo hanno trasferito in una stazione di polizia in un insediamento vicino, dove gli hanno tolto la canottiera, l’hanno messa attorno alla testa e alla faccia e poi l’hanno fotografato.
Dopodichè le sue foto con il volto coperto sono state utilizzate contro di lui per accusarlo di aver partecipato a scontri con l’accusa di lanciare pietre contro un poliziotto israeliano. Addameer ha documentato diversi casi come questo negli ultimi mesi.

A metà ottobre, le autorità israeliane hanno preso tre minorenni palestinesi di Gerusalemme Est e li hanno messi in detenzione amministrativa per tre mesi. Il 3 novembre, un bambino della città cisgiordana di Hebron, è stato imprigionato per un ordine di  tre mesi di detenzione amministrativa. La detenzione amministrativa è la detenzione di persone da parte dello Stato per periodi prolungati senza accusa né processo.

Le autorità israeliane si basano sulla legge sui poteri straordinari per utilizzare la detenzione amministrativa a Gerusalemme. Secondo la documentazione DCIP risalente al 2000, i minori di Gerusalemme non sono stati soggetti a detenzione amministrativa. Nella Cisgiordania occupata, dove la legge militare si applica solo alla popolazione palestinese, l’ Ordine Militare israeliano 1651 consente la detenzione amministrativa per un periodo fino a sei mesi, soggetto a rinnovi a tempo indeterminato. Israele non ha tenuto un bambino palestinese della Cisgiordania sotto detenzione amministrativa dal dicembre 2011.

Uccisioni illegali di bambini

Addameer e DCIP esprimono la loro indignazione per la pericolosa tendenza di un uso eccessivo della forza letale contro i bambini palestinesi. Dall’inizio del mese di ottobre, DCIP ha confermato 20 morti bambini palestinesi, tutti tranne cinque nello svolgimento di presunti attacchi lancinanti. Un ulteriore numero di 283 bambini palestinesi ha subito lesioni. Il diritto internazionale definisce “bambino” chiunque abbia meno di 18 anni.
“Le telecamere di sicurezza e i testimoni oculari hanno riferito che in molte occasioni  il presunto bambino assalitore non rappresentava una reale minaccia per le forze israeliane quando quest’ultime hanno ripetutamente  aperto il fuoco da distanza ravvicinata” ha detto Ayed Abu Eqtaish, direttore presso il DCI

“Mentre tutti gli stati hanno il diritto di proteggere i propri cittadini dalla violenza, non può essere usata per giustificare uccisioni extragiudiziarie o l’uso illegale della forza letale intenzionale”.

Il 2 novembre, forze israeliane hanno ucciso Ahmad Awad Abu al-Rab, 16 anni, vicino al checkpoint Jalame, a nord della città cisgiordana di Jenin. Un testimone ha detto che cinque soldati in una jeep militare si sono avvicinati a Ahmad e a un altro giovane palestinese vicino a una stazione di gas palestinese vicino al checkpoint quella mattina. I soldati hanno perquisito i due adolescenti e hanno trovato un temperino. Ahmad ha tentato di fuggire e ha puntato il suo coltellino contro uno dei soldati, che poi gli ha sparato alle gambe. Diverse jeep militari che sono poi arrivate ​​sulla scena, hanno ordinato al testimone di lasciare la zona. Mentre si stava incamminando per andare via, ha visto Ahmad ancora vivo, in ginocchio, circondato dai soldati.

La causa della morte e le circostanze esatte rimangono sconosciute. Le autorità israeliane hanno respinto le indagini sulle uccisioni e hanno rifiutato le richieste di autopsia da parte delle famiglie. Un tribunale israeliano ha negato la richiesta dei gruppi per i diritti umani Adalah e Addameer per ottenere l’autopsia per il sedicenne Muataz Oweisat, che ha subito ferite da arma da fuoco mortali per mano delle forze israeliane a seguito di un presunto attacco e tentato accoltellamento a Gerusalemme est.

Le autorità israeliane hanno trattenuto i corpi di nove bambini uccisi nello svolgimento di presunti attacchi e accoltelamenti.

Traduzione di Lete Griziotti dal sito Addameer

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One Response to “Occupazione israeliana: obiettivo i bambini palestinesi a Gerusalemme Est”

  1. Danilo Fabbroni 5 Dicembre 2015 at 8:14 am # Rispondi

    …..aspettiamo fiduciosi che “Il Foglio” di Ferrara, o a sinistra Furio Colombo riporti questa notizia……..

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